Notiziario

LA CHIESA ALLONTANI LA MENTALITÀ DEL “NIDO” CHE CHIUDE ED ESCLUDE (Angelus, 26-09-2021)

Il Vang1a. Angeluselo della Liturgia odierna ci racconta un breve dialogo tra Gesù e l’Apostolo Giovanni, che parla a nome di tutto il gruppo dei discepoli. Essi hanno visto un uomo che scacciava i demoni nel nome del Signore, ma glielo hanno impedito perché non faceva parte del loro gruppo. Gesù, a questo punto, li invita a non ostacolare chi si adopera nel bene, perché concorre a realizzare il progetto di Dio (cfr Mc 9,38-41). Poi ammonisce: invece di dividere le persone in buone e cattive, tutti siamo chiamati a vigilare sul nostro cuore, perché non ci succeda di soccombere al male e di dare scandalo agli altri (cfr vv. 42-45.47-48).
Le parole di Gesù svelano insomma una tentazione e offrono un’esortazione. La tentazione è quella della chiusura. I discepoli vorrebbero impedire un’opera di bene solo perché chi l’ha compiuta non apparteneva al loro gruppo. Pensano di avere “l’esclusiva su Gesù” e di essere gli unici autorizzati a lavorare per il Regno di Dio.          Continua nell’  ALLEGATO

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ANCHE UN BICCHIERE D’ACQUA (don Marco Bottoni)

2b. Coro MultietnicoRiportiamo l’omelia che don Marco Bottoni, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Lodi, ha tenuto durante la Messa internazionale concelebrata nella chiesa di San Carlo in Crema. Il bene fatto bene e l’attenzione agli ultimi.

Il Signore Dio che guida la storia ha disposto che in questa Messa, che è la prima di un cammino che percorreremo insieme (in questa giornata del Migrante) si leggesse una tra le pagine più belle dell’intero Vangelo. Una pagina dove molto chiaramente sento risuonare la bella e buona notizia che Gesù è venuto a portare. Davanti alla obiezione di Giovanni, che porta a Gesù il dubbio di tanti su quali siano le caratteristiche del bene fatto bene, Gesù risponde annunciando, proclamando la sua profonda simpatia per tutto ciò che è bene da qualsiasi parte arrivi.
Chi non è contro di noi è per noi. Chiunque fa uno sforzo, piccolo o grande che sia, perfetto o profondamente limitato ma comunque uno sforzo nel bene merita tutta la nostra ammirazione, il nostro incoraggiamento se fosse uno sportivo diremmo il nostro tifo.         Continua nell’ ALLEGATO

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IL MONDO È CAMBIATO. IN SOLE TRE MOSSE (Raffaele Crocco)

Ritiro dall’Afghanistan, esercito europeo, Aukus. L’editoriale del direttore dell’Atlante

3b. Il mondo è cambiato...Le notizie di queste ore ci dicono una cosa: il Mondo sta cambiando. Rapido, più rapido di quanto credessimo. Mutano strategie, equilibri, alleanze. In sole tre mosse, ci siamo trovati altrove: l’abbandono dell’Afghanistan da parte degli Usa e degli europei, la nascita del progetto di un futuro esercito europeo, l’annuncio dell’anglosassone alleanza chiamata Aukus. Tre mosse e siamo diversi, vediamo perché:

  • La fuga dall’Afghanistan ha chiarito al Mondo che gli Stati Uniti giocano in difesa, non riescono e non possono essere i gendarmi globali. Hanno mollato l’Asia centrale, che ai loro occhi era utile per mettere basi militari permanenti nel cortile di casa di Russia e soprattutto Cina. Inoltre, bloccava i traffici via terra di Pechino e controllava l’espansionismo turco nella zona.           Continua nell’ ALLEGATO

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IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA… (La Redazione)

4.

5. libro_missio_2021_con_testo%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

Anche quest’anno riproponiamo l’iniziativa di un sussidio che aiuti e favorisca la riflessione lungo l’arco di tutto il Mese missionario. Due sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato questo anno dal punto di vista missionario: in ottobre la liberazione di Padre Gigi MACCALLI e in aprile la beatificazione di 10 MARTIRI della Chiesa sorella del QUICHÈ (Guatemala). E proprio a queste due esperienze vogliamo dedicare la riflessione giornaliera, in perfetta sintonia con lo slogan di quest’anno: Testimoni e profeti. Il costo sarà di euro 1 e, a partire da giovedì mattina, potranno essere ritirati in Curia.

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6. Lezioni afgane

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0001a. Ikram Nazih                                                          «Ikram Nazih è stata liberata oggi in Marocco» 23/08/2021

La ragazza italo-marocchina era stata condannata per offese contro la religione
per aver condiviso una vignetta satirica su Facebook nel 2019.
Ecco le sue prime parole:

«Sono felice, mi sento liberata da un grande peso, non vedo l’ora di andare ad abbracciare mia nonna qui in Marocco, per tutto questo tempo è stata in apprensione e ha sofferto molto per questa vicenda. Dopo voglio tornare ai miei studi».
Ikram Nazih era stata arresta il 19 giugno scorso al suo arrivo a Marrakech,
sulla base di una denuncia per blasfemia,
di cui ignorava assolutamente l’esistenza,
presentata da un’associazione religiosa marocchina.
Il motivo? Un post condiviso sul suo profilo Facebook, e subito dopo rimosso,
in cui veniva fatta una parodia del versetto 108 del Corano (L’Abbondanza)
che nel post diventava quella del whisky.
Il 28 giugno è stata condannata in primo grado a 3 anni e 6 mesi di carcere e a una multa di 50mila dirham (poco meno di 5mila euro).
Ikram è una cittadina italiana nata Vimercate (Monza-Brianza) il 6 maggio 1988 da una famiglia immigrata, conservando la nazionalità marocchina.
Si è diplomata al Liceo Falcone di Bergamo nel 2018;
le sue insegnanti la ricordano come una ragazza che portava il velo e rispettosa del digiuno.
Si è poi trasferita in Francia per continuare gli studi presso l’Università di Marsiglia e, prima dell’arresto, risiedeva ad Avignone.

La speranza ora è che le Istituzioni italiane siano solerti anche nell’impresa diplomatica di far uscire dalle prigioni egiziane lo studente presso l’Università di Bologna Patrick Zaki, arrestato al suo arrivo al Cairo nel febbraio del 2020.

da NIGRIZIA – 23.08.21

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Enrico con le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

dopo tante parole, soprattutto di critica, ma anche di analisi seria della situazione precipitata in pochi giorni in Afghanistan, è arrivata la prima resa dei conti: dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni di principio alla concretizzazione delle promesse e degli impegni assunti. Come si diceva la volta scorsa, con il popolo afghano, o per lo meno con una parte di esso, come spiega bene l’ultimo articolo di Gino Strada pubblicato più avanti, abbiamo commesso un’azione davvero ignobile: aver creato delle illusioni! È inutile girarci attorno. Illudere qualcuno, mostrando situazioni e soluzioni nuove e allettanti, è quanto di più disonesto si possa fare se non abbiamo poi la forza di mantenere fede a quanto promesso.
La lettera-invito della Caritas che pubblichiamo di seguito è il minimo che possiamo fare. Sta a noi dimostrare di essere capaci di saper rimediare, offrendo agli afghani in fuga, per aver creduto in noi, una seconda possibilità.
Se non lo faremo, sarà come tradirli due volte.          Continua nellALLEGATO

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LASCIAMOCI METTERE IN CRISI DA CRISTO (Angelus, 22-08-2021)

1a. Volete andarvene anche voiIl Vangelo della Liturgia odierna (Gv 6,60-69) ci mostra la reazione della folla e dei discepoli al discorso di Gesù dopo il miracolo dei pani. Gesù ha invitato a interpretare quel segno e a credere in Lui, che è il vero pane disceso dal cielo, il pane della vita; e ha rivelato che il pane che Lui darà è la sua carne e il suo sangue. Queste parole suonano dure e incomprensibili alle orecchie della gente, tanto che, da quel momento – dice il Vangelo –, molti suoi discepoli tornano indietro, cioè smettono di seguire il Maestro (vv. 60.66). Allora Gesù interpella i Dodici: «Volete andarvene anche voi?» (v. 67), e Pietro, a nome di tutto il gruppo, conferma la decisione di stare con Lui: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo conosciuto e creduto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6,68-69). Ed è una bella confessione di fede.
Soffermiamoci brevemente sull’atteggiamento di chi si ritira e decide di non seguire più Gesù. Da cosa nasce questa incredulità? Qual è il motivo di questo rifiuto?          Continua nell’ ALLEGATO

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UN UOMO DI PAROLA (La Redazione)

2a. stradaLa morte di Gino STRADA, quasi fosse un segno del destino, ha occupato le prime pagine dei giornali insieme alle tragiche notizie che incominciavano a provenire dall’Afghanistan. Molto è stato scritto su di lui. E a ragione, dato lo spessore della sua persona. Per quanto ci riguarda crediamo che, quando ci lasciano uomini di tale levatura, la cosa migliore sia lasciar parlare loro stessi. Per questo riproponiamo l’articolo comparso sul quotidiano LA STAMPA il 13 agosto scorso, lo stesso giorno della sua morte. È un atto d’accusa lucido e disincantato di 20 anni d bugie raccontate a proposito di libertà, democrazia, diritti umani, ecc.

Prima però di cedergli la parola, riportiamo il commosso ricordo di mons. Giancarlo PEREGO, presidente della Fondazione Migrantes. “Ho incontrato Gino Strada in alcune occasioni, una di queste in Kosovo. Era un uomo sempre molto attento ai diritti umani ma soprattutto attento a far sì che l’Italia dimostrasse davvero di ripudiare la guerra. Era anche molto attento alle problematiche dell’immigrazione, il suo impegno era a tutela dei diritti. Ci mancherà un uomo capace di dare voce ai diritti dei più deboli e a questo articolo 11 della Costituzione che trova l’Italia ancora molto lontana dal ripudio della guerra. Ci mancherà molto.          Continua nell’ ALLEGATO

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FINALMENTE IL NUOVO VESCOVO A SAN JOSÈ DE MAYO (don Federico e don Paolo)

3a. Ordenacion-Mons-Fabian-AntunezDomenica 22  agosto si è svolta, nella cattedrale della diocesi sorella di S. José de Mayo, l’ordinazione del nuovo vescovo P. Fabián Antúnez SJ. Era prevista per domenica scorsa, ma è stata rinviata per una quarantena preventiva a cui è stato sotto posto P. Fabián, dopo essere stato a diretto contatto con una persona a cui è stato diagnosticato il COVID-19. Di seguito una riflessione di don Federico e di don Paolo su questo importante avvenimento

Delta del Tigre, 09/08/2021

Carissime/i, un abbraccio e buon ferragosto!
Per noi il 15 agosto di quest’anno sarà un giorno particolarmente felice perché, oltre a celebrare l’Assunta, vivremo anche l’ordinazione del nostro nuovo vescovo p. Fabián Antúnez. Sarà una celebrazione a pubblico ridotto per via del virus, che in Uruguay è abbastanza sotto controllo, ma si mantengono le norme restrittive e tutte le misure di sicurezza. Da ogni parrocchia potranno partecipare solo quattro persone e tutto il resto dei posti è per i vescovi, i preti, le religiose, gli amici, le autorità e invitati fino a raggiungere la capienza permessa in cattedrale di 250 persone.          Continua nell’ ALLEGATO

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AVVIATA LA CAMPAGNA “VACUNA AMAZONIA” (La Redazione)

4a. Vacuna AmazoniaLa Rete Ecclesiale PanAmazzonica (Repam) ha avviato questa settimana la campagna Vacuna Amazzonia, quando il numero di morti in Amazzonia ha raggiunto quota 100.037 e il processo di immunizzazione in questi territori è inferiore al previsto. Intanto i popoli indigeni  denunciano il presidente Bolsonaro al Tribunale dell’Aia.
“Tra i fattori che causano questo problema vi sono la mancanza di vaccini sufficienti per immunizzare la popolazione amazzonica e la disinformazione in varie parti del territorio”, si legge in una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Repam.
Proprio la disinformazione è quello che impedisce completare, a volte, la campagna in alcuni luoghi. Infatti la Repam sottolinea che “molte persone si sono rifiutate di ricevere il vaccino. Questo scenario, aggravato dalla comparsa di nuove ‘varianti’ del virus, sempre più pericolose e mortali, mette a rischio la vita della popolazione”.
Pertanto, è stato deciso di lanciare questa campagna per segnalare al mondo intero la tragedia che sta vivendo l’Amazzonia a causa della pandemia.
In primo luogo, ai governi nazionali, con la richiesta di “non non risparmiare gli sforzi per acquistare e consegnare vaccini destinati alla regione amazzonica, soprattutto a favore dei più poveri e fragili”.          Continua nell’ ALLEGATO

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