Notiziario

Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
avevamo programmato questo numero in un certo modo, ma due avvenimenti di indubbia gravità ci costringono a cambiare struttura. In primo luogo la notizia della morte di Nadia DE MUNARI, volontaria dell’Operazione Mato Grosso in Perù, sopravvenuta all’aggressione di sei giorni fa, poi questa mattina il ferimento di padre Christian CARLASSARE, comboniano e vescovo nominato di Rumbek in Sud Sudan. Sono due avvenimenti che ci interrogano profondamente sul nostro essere testimoni di speranza.
A questi due fatti abbiamo così dedicato uno spazio apposito all’interno della Circolare.
D’altra parte veniamo da una settimana nella quale abbiamo toccato con mano gli estremi di questa speranza/disperazione prima partecipando alla Beatificazione dei dieci martiri del Quiché in Guatemala, poi, quasi contestualmente, assistendo impotenti alla tragedia del naufragio di 130 donne, uomini e bambini, lasciati soli ad annegare nel Mediterraneo. Un mare che da tempo ha smesso di essere ponte tra le genti che si affacciano sulle rive, per diventare tomba per tanti innocenti, se non terreno di scontro tra persone completamente sorde e per di più cieche, perché incapaci di guardare in faccia una realtà, quella della migrazione, che è alla base non soltanto di disperati viaggi verso la vita, quanto di innumerevoli conflitti che si combattono a tutte le latitudini.          Continua nell’ ALLEGATO

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NON ESISTE UN CRISTIANESIMO A DISTANZA (Regina Coeli, 18-04-2021)

1a Regina Coeli.In questa terza domenica di Pasqua, ritorniamo a Gerusalemme, nel Cenacolo, come guidati dai due discepoli di Emmaus, i quali avevano ascoltato con grande emozione le parole di Gesù lungo la via e poi lo avevano riconosciuto «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ora, nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42).

C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello.        Continua nell’ ALLEGATO

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BEATIFICATI I DIECI MARTIRI DEL GUATEMALA (La Redazione)

Venerdì scorso, a Santa Cruz del Quiché, in Guatemala, sono stati beatificati José María Gran Cirera e nove compagni martiri. Si tratta di tre sacerdoti e sette laici della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, uccisi tra il 1980 e il 1991, tempo di persecuzione contro la Chiesa Cattolica impegnata nella difesa dei poveri. Animati dalla fede in Cristo, sono stati eroici testimoni di giustizia e di amore.

Il loro esempio ci renda più generosi
e coraggiosi nel vivere il Vangelo.
E un applauso ai nuovi Beati!

Con queste parole papa Francesco ha ricordato, al termine dell’Angelus di ieri, la Beatificazione dei dieci martiri del Quiché. La celebrazione, benché prevista inizialmente nella cattedrale della Santa Croce, per motivi sanitari si è svolta il 23 aprile 2021 sempre
a Santa Cruz del Quiché, ma all’aperto, presieduta dal cardinal Álvaro Leonel RAMAZZINI IMERI, vescovo della diocesi di Huehuetenango, come delegato del Santo Padre.
Anche noi ricordiamo questo importante avvenimento con un breve servizio fotografico.          Continua nell’ ALLEGATO

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IN MEMORIA DI TERESIO OLIVELLI, IL RIBELLE PER AMORE (Anselmo Palini)

3a. olivelliNell’anniversario della liberazione d’Italia ricordiamo il beato Olivelli, prima fascista e poi partigiano, a testimonianza del fatto che “non vi sono liberatori” ma “solo uomini che si liberano”.

 Quanti, sin da piccoli, sono cresciuti in un sistema totalitario, hanno subìto un costante e pesante condizionamento ideologico: nella scuola, nel tempo libero, sul lavoro. La stampa, la cultura, la radio, l’arte, lo sport, il cinema sono stati gli strumenti utilizzati dai vari regimi per diffondere il proprio verbo. Accanto a ciò non va dimenticata l’opera di repressione che nei sistemi totalitari ha colpito tutti coloro che, in qualche modo, osavano mettere in discussione i pilastri ideologici del totalitarismo al potere. La fabbrica del consenso, funzionando a pieno ritmo e mettendo a tacere ogni voce critica, ha creato ampie masse di ubbidienti esecutori degli ordini e significativi gruppi di fanatici servitori dell’ideologia dominante.
Questo è accaduto anche in Italia nel ventennio fascista. Intere generazioni sono cresciute in un ambiente intriso di fascismo e sono state educate secondo i dettami di tale ideologia. Molti non sono stati in grado di elaborare un’idea diversa e negli anni della loro formazione non hanno mai potuto ascoltare autorevoli voci critiche, per cui hanno abbracciato quanto veniva loro proposto come “verità indiscussa”.          Continua nell’ ALLEGATO

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NADIA, UNA VITA DEDICATA AL SERVIZIO DEGLI ALTRI

4a. Nadia De MunariEra in Perù dal 1995, faceva parte, come missionaria laica, del movimento Operazione Mato grosso. Lavorava in una baraccopoli a due ore da Lima. Era stata trovata ferita gravemente in casa forse da colpi di machete il 20 aprile. Oggi la notizia della sua morte.

 Aveva 50 anni Nadia De Munari, dal 1995 era impegnata in Perù con il movimento Operazione Mato Grosso, che opera a favore dei più poveri in America Latina. Era una missionaria laica, originaria di Giavenale, quartiere di Schio (Vicenza). Nella notte del 20 aprile aveva subito una feroce aggressione, le colleghe non vedendola arrivare a colazione si sono preoccupate e l’hanno trovata gravemente ferita, colpi di machete probabilmente, forse aggredita mentre dormiva. Era ferita ma viva. La corsa all’ospedale prima locale e poi di Lima e gli interventi, pure se tecnicamente riusciti, non sono bastati a salvarla. Nadia non ce l’ ha fatta: il suo cuore si è fermato. Nadia, era maestra, si era formata dalle Canossiane a Schio, la sua città – dove tornava quando veniva in Italia – gestiva scuole primarie e d’infanzia presso la casa Mamma mia, nella baraccopoli a Nuevo Chimbote, sulla costa centro-settentrionale del Perù, dove aiutava alcune ragazze che si dovevano formare come insegnanti di scuola primaria.          Continua nell’ ALLEGATO

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UN’INTIMIDAZIONE E UN AVVERTIMENTO (Filippo Ivardi Ganapini)

L’agguato al vescovo Carlassare in Sud Sudan

5a. p. CarlassareNuovi dettagli mettono in chiaro la dinamica dell’attentato a Monsignor Christian Carlassare e il suo stato di salute. Mentre trapelano le prime indiscrezioni sul movente.

Mentre trascorrono le ore si chiarifica la dinamica dell’agguato a padre Christian Carlassare, vescovo di Rumbek. Raggiunta al telefono da Nigrizia, Rebecca Tosi, volontaria del Cuamm – addetta al rifornimento dell’ospedale di Rumbek e originaria di Verona – che dormiva nel compound a pochi metri alla stanza del vescovo, racconta: «Questa mattina, trenta minuti dopo mezzanotte, abbiamo sentito degli spari, siamo volati giù dal letto e abbiamo capito che erano indirizzati a padre Christian».
Nel frattempo, mentre la autorità locali tacciono, è appena uscita una nota della Conferenza episcopale dei vescovi del Sud Sudan che racconta nei dettagli l’accaduto e invita la popolazione a pregare per la rapida guarigione del nuovo vescovo. Tra le righe, emerge un particolare: “Un sacerdote che ha la stanza accanto a Mons. Christian è uscito e ha chiesto agli uomini armati cosa volessero, ma ha ricevuto colpi di avvertimento per farsi da parte. I due hanno chiesto a padre Christian di uscire e, di fronte al suo rifiuto, gli hanno sparato a entrambe le gambe e sono fuggiti”.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

 “NESSUNO  DI  NOI  BERREBBE  QUEST’ACQUA”

“L’acqua in alcune parti del mondo continua ad essere ancora il bene più prezioso”.
È con queste parole che Davide Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, commenta l’iniziativa “Water of Africa”, partita il 22 marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con il patrocinio di Regione Lombardia.
Con questa campagna, “Azione contro la Fame”, Organizzazione internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione nel mondo, intende riaccendere i fari dell’opinione pubblica sull’acqua contaminata e non trattata bevuta, nell’Africa Subsahariana, da 319 milioni di persone.
Un fenomeno preoccupante: le famiglie non hanno accesso all’acqua nelle proprie  case e non dispongono di un pozzo vicino al luogo in cui vivono.          Continua nell’ ALLEGATO

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Il Centro Missionario informa…

 LE TESTIMONIANZE DEI MISSIONARI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE

CONSIGLIAMO L’ASCOLTO

BEATIFICAZIONE DEI 10 MARTITI DEL GUATEMALA – 23 aprile 2021 Santa Cruz del Quiché.
Al seguente link è possibile rivedere la Solenne Celebrazione della Beatificazione dei 10 Martiri.

https://www.youtube.com/watch?v=z3226rAmPII

Iscriviti al canale di youtube del “Centro Missionario Diocesi di Crema”, per essere avvisato ad ogni pubblicazione di un nuovo video. Link: https://www.youtube.com/channel/UCV1dJoWbFRA2sSAwpJTBpxg

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