Articles Tagged with Riflessioni

Notiziario – riflessioni

Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
credo che valga la pena dedicare qualche riga alla Cop 27, la Conferenza sul clima che si è conclusa esattamente una settimana fa, nella nota località turistica egiziana di Sharm el-Sheikh. 197 le delegazioni presenti, segno che il tema dell’ambiente, con le preoccupazioni crescenti per i cambiamenti climatici sempre più evidenti, è ormai all’ordine del giorno della maggior parte dei governi del mondo. A queste preoccupazioni però non sono seguite quelle decisioni coraggiose che ci saremmo aspettate.
Il fatto stesso che, invece del 18 pomeriggio, Cop 27 sia terminata alle 4 di domenica 20 novembre, evidenzia quali grandi contrasti abbiano investito l’intero dibattito.
Due in particolare i punti di scontro: il primo è stato la richiesta di fondi specifici per riparare i danni e le perdite che il cambiamento climatico, avanzata dai Paesi a basso reddito, in particolare quelli africani. Il secondo invece riguarda il problema della riduzione del danno cioè un graduale, ma veloce impegno a dismettere l’uso dei combustibili fossili.        Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, carissimi,

                      le vicende di questi giorni che hanno visto coinvolti e contrapposti il nostro Governo e le ONG proprietarie di navi che portano in salvo bambini, donne e uomini altrimenti condannati al naufragio e quindi ad una morte sicura, non sono certamente nuove. L’amarezza, lo sconcerto e la sofferenza che ci colpiscono nascono dal fatto che si tratta di fatti che ci coinvolgono ormai da trent’anni e, nonostante questo, ci sono ancora persone e politici che hanno il coraggio di considerarli fatti eccezionali: una vera e propria un’emergenza. Riportiamo di seguito questa dichiarazione di Mani Tese che ci aiuta a fare chiarezza su alcuni punti fondamentali.        Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e Le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
ancora la PACE! Non possiamo stancarci di chiederla. È un diritto di tutti e continueremo ad esigerla. Questa volta ne parliamo partendo da un punto di vista molto vicino a noi: la Festa del 4 Novembre, fine dalla I Guerra mondiale. Ci aiuta in questa riflessione Raffaele CROCCO autore di questo editoriale tratto dall’ultimo numero di ATLANTE DELLE GUERRE.
C’è stato un giorno in cui un esercito, l’esercito di uno Stato sovrano, ha varcato un fiume, occupando la terra di un altro Stato sovrano. Quell’esercito era in quella terra di altri, in nome della “liberazione dei propri fratelli e delle proprie terre”. Era lì cioè per riportare a casa – questo diceva – chi apparteneva alla stessa storia, alla medesima lingua, all’uguale cultura. E la guerra fu lunga e aspra, perché chi si difendeva non voleva cedere pezzi di quello che considerava legittimamente il proprio Paese, non voleva rinunciare a quella che riteneva la propria storia.        Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

abbiamo dedicato la copertina di questo numero alla grande Manifestazione per la Pace che si è tenuta a Roma dal 23 al 25 ottobre scorsi sotto l’egida della Comunità di Sant’Egidio e nobilitata dalla presenza anche di papa Francesco. Sono passati pochi giorni, ma è come se fosse passato un secolo. Delle parole dette, dei pensieri espressi da capi di stato e da leader religiosi di primo piano non è rimasta traccia: come se il vento dell’ignoranza, della sordità, dell’ignavia si fosse messo accuratamente d’impegno per cancellare tutto e non lasciare alcuna traccia nella coscienza di chi potrebbe fare e non fa.

A noi piace pensare che nulla di quello che si è detto e fatto per la Pace possa andare perduto e crediamo fermamente che non solo non possiamo fermarci di fronte alle sconfitte, ma dobbiamo cercare e sfruttare ogni occasione che si offrirà per continuare ad esprimere la nostra fede per la Pace. Sempre!       Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, carissimi,

scrivere una lettera con questo caldo e in questa stagione… Ma ha senso? Certo, me lo chiedo perché si ha la sensazione che in questo periodo TUTTI siano in vacanza e che questa situazione provochi uno stato di narcosi generalizzato, per cui non va in vacanza il nostro corpo, ma ci vanno anche il nostro cervello, la nostra coscienza, insomma tutto il nostro IO.
Per questo chiedo scusa agli Amici e ai lettori che non sono di Crema, se in queste righe citerò persone della mia città, ma mi preme ricordare chi, pur facendo vacanza, ha saputo e sa dare un senso a questo tempo tanto importante quanto fuggevole.
Voglio così cominciare dal nostro vescovo Daniele che, in compagnia di Mauro e di don Roberto, ha trascorso 15 giorni in Guatemala “sulle orme dei martiri del Quiché”, come ha scritto nella lettera di saluto.           Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

“Carissime, Carissimi,

                              mi stavo apprestando a scrivere qualche nota sul viaggio del Papa e del nostro Vescovo, casualmente partiti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, con mete ed obiettivi molto diversi tra loro, ma uniti da un unico tratto quello dell’UMILTÀ, inconfondibile segno di una Chiesa attenta agli altri, quando sono arrivate, per mano del vescovo Daniele, le prime note di Diario dal Guatemala. Sono freschissime e vanno gustate come una primizia…          Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
                questa volta l’immane tragedia della Marmolada ha fatto scorrere fiumi di inchiostro. Tra i tanti commenti ne abbiamo scelti due, brevi, ma che ci sembrano racchiudere tutti i sentimenti che da giorni stiamo provando. Ve li proponiamo di seguito.

DON LUIGI CIOTTI, presidente, tra l’altro di Casacomune – scuola e azioni)
«Questa tragedia chiede, oltre al cordoglio per le vittime e il grazie ai soccorritori che rischiano la loro vita, impegni veramente concreti, non solo di facciata, subito, a iniziare dalle zone di montagna, da sempre dimenticate dalla politica, dalle politiche. Una tragedia annunciata che lascia sgomenti.          Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

             non sono stati tanti i commenti alla morte di Federico CARBONI (Mario) che ha ha scelto volontariamente di porre fine alla sua vita e alle sue sofferenze. Merito sicuramente delle belle parole con le quali, vero e proprio testamento spirituale, ha preso commiato dalla vita e dagli amici. Poche parole, che tuttavia non lasciano l’amaro in bocca, ma al contrario esaltano la vita e quanto di buono c’è in essa. Altrettanto bello, rispettoso e delicato è il commento scritto da un nostro caro amico, don Franco MANENTI, vescovo di Senigallia. Nessuna condanna, ma tanta comprensione e misericordia per chi è stato meno fortunato ed ha sofferto di più.          Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
poche parole a buon intenditor si usa dire. Ed è quello che ho pensato, leggendo qualche giorno fa questa riflessione che Michele SERRA ha scritto per l’Amaca, la rubrica che giornalmente tiene sul quotidiano La Repubblica.
È vero che di migranti non se ne parla più, come se uno dei problemi, anzi l’unico, che più ha tenuto desta l’attenzione e lo zelo di un Ministro dell’Interno fosse improvvisamente evaporato nell’afa di questa estate precoce e asciutta. Invece è importante che sia desta l’attenzione di tutti, magari cogliendo il problema da una diversa angolatura, come fa il nostro editorialista.          Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
Natalja Codevilla è una mamma e nonna russa che ha voluto condividere con i lettori di Avvenire la lettera che ha inviato al Presidente della Federazione Russa. Anche noi la condividiamo con i nostri lettori.

«Signor presidente Vladimir Putin,
sono una mamma e nonna russa di 84 anni. Sono nata a Mosca alla vigilia della Seconda guerra mondiale che ho vissuto tutta intera fino al 1945. Ho trascorso la mia infanzia in Siberia, in condizioni tremende, a volte con una temperatura di 40 gradi sotto zero e circondata da lupi feroci e affamati. Grazie alla mia eroica mamma sono sopravvissuta ai lupi e alla guerra, nella quale hanno perso la vita 40 milioni di persone. Mio padre, rimasto orfano durante la Prima guerra mondiale, è stato un eroe nazionale della Seconda e ha difeso Mosca con le pompe ad acqua, perché non c’erano più fucili.          Continua nell’ ALLEGATO

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