Madre Pasqualina GENNARI – India

Talasari 14.12.2019

Eccoci nelle vicinanze della grande solennità natalizia … La venuta di Dio tra noi.
Colui che si abbassa al punto di assumere la nostra natura umana onde manifestare al mondo la Grandezza del SUO AMORE …
… approfondiamo la sua conoscenza , facciamo sempre più nostro questo valore e questa perla preziosa, … continuiamo a PROCLAMARE al mondo quanto grande è il SUO AMORE.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
Sempre molto vicina,           M. Pasqualina GENNARI

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Padre Angelo RIBOLI I.M.C. -Kenya

Carissimi Amici e benefattori,

come dice Sant’Efrem, Natale = amico degli uomini; non c’è occasione migliore per condividere le gioie e le benedizioni di un anno di servizio alla chiesa missionaria.
Come ben sapete sono l’incaricato della nostra casa regionale, superiore ed amministratore. Siamo una comunità di 15 padri ed un fratello … Continuo ad aiutare pastoralmente la nostra parrocchia santuario di Nairobi.
Questo incarico non mi impedisce di seguire alcuni ragazzi da voi aiutati e sostenuti. Condivido con voi la gioia dei loro successi. …  di Damaris (3° anno di università), di James ( 1° anno di università), di Angelo (quarta liceo ) di Lucy (seconda liceo), di Devid (seconda elementare)…
Si, il Natale è una domanda di amore per i deboli, … per il mondo intero. Vissuto così il Natale è davvero “amico degli uomini”. E con Sant’Efrem possiamo cantare : ‹ Il giorno della tua nascita, o Signore, è  un tesoro destinato a soddisfare il debito comune ›, il debito dell’amore.
Buon natale e Prospero Anno 2020            Padre  Angelo RIBOLI I.M.C. 

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Padre Gianbattista ZANCHI – Bangladesh

Carissimi Amici, cordiali saluti dalla missione di Suihari, Dinajpur!
A mani vuote (Silvano Fausti)
Ai tempi di Erode, la notte in cui nacque Gesù, gli angeli portarono la buona notizia ai pastori. C’era un pastore poverissimo, … . Quando i suoi amici decisero di andare alla grotta portando qualche dono, invitarono anche lui. Ma lui diceva: “Io non posso venire, sono a mani vuote, che posso fare?”.
Ma gli altri tanto dissero e fecero, che lo convinsero.

Così arrivarono dov’era il bambino, con sua Madre e Giuseppe.
Maria aveva tra le braccia il bambino e sorrideva, vedendo la generosità di chi offriva cacio, lana o qualche frutto.
Scorse il pastore che non aveva nulla e gli fece cenno di venire. Lui si fece avanti imbarazzato.
Maria, per avere libere le mani e ricevere i doni dei pastori, depose dolcemente il bambino tra le braccia del pastore che era a mani vuote…

“Prendimi in braccio, sono nato per te!”: BUON NATALE e Felice ANNO NUOVO!

Uniti nella preghiera. Un grande abbraccio,     padre Gianbattista

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Padre Alberto SAMBUSITI – Cameroun –

Ziling (Maroua) 15/11/2019

Cari compaesani e amici, ben trovati!
Oggi, festa di S. Alberto Magno, quindi mio onomastico, vi scrivo questa lettera che sarà anche il mio augurio per il Natale.
Nel mese di Ottobre è iniziato anche il nuovo anno pastorale. La nostra diocesi ha organizzato tre giorni di riflessione intorno al tema missionario dato dal Papa: BATTEZZATI E INVIATI: LA CHIESA DI CRISTO IN MISSIONE NEL MONDO.
A questi tre giorni erano presenti circa 250 persone (sacerdoti, suore, catechisti, laici impegnati nelle parrocchie, organismi diocesani di sviluppo e promozione umana (Caritas – Scuola – Salute…). È stata una bella esperienza di incontro, di conoscenza di varie realtà e di rilancio della pastorale.
Ci siamo impegnati anche quest’anno a un’attenzione particolare ai giovani. L’anno scorso il parroco, p. Luca, mi aveva chiesto di seguire i giovani, in parrocchia. Quelli battezzati sono numerosi, più numerosi degli adulti, erano lasciati a se stessi e avevano bisogno di essere formati alla fede e aiutati a organizzarsi nelle loro attività. A dire il vero ero un po’ perplesso nell’accettare, vedendomi un pò troppo attempato per un tal servizio (vi immaginate un vecchietto di 72 anni alle prese con giovani dai 17 ai 25 anni?), ma con un po’ di buona volontà e tanta pazienza da parte loro e da parte mia, e con l’aiuto del Signore, qualcosa stiamo realizzando
Ho seguito molto volentieri, attraverso il Nuovo Torrazzo, la beatificazione di p. Alfredo Cremonesi svoltasi in diocesi e, anche per me, è stata una riscoperta fruttuosa di questo nostro diocesano che d’ora in poi diventerà per me un esempio di apostolo da imitare.   Ora abbiamo un intercessore sicuro presso Dio, invochiamolo anche per la vita di p. Gigi Maccalli….
Il Natale .. ci ricorda che, nonostante la nostra poca fede, … Dio ci dice che è «L’EMMANUELE: IL DIO CON NOI, PER NOI E IN NOI» e che non ci abbandonerà.    Auguri a tutti e a risentirci.           Padre Alberto

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Lettera (Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes)

Carissime, Carissimi,
nel giro di pochi giorni, all’inizio di febbraio, abbiamo ricordato tre Giornate molto importanti: la GIORNATA PER LA VITA, la GIORNATA CONTRO LA TRATTA DELLE PERSONE, la GIORNATA PER IL MALATO. Giornate che hanno avuto il loro momento culminante sabato sera con la Veglia per la vita che si è svolta nel Santuario della Pallavicina.

Ascoltiamo che cosa ci dice il Papa a questo proposito: «Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita, che ha come tema Aprite le porte alla vita. Mi associo al Messaggio dei Vescovi ed auspico che questa Giornata sia un’occasione per rinnovare l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine. È necessario, altresì, contrastare ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia, spalancando le porte a nuove forme di fraternità solidale».      Continua nell’ ALLEGATO

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LA CHIESA NON SIA UN RECINTO, MA SI SPENDA PER I POVERI E I PICCOLI (Angelus – 09.02.20)

1. AngelusNel Vangelo di oggi (cfr Mt 5,13-16), Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra […]. Voi siete la luce del mondo» (vv. 13.14). Egli utilizza un linguaggio simbolico per indicare a quanti intendono seguirlo alcuni criteri per vivere la presenza e la testimonianza nel mondo.

Prima immagine: il sale. Il sale è l’elemento che dà sapore e che conserva e preserva gli alimenti dalla corruzione. Il discepolo è dunque chiamato a tenere lontani dalla società i pericoli, i germi corrosivi che inquinano la vita delle persone. Si tratta di resistere al degrado morale, al peccato, testimoniando i valori dell’onestà e della fraternità, senza cedere alle lusinghe mondane dell’arrivismo, del potere, della ricchezza. È “sale” il discepolo che, nonostante i fallimenti quotidiani – perché tutti noi ne abbiamo –, si rialza dalla polvere dei propri sbagli, ricominciando con coraggio e pazienza, ogni giorno, a cercare il dialogo e l’incontro con gli altri. È “sale” il discepolo che non ricerca il consenso e il plauso, ma si sforza di essere una presenza umile, costruttiva, nella fedeltà agli insegnamenti di Gesù che è venuto nel mondo non per essere servito, ma per servire. E di questo atteggiamento c’è tanto bisogno!      Continua nell’ ALLEGATO

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EMOZIONI SENZA FINE SULLE TRACCE DEL BEATO PADRE ALFREDO (mons. Daniele Gianotti)

2a. Croce B. AlfredoRiportiamo la testimonianza, sotto forma di diario, che il nostro vescovo Daniele ci ha lasciato dei due giorni più significativi ed intensi del viaggio in Myanmar: quelli trascorsi sul luogo del martirio del beato padre Alfredo.

Venerdì 7 febbraio
Partenza mattutina (verso le 7) per Thandaungyi: si entra nelle montagne del regno Kareen e si incominciano a capire meglio le lettere nelle quali p. Cremonesi racconta delle sue marce per visitare le comunità dei cristiani Kareen (i “Cariani”) nei villaggi nascosti nella foresta su queste montagne scoscese. (Finora in pratica avevamo visto solo pianura: anche Taungngu è in pianura, ma la diocesi è molto grande e comprende un bel po’ di montagna).      Continua nellALLEGATO

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MIGRANTI COME CARNE DA CANNONE, ARRUOLATI COI RICATTI DALLE MILIZIE LIBICHE (Nello Scavo)

4a. Migranti come carne da cannone...LIBIA

L’Acnur ha le prove di questo traffico vergognoso. E l’Unicef denuncia: vengono arruolati anche i bambini. I mercanti reclutano le loro vittime per entrambe le parti. Se muoiono non risultano perdite
Adulti o mocciosi non fa differenza. L’importante è che siano migranti e che sappiano premere il grilletto.
Perché anche i ragazzini in Libia sono carne da cannone da gettare in battaglia. Lo denuncia Henrietta Fore, direttore esecutivo dell’Unicef che chiede «a tutte le parti in conflitto, e a coloro che hanno influenza su di loro, di proteggere i bambini, di porre fine al loro reclutamento». In una dichiarazione, l’agenzia delle Nazioni Unite per la tutela dei minori menziona alcuni «report su bambini mutilati, uccisi e anche reclutati per combattere».
Dello stesso tenore l’accusa dell’Acnur, preoccupata per l’arruolamento forzato dei prigionieri. «Abbiamo le prove», assicura Vincent Cochetel, inviato dell’alto commissariato per i rifugiati nel Mediterraneo Centrale. Prove ottenute «attraverso migranti che si trovano nei centri di detenzione». Il reclutamento avverrebbe per mano di combattenti sudanesi che stanno offrendo ai migranti reclusi un’alternativa alla detenzione.      Continua nell’ ALLEGATO

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800 MISSILI DA ISRAELE PER ARMARE BLINDATI E CARRI ARMATI (Antonio Mazzeo)

L’Esercito italiano fa incetta di missili in Israele.5a. spike Nell’ambito del programma di ammodernamento ed approvvigionamento di nuovi sistemi d’arma “tecnologicamente  avanzati”, lo Stato maggiore dell’Esercito ha comunicato che acquisterà 126 lanciatori controcarro e 800 missili “Spike” prodotti dalla Rafael Advanced Defense Systems Ltd, società leader del complesso militare-industriale israeliano.

“L’Esercito Italiano compie un importante balzo in avanti capacitivo e tecnologico grazie alla stipula nei giorni scorsi di diversi contratti presso la sede del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti”, riferisce l’Ufficio stampa dello Stato maggiore. “Nel quadro di un miglioramento tecnologico dello strumento terrestre l’Esercito ha approvvigionato 126 lanciatori controcarro Spike e 800 missili per medie e lunghe gittate di nuova generazione che entreranno in servizio a partire dal 2021”. Impiegabili sia da terra sia da bordo dei veicoli, i sistemi di guerra made in Israele “consentono l’ingaggio di mezzi dotati di corazzature reattive, ovvero di sistemi attivi antimissile”. Il sistema “Spike” è impiegabile in tutto lo spettro delle operazioni militari, in qualunque condizione metereologica, nonché in ambiente contaminato NBC (nucleare, batteriologico e chimico) o in presenza di disturbi elettromagnetici. Il costo totale del programma è stimato in 105 milioni di euro; con gli “Spike” andranno in pensione i sistemi controcarro a gittata media “Milan” e quelli a lunga gittata “TOW”.      Continua nell’ ALLEGATO 

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IL FUTURO DI UN PAESE CAMMINA CON LE FAMIGLIE, ANCHE IMMIGRATE (Maurizio Ambrosini)

6a. FamiglieNel cuore dell’inverno, poco dopo Natale, la Chiesa cattolica ricorda che Gesù è nato e cresciuto in una famiglia umana, e con la sua famiglia è stato perseguitato ed esiliato. Guardando all’icona della Sacra Famiglia, i cattolici sono chiamati a porre al centro delle loro sollecitudini le famiglie odierne, in carne, ossa, relazioni e sentimenti, sia italiane che immigrate.

Quando però in Italia si parla di famiglia e di valori familiari, quando si organizzano convegni e iniziative a sostegno della famiglia, scatta una sorta di riflesso condizionato: le famiglie che si vogliono (giustamente) tutelare sono immaginate e rappresentate come italiane, per nascita, cittadinanza, formazione culturale. Per converso, quando si parla d’immigrazione, l’immaginario più ricorrente evoca giovani uomini soli, oggi soprattutto africani e sbarcati dal mare.
Forse potrà apparire ad alcuni sorprendente, ma l’immigrazione in Italia, come negli altri Paesi sviluppati, sta invece assumendo sempre più un profilo familiare. Anche nel 2018, come negli anni precedenti, la maggioranza dei nuovi permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di Paesi extra-Ue (il 52,4%), sono stati concessi per motivi familiari. I cittadini della Ue non ne hanno bisogno, così come i lavoratori ad alta qualificazione: possono portare con sé le famiglie senza particolari vincoli. In aggiunta, degli oltre 5 milioni di stranieri residenti 1,1 è nato in Italia da genitori stranieri. Mediante le famiglie cresce la mescolanza e si formano nuove identità culturali. Le popolazioni immigrate diventano sempre più simili a quelle autoctone, fino a confondersi con loro.         Continua nell’ ALLEGATO

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