GESÙ IN COMUNIONE CON LA FOLLA E IN COMUNIONE CON IL PADRE. (Papa FRANCESCO – Angelus 13/01/19

1. Angelus 13.01.19Oggi, al termine del Tempo liturgico del Natale, celebriamo la festa del Battesimo del Signore. La liturgia ci chiama a conoscere più pienamente Gesù del quale, da poco, abbiamo celebrato la nascita; e per questo il Vangelo (cfr Lc 3,15-16.21-22) illustra due elementi importanti: il rapporto di Gesù con la gente e il rapporto di Gesù con il Padre.

Nel racconto del battesimo, conferito da Giovanni il Battista a Gesù nelle acque del Giordano, vediamo anzitutto il ruolo del popolo. Gesù è in mezzo al popolo. Esso non è solamente uno sfondo della scena, ma è una componente essenziale dell’evento. Prima di immergersi nell’acqua, Gesù si “immerge” nella folla, si unisce ad essa assumendo pienamente la condizione umana, condividendo tutto, eccetto il peccato.      Continua nell’ ALLEGATO

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QUATTRO MESI DI PRIGIONIA PER PADRE MACCALLI: CONTINUA LA SUA “AVVENTURA DI FEDE E DI SPERANZA”

2. Quattro mesi NigerAfrica – Niger

“Ieri 17 gennaio, nelle Messe nella diocesi di Niamey, tutte le comunità di fedeli hanno ricordato i 4 mesi dal rapimento di padre Gigi Maccalli. Abbiamo anche ricordato e pregato a 4 anni dall’incendio di chiese e templi cristiani a Zinder e a Niamey, avvenuto il 16 e 17 gennaio 2015, dopo le manifestazioni di sostegno per l’uccisione dei giornalisti di Charlie Ebdo in Francia”: lo scrive all’Agenzia Fides padre Vito Girotto della Società per le Missioni Africane (SMA), missionario a Niamey.   

Durante l’offertorio della Messa di ieri – continua il missionario – è stata presentata una grande croce che ricorda quella che p. Gigi sta portando nella sua dolorosa esperienza di prigionia. Abbiamo presentato 4 candele accese per ricordare i quattro mesi in cui il nostro confratello vive la sua avventura di fede e di speranza unita alla nostra. Il pane e il vino, che vengono benedetti per la Messa, hanno simboleggiato il sacrificio che Gigi vive, celebrando l’offerta della sua vita che invochiamo sia presto libera”. P. Girotto riferisce: “Ho notato con gioia che quasi tutti i fedeli hanno imparato a memoria la preghiera per la sua liberazione che ripetiamo in modo incessante da 122 giorni, nella speranza che il Signore ci ascolti e protegga il nostro confratello”, conclude il missionario.                       VG/AP – Agenzia Fides – 18/1/2019

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PARROCO A BAGHDAD: LA SOLIDARIETÀ DEI MUSULMANI VINCE L’ODIO E LE DIVISIONI (p. Albert Hisham Naoum)

3. BaghdadAsia – Irak

Il sacerdote, ricordando la polemica divampata nei giorni scorsi attorno alle parole del gran muftì della Repubblica, che aveva invitato i musulmani a non festeggiare il Natale e il Capodanno perché “cristiani”, si rivolge ai musulmani che lottano contro quanti fomentano l’intolleranza, ringraziandoli.  Ogni cittadino deve riscoprire la propria “essenza originaria” e tornare all’infanzia “innocente”, in cui i bambini giocano assieme senza guardare alla fede. Molti musulmani aiutano nella ricostruzione delle chiese distrutte dai fondamentalisti. Ecco, di seguito, la lettera di p. Albert inviata ad AsiaNews.

«Le dichiarazioni del gran muftì della Repubblica e del capo del movimento sciita irakeno, in merito al divieto di fare gli auguri ai cristiani per le feste di Natale e Capodanno, hanno sollevato una ondata di indignazione non solo fra gli stessi cristiani, ma pure fra i musulmani del Paese.    Continua nell’ ALLEGATO

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Padre Renato RIBONI – Italia

Natale 2018  –    SEI TU…

Sei tu la luce di Natale,
quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.
Sei tu gli angeli di Natale,
quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
Sei tu la stella di Natale,
sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei tu il regalo di Natale,
quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Sei tu gli auguri di Natale,
quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.

Buon Natale a tutti, perché ognuno possa assomigliare al Natale di Gesù.   Padre Renato RIBONI – Istituto Missionario Consolata  I.M.C.

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Padre Angelo RIBOLI – Kenya

Natale 2018 – VENITE A GESÙ E SENTITEVI BENVENUTI

Carissimi Amici e Benefattori,

siamo di nuovo a Natale e di nuovo ho l’occasione di condividere con voi dopo quasi un anno di silenzio verbale ma sempre presenti nel mio cuore e nella preghiera.
Non è facile immaginare il mistero dell’Incarnazione di Dio nel bambino di Betlemme. Eppure nell’annuncio di Natale risuona una verità profonda e decisiva per ogni essere umano: questo evento Dio ci dice chi è e, allo stesso tempo, rivela chi siamo noi essere umani. Nel mistero del Natale Dio si è fatto carne e ha preso dimora in mezzo a noi!
L’invito fondamentale del Santo Natale è: venite a Gesù e sentitevi i benvenuti. Non importa quello che abbiamo fatto, o quanto male possiamo sentirci. Egli può aiutarci a diventare tutto ciò che siamo destinati ad essere: amati figli, amate figlie di Dio. Venite a LUI.
Un anno di gioia e di ringraziamenti per tutto quello che ho potuto realizzare grazie al vostro sostegno.
Come vi dicevo ora sono incaricato della nostra casa Regionale di Nairobi un nuovo servizio alla Chiesa Missionaria. Questo nuovo lavoro non mi impedisce di dedicarmi al servizio pastorale della parrocchia, Santuario della Consolata ogni Domenica.
Continuo a seguire alcuni ragazzi e ragazze che voi sostenete. Condivido con voi la gioia di Teresia (Missione di Wamba) che giovedì 29 Novembre 2018 ha concluso con successo i suoi studi universitari. La gioia di Damaris (secondo anno di università), di James (in attesa dei risultati esami di maturità), di Lucy (entra quest’anno in prima liceo), di Devid (inizia la scuola primaria).
Tutto questo grazie a voi, alla vostra amicizia e al vostro sostegno.
Tutti vi sono grati e riconoscenti ed implorano su di voi la benedizione di Gesù Bambino.
A voi tutti Benefattori e Amici un abbraccio fraterno con l’augurio più bello per un Santo Natale e Felice Anno Nuovo.       P. Angelo RIBOLI – Istituto Missioni Consolata I.M.C.

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IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA…

A –  I nostri Missionari ci scrivono
Continuano ad arrivare le lettere di Natale delle nostre Missionarie e dei nostri Missionari. Eccone altre due. Ma continueremo anche dopo… (le lettere sono pubblicate su questo sito, nella sezione Dalle Missioni/lettere dalle Missioni)

  • Padre Renato RIBONI (ITALIA)
  • Padre Angelo RIBOLI (KENYA)

4b. Gruppi Missionari gennaioB –  Il prossimo incontro di Animazione Missionaria
Ricordiamo che il prossimo Incontro di Animazione Missionaria si svolgerà domenica 27 gennaio a Crema, nella Casa del Vescovo (Episcopio) alle ore 15.  Oltre al mons. Gianotti, padrone di casa e guida, lo svolgimento dell’incontro avrà come protagonisti solo GIOVANI.
Fabrizio, Erika, Giulia, Paolo, Valeria, Stefano, Sara, Ilaria, Luca, Chiara, Giulia ci racconteranno la loro esperienza missionaria a 360°: dall’Albania al Congo, da Locri al Perù, dal Cammino Loreto-Assisi al Guatemala ci racconteranno, ciascuno con un accento diverso, con un’ottica diversa, ma con lo stesso entusiasmo e la stessa fede che la MISSIONE è sempre uguale. Può avere obiettivi diversi, esprimersi in modi diversi, ma lo spirito che anima il Missionario non cambia: significa uscire da se stessi e andare incontro all’altro sapendolo ascoltare.
Il Vescovo ci aiuterà a fare sintesi, a riflettere sul nostro impegno e a consigliarci come essere utili non solo a noi stessi, ma a tutta la diocesi.
Contiamo su una presenza numerosa, anzi numerosissima!
Fate girare la voce, invitate amici e amiche, coinvolgete persone titubanti e pessimiste, parlatene a chi diffida dei giovani… Scopriremo cose davvero interessanti se non addirittura  sorprendenti! Partecipare per credere!
Al termine, naturalmente la nostra fatica sarà ripagata da un abbondante buffet. Con i giovani non si scherza… E anche i meno giovani non si tirano indietro!
Un grazie di cuore al nostro vescovo mons. Daniele Gianotti e a Marzia, la sua segretaria e  fac-totum, per l’ospitalità.

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L’UFFICIO MIGRANTES INFORMA…

ASono riprese le Messe Latinoamericane…
Sono riprese con la normale cadenza quindicinale, alle ore 13, presso la chiesa di S.Giacomo in Crema con l’aiuto di don Francesco  RUINI e don Roberto SANGIOVANNI.
La prossima sarà domenica 27 gennaio.

B – La vera Italia dell’umanità accogliente. Quattro motivi per sperare
5a. stranieri4Nel suo Rapporto 2018 Amnesty International chiude il severo capitolo dedicato alle politiche migratorie italiane con un cenno di speranza: la vede incarnata nei cittadini e nelle associazioni che si sono organizzate per opporsi alla xenofobia e per offrire assistenza a rifugiati e migranti.
Il caso della mobilitazione di Lodi a favore dei bambini di famiglie immigrate esclusi dalla mensa è forse quello che negli ultimi tempi ha riscosso più interesse, ma questo giornale ha dato voce in molte occasioni alle iniziative di solidarietà sorte in tutta Italia: pensiamo per esempio all’accoglienza diffusa dei rifugiati giunti con i “corridoi umanitari” dal Vicino Oriente e dall’Africa, alle tante scuole d’italiano, ai doposcuola associativi e parrocchiali che seguono i ragazzi di origine immigrata.      Continua nell’ ALLEGATO 

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CONTE-STARE LA NARRAZIONE OCCIDENTALE DEL SAHEL (Mauro ARMANINO)

7. Conte_NigerHa soggiornato 24 ore a Niamey e poi è partito per N’Djamena, la capitale del Ciad. Prima di Conte  erano già passati da queste parti Paolo Gentiloni, Federica Mogherini, Angela Merkel, Emmanuele Macron e molti alti funzionari dell’Occidente.

 Il primo ministro Conte ha confermato, nel breve e inoffensivo soggiorno a Niamey, la narrazione che, senza colpo ferire, è assunta come l’unica possibile. Per lui come per altri prima di lui, ci si ostina a recitare un’unica Conte-stabile narrazione che si spaccia per autentica. Non si sbagliava George Orwell quando, nel suo noto romanzo ‘1984’, affermava che, nel sistema totalitario che dipinge, la menzogna diventava verità e passava alla storia. Di certo l’autore non conosceva il Sahel e non poteva immaginare che qui la storia è   raccontata solo dalla sabbia. Lo stesso ha fatto Conte che liquida in 24 ore la complessità e i drammi di cui il Niger e il Sahel incarnano l’attualità. L’ignoranza è forza, dice Orwell nel libro menzionato.     Continua nell’ ALLEGATO

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LA SALVEZZA OFFERTA DA DIO IN CRISTO È PER TUTTI GLI UOMINI, VICINI E LONTANI. (Angelus Epifania)

O1. angelus.papafrancesco13.11.2016-800x468ggi, solennità dell’Epifania del Signore, è la festa della manifestazione di Gesù, simboleggiata dalla luce. Nei testi profetici questa luce è promessa: si promette la luce.

Isaia, infatti, si rivolge a Gerusalemme con queste parole: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (60,1). L’invito del profeta – ad alzarsi perché viene la luce – appare sorprendente, perché si colloca all’indomani del duro esilio e delle numerose vessazioni che il popolo aveva sperimentato.
Questo invito, oggi, risuona anche per noi che abbiamo celebrato il Natale di Gesù e ci incoraggia a lasciarci raggiungere dalla luce di Betlemme. Anche noi veniamo invitati a non fermarci ai segni esteriori dell’avvenimento, ma a ripartire da esso e percorrere in novità di vita il nostro cammino di uomini e di credenti.
La luce che il profeta Isaia aveva preannunciato, nel Vangelo è presente e incontrata. E Gesù, nato a Betlemme, città di Davide, è venuto a portare salvezza ai vicini e ai lontani: a tutti. L’evangelista Matteo mostra diversi modi con cui si può incontrare Cristo e reagire alla sua presenza. Per esempio, Erode e gli scribi di Gerusalemme hanno un cuore duro, che si ostina e rifiuta la visita di quel Bambino.      Continua nell’ ALLEGATO

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L’INSICUREZZA NON SPEGNE LA LUCE E LA GIOIA DEL NATALE A BOMOANGA E MAKALONDI

2. P. Vito GirottoUna riflessione di Padre Vito GIROTTO, missionario SMA e parroco della missione più vicina a quella di p. Gigi Maccalli.

Quest’anno le feste natalizie nella mia parrocchia di Makalondi le ho dovute vivere da lontano. Le ho sentite raccontare a viva voce o telefonicamente dagli amici e dai confratelli che ora si occupano di questa parrocchia, e anche dell’ex parrocchia di p. Gigi, Bomoanga.
l clima festivo degli anni scorsi è stato certamente smorzato dal clima di insicurezza che regna in tutta la zona di frontiera con il Burkina Faso. Di qua e di là della frontiera quasi ogni settimana sono lanciati degli attacchi armati che hanno come obiettivo soprattutto i militari e le forze dell’ordine, e che hanno già provocato decine di morti.    Continua nell’ ALLEGATO

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