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29 luglio 2013      –        29 luglio 2020

Nel dialogo,

se si vuole evitare il dialogo fra sordi,

è necessario costruire un linguaggio comune fatto di argomenti

tratti dall’una e dall’altra tradizione testuale e letteraria religiosa;

ognuno infatti deve imparare il linguaggio religioso dell’altro.

Padre Paolo DALL’OGLIO – Innamorato dell’Islam, credente in Gesù

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

una delle cose che ci ha maggiormente stupito in negativo durante la pandemia, è stato scoprire che le industrie militari, nonostante tutta l’Italia fosse “zona rossa”, continuavano a produrre armi a pieno ritmo. Mentre da un lato venivano date precise istruzioni per evitare l’estendersi di un produttore di morte: il contagio, dall’altro venivano date precise istruzioni per aumentare l’estendersi di un produttore di morte: le armi. Una totale schizofrenia che soltanto noi umani siamo capaci di creare.

Se vogliamo che il CoViD-19 non sia soltanto un brutto ricordo da dimenticare, dobbiamo avere il coraggio di gridare a voce alta che non sappiamo cosa farcene delle armi, quando la nostra tragica e recentissima esperienza ci dice che abbiamo bisogno di investire in ospedali, in scuole, nell’ambiente, nella cultura. Per questo ci sembra giusto aderire alla Campagna CAMBIAMO MIRA! INVESTIAMO NELLA PACE.

Il testo che segue è l’editoriale pubblicato dalla rivista missionaria NIGRIZIA il 26 giugno scorso.

“Ognuno di noi – scriveva il teologo fiorentino Enrico Chiavacci – ha il diritto e il dovere di sapere “dove mette i propri soldi e a che cosa quei soldi servono. È un dovere morale, fondamentale per tutti”. Senz’altro per un cittadino della nostra Repubblica, che “ripudia la guerra”. A maggior ragione per un cristiano.     Continua nell’ ALLEGATO

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PER TROVARE GESÙ, VERO TESORO, VIA LE SICUREZZE MONDANE (Angelus, 26-07-2020)

1a. AngelusIl Vangelo di questa domenica (cfr Mt 13,44-52) corrisponde agli ultimi versetti del capitolo che Matteo dedica alle parabole del Regno dei cieli. Il brano comprende tre parabole appena abbozzate e brevissime: quella del tesoro nascosto, quella della perla preziosa e quella della rete gettata in mare.
Mi soffermo sulle prime due nelle quali il Regno dei cieli viene assimilato a due diverse realtà «preziose», ossia il tesoro nascosto nel campo e la perla di grande valore. La reazione di colui che trova la perla o il tesoro è praticamente uguale: l’uomo e il mercante vendono tutto per acquistare ciò che ormai sta loro più a cuore. Con queste due similitudini, Gesù si propone di coinvolgerci nella costruzione del Regno dei cieli, presentando una caratteristica essenziale della vita cristiana, della vita del Regno dei cieli: aderiscono pienamente al Regno coloro che sono disposti a giocarsi tutto, che sono coraggiosi. Infatti, sia l’uomo sia il mercante delle due parabole vendono tutto quello che hanno, abbandonando così le loro sicurezze materiali. Da ciò si capisce che la costruzione del Regno esige non solo la grazia di Dio, ma anche la disponibilità attiva dell’uomo. Tutto fa la grazia, tutto! Da parte nostra soltanto la disponibilità a riceverla, non la resistenza alla grazia: la grazia fa tutto ma ci vuole la “mia” responsabilità, la “mia” disponibilità.
I gesti di quell’uomo e del mercante che vanno in cerca, privandosi dei propri beni, per comprare realtà più preziose, sono gesti decisi, sono gesti radicali, direi soltanto di andata, non di andata e ritorno: sono gesti di andata. E, per di più, compiuti con gioia perché entrambi hanno trovato il tesoro.        Continua nell’ ALLEGATO

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CAMBIAMO MIRA! (La Redazione)

2a. Cambiamo mira!Investiamo nella Pace, non nelle armi

Proponiamo l’appello congiunto delle riviste MISSIONE OGGI, MOSAICO DI PACE E NIGRIZIA alle comunità cristiane, vescovi, parroci, consigli pastorali e a tutte le persone di buona volontà preparato in occasione della Solennità della Pentecoste e della Festa della Repubblica. Pur essendo passato un mese dalla pubblicazione dell’appello e tre settimane dal lancio della Campagna, crediamo di essere sempre in tempo per sostenere una Campagna che OGGI PIÙ CHE MAI, ha bisogno dell’aiuto di tutti!

Bisceglie, Brescia, Verona 27 maggio 2020

“Non è questo il tempo in cui continuare a fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per curare le persone e salvare vite”. Con queste parole profetiche, nel suo messaggio di Pasqua, papa Francesco richiama l’urgenza di sostenere la vita e smettere di finanziare la morte.        Continua nell’ ALLEGATO

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IL BRASILE TRA NEGAZIONISMO E CORAGGIO (La Redazione)

3a. Brasile tra negazionismo e coraggioCon 2,4 milioni di casi e oltre 87mila morti, la pandemia è fuori controllo. E un milione di operatori sanitari denunciano Bolsonaro alla Corte penale internazionale. Tuttavia nonostante questa difficilissima e contraddittoria situazione, denunciata con tempismo dai Vescovi, sono tantissimi gli esempi di singoli, gruppi, associazioni impegnati in un aiuto reciproco senza riserve.
Una sintesi della lettera dei Vescovi introduce l’argomento, per poi presentare due esperienze significative che conosciamo e seguiamo da tempo.

IL GOVERNO BOLSONARO INCAPACE DI GESTIRE LA CRISI

La lettera dei 152 vescovi (circa la metà dell’intera Conferenza Episcopale), pur non essendo un documento ufficiale della Chiesa cattolica brasiliana, è tuttavia una presa di posizione estremamente forte. Si tratta infatti di una lettera di severa condanna della politica negazionista e ‘antiscientifica’ del governo Bolsonaro.
Il testo appare comunque in continuità con i recenti pronunciamenti della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile e in particolare con il Patto per la vita e la democrazia, firmato dall’episcopato brasiliano insieme ad altre articolazioni della società civile. Gli stessi firmatari auspicano che la lettera sia valutata e assunta dal Consiglio permanente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile.        Continua nell’ ALLEGATO

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LA CURA FA PARTE DELLA NOSTRA STORIA (Rosali Paloschi)

4a. Rosali PaloschiNon è possibile rimanere indifferenti con il dolore di migliaia di persone che stanno morendo per mancanza di un’assistenza sanitaria dignitosa e per mancanza di responsabilità degli organi competenti.

Quando la pandemia del CoViD-19 è arrivata in Brasile, abbiamo visto come il virus approfondisce e smaschera ancor di più le disuguaglianze nel nostro Paese. Benché il virus sia democratico nel suo contagio, non lo è nella produzione e distribuzione di morte. Le vittime della pandemia si sono concentrate nelle periferie: gli stati del Nord e del Nordest, i quartieri e le regioni più “nere”, abitate cioè da discendenti di africani e caratterizzati da un alto tasso di povertà e resi vulnerabili per la mancanza di servizi pubblici e statali. Con una economia ormai devastata e il collasso nella salute pubblica, il governo Bolsonaro ha fatto ben poco per affrontare una tale situazione di calamità.I movimenti popolari fanno ciò che possono per organizzare i propri aderenti in azioni solidali, favorendo campagne per donare alimenti alle popolazioni più fragili che stanno soffrendo la fame. Il Movimento dei senza Terra, per esempio ha già donato più di 600 tonnellate di generi alimentari in diverse regioni del Paese.        Continua nell’ ALLEGATO

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LA FORZA DELLA “MOLTIPLICAZIONE DEI PANI” (Gilmar Santos Rodrigues)

5a. SolidarietàIl Movimento Culturale di Águas Claras (MOCA) è, come Casa do Sol, un’associazione che opera in ambito socio-educativo in uno dei quartieri più a rischio della periferia di Salvador de Bahia, città del Nordest brasiliano. In queste righe e nella poesia che ci hanno spedito è condensato il pensiero e l’azione per attuare una vera solidarietà a Km 0.

 Ci auguriamo che stiate tutti bene, dal momento che sembra che l’Italia abbia smesso di essere uno dei centri della pandemia. Qui siamo vigilanti e preoccupati sia per la veloce diffusione del virus che per le ambigue posizioni politiche del presidente della repubblica. Nella nostra comunità cerchiamo di proteggerci nel miglior modo possibile, ma la situazione di vulnerabilità sociale ed economica costituiscono fattori che potenzialmente possono elevare il numero delle vittime della pandemia. Per questo continuiamo la nostra Campagna di solidarietà a sostegno delle famiglie più vulnerabili e ci piace sottolineare come in più occasioni siamo riusciti a realizzare azioni molto importanti e ricche di significato per la nostra Comunità. A volte abbiamo creato una vera e propria rete di aiuti con altre Organizzazioni simili alla nostra, altre volte abbiamo proceduto da soli, cercando tra di noi, anche se faticosamente, l’aiuto necessario.Molto significativa è stata l’azione solidale congiunta tra noi del MOCA, la Caritas, il MPA (Movimento dei Piccoli Agricoltori) e il MPP (Movimento dei Pescatori e Pescatrici dell’isola di Maré). In quell’occasione sono state distribuite innumerevoli “ceste di base”, contenenti diversi generi alimentari ricchi di proteine sia vegetali che animali, oltre a prodotti per l’igiene per rafforzare la lotta della Comunità contro il CoViD-19.        Continua nell’ ALLEGATO

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MORTO IL MEDICO CHE CURAVA GRATIS I POVERI (Redazione)

6a. mohamed-mashallyAveva 76 il dottor Mohammed Abdel-Ghaffar El Mashaly, famoso in tutto l’Egitto, perché visitava gli abitanti dei sobborghi più poveri, chiedendo una cifra simbolica di pochi spiccioli (5-10 sterline egiziane, l’equivalente di 30-60 centesimi) solo a chi poteva affrontare la spesa, a qualunque credo religioso essi appartenessero.

Nato il 1944 a Beheira, Mohamed Mashaly, il medico dei poveri “Doctor of the Poor”, si era laureato all’Università del Cairo nel 1967 alla Facoltà di Medicina con 110 e lode. Mashaly ha lavorato in molti centri medici rurali finché nel 1975 ha aperto una sua clinica a Tanta. Era diventato famoso perché da più di 50 anni visitava gratuitamente i poveri nella sua città, indipendentemente dal fatto che fossero Musulmani, Cristiani o Copti. Anzi dava ai suoi pazienti più poveri persino i soldi per comprare medicine, mentre prendeva meno di un dollaro in cambio di prestazioni dai pazienti che stavano bene economicamente. Dozzine di pazienti si mettevano in fila ogni giorno davanti alla sua umile clinica e il dottor Mohammed lavorava 10 ore al giorno dalle 9 alle 19 per curare il maggior numero di persone.
In una delle rare interviste concesse lungo la sua vita Mashaly aveva spiegato in modo semplice ma straziante perché nel 1976 decise di dedicare la sua vita a curare i poveri egiziani. Una notte venne chiamato urgentemente al capezzale di un bambino gravemente ustionato. Nonostante tutte le cure prodigate, il bambino, che aveva 10 anni, morì tra le sue braccia. Tuttavia mentre stava morendo, gli confidò che lui stesso si era dato fuoco per non essere di peso alla sua famiglia. Era infatti diabetico e la sera prima la madre aveva risposto, alla sua richiesta di compare l’insulina, che se l’avesse comprata i suoi fratelli non avrebbero cenato. “Quello è stato il giorno in cui ho promesso di impegnare la mia vita nel trattamento dei poveri” – concluse Mashaly.        Continua nell’ ALLEGATO 

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Il Centro Missionario informa…

Nuovo Documento di Microsoft Office Word-1A- GUATEMALA CHIAMA CREMA

Fino ad ora la risposta delle nostre Comunità è stata molto generosa, addirittura al di là delle nostre aspettative. Infatti al 23 luglio erano stati raccolti 24.000 euro. Come Centro Missionario abbiamo già provveduto ad inviare a mons. Rosolino Bianchetti, suddivisi in tre rate, 14.450 euro, che sono stati immediatamente impiegati nell’acquisto dei generi alimentari sopra indicati. Inutile dire che mons. Rosolino ringrazia con immenso affetto tanta generosità e ci comunica che, non appena possibile, ci invierà una precisa rendicontazione degli aiuti ricevuti. GRAZIE A TUTTI!

LA RACCOLTA CONTINUA…

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B –  Il Centro Missionario ha aperto un canale youtube dove è possibile vedere belle testimonianze dei Missionari. Non si tratta solo di documenti di solidarietà, ma di veri e propri spaccati di una realtà, la loro, che finalmente possiamo conoscere da vicino.

CONSIGLIAMO LA VISIONE  RIPARTE LA CAMPAGNA “BANCHE ARMATE”.

Il 9 luglio 2020 riparte la Campagna di pressione alle “banche armate”. Ci saranno informazioni dettagliate sulle attività delle banche e specifiche proposte per tutti (associazioni laiche e religiose, parrocchie, comunità, enti locali e singoli cittadini).

Ecco il video di annuncio.      https://youtu.be/ncWT-gVattY

Iscriviti al canale di youtube del “Centro Missionario Diocesi di Crema”, per essere avvisato ad ogni pubblicazione di un nuovo video. Link: https://www.youtube.com/channel/UCV1dJoWbFRA2sSAwpJTBpxg

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In questo tempo in cui la pandemia non accenna ad arrestarsi, desidero assicurare la mia vicinanza a quanti stanno affrontando la malattia e le sue conseguenze economiche e sociali.

Il mio pensiero va specialmente a quelle popolazioni, le cui sofferenze sono aggravate da situazioni di conflitto.

Sulla scorta di una recente Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, rinnovo l’appello ad un cessate-il-fuoco globale e immediato, che permetta la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l’assistenza umanitaria necessaria.

In particolare, seguo con preoccupazione il riacuirsi, nei giorni scorsi, delle tensioni armate nella regione del Caucaso, tra Armenia e Azerbaigian.

Mentre assicuro la mia preghiera per le famiglie di coloro che hanno perso la vita durante gli scontri, auspico che,

con l’impegno della Comunità internazionale e attraverso il dialogo e la buona volontà delle parti,

si possa giungere ad una soluzione pacifica duratura, che abbia a cuore il bene di quelle amate popolazioni.

Papa FRANCESCO – Angelus 19.07.20

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