OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO – 03/06/2018

1. Papa Francesco a OstiaNel Vangelo che abbiamo ascoltato è narrata l’Ultima Cena, ma sorprendentemente l’attenzione è posta più sui preparativi che sulla cena stessa. Ritorna più volte il verbo “preparare”. I discepoli domandano, ad esempio: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?» (Mc 14,12). Gesù li invia a preparare con precise indicazioni ed essi trovano «una grande sala, arredata e già pronta» (v. 15). I discepoli vanno a preparare, ma il Signore aveva già preparato.

Qualcosa di simile avviene dopo la risurrezione, quando Gesù appare ai discepoli per la terza volta: mentre pescano, Egli li attende a riva, dove già prepara del pane e del pesce per loro. Ma al tempo stesso chiede ai suoi di portare un po’ del pesce che hanno appena preso e che Lui aveva indicato come pescare (cfr Gv 21,6.9-10). Anche qui, Gesù prepara in anticipo e chiede ai suoi di collaborare. Ancora, poco prima della Pasqua, Gesù aveva detto ai discepoli: «Vado a prepararvi un posto […] perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,2.3). È Gesù che prepara, lo stesso Gesù che però con forti richiami e parabole, prima della sua Pasqua, chiede a noi di prepararci, di tenerci pronti (cfr Mt 24,44; Lc 12, 40).     Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

LA CHIESA E LA PANCIA DEGLI ITALIANI (Gianni Di Santo)

2. Gianni-Di-SantoMa il mondo cattolico italiano come mai è arrivato così impreparato di fronte all’esplodere della rabbia sociale di oggi?

Da tempo la pancia del paese Italia ribolle di acido. Una miscela esplosiva che ha messo insieme insicurezza economica, precarietà lavorativa, razzismo, xenofobia, desiderio di protezione personale e comunitario (casa, quartiere, città, confini).
Dal secondo dopoguerra a oggi la pancia degli italiani è stata, per fortuna, sempre “governata”, con equilibrio e maturità, dalla politica con la Dc e dalla Chiesa con i suoi corpi intermedi formati dalle parrocchie, dal mondo del volontariato, dell’associazionismo e dei movimenti, e da vescovi lungimiranti e intelligenti.
Questa esasperazione forcaiola di oggi che si respira sui tram, sui bus, nei supermercati, persino a messa, e che trova alimento nei social network, è uscita fuori dal vaso perché ha perso proprio quel “tappo” che prima la teneva sopita. Finita la Dc, mi chiedo: ma il mondo cattolico italiano come mai è arrivato così impreparato di fronte all’esplodere della rabbia sociale di oggi?     Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

UN PAESE FINTO CHE CERCA DI CRESCERE (Mauro Armanino)

3. Moto in NigerLe insidie di uno sviluppo sul modello dell’Occidente. Un progetto su misura dei pochi
Sulle moto di Niamey si trasporta di tutto. Chi sta dietro carica uno specchio da salotto rinascimentale largo quanto le braccia oppure un vitello di medie proporzioni adagiato sul sedile. Fasci di legna, 4 o 5 bambini da portare a scuola con gli zaini colorati di rosa. Viaggia con una delle mogli che tiene a bada un sacco di riso coi condimenti. Sotto la Tabaski, alla fine del Ramadan appena iniziato, non sono rari i montoni o gli agnelli che prendono l’ultima aria libera. Il passeggero porta alcuni sacchi di fieno, bidoni di plastica per l’acqua, barre zigrinate per le costruzioni, tubi in plastica e letti da campo per la stagione calda. Altri materiali da costruzione sono occasionali e sovradimensionati. Le porte con vetri inseriti fungono da vele che orientano il tragitto della moto fino a destinazione. Questo è il paese reale di cui poco si parla.
Il paese finto è quello dei migranti commercializzati alle agenzie e delle frontiere di sabbia che li seppellisce perché illegali come la vita dei poveri. La finzione si definisce tramite la modernizzazione dell’aeroporto già concepito, il progetto di un nuovo Palazzo dei Congressi e del potenziamento degli hotel della capitale.   Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA…

A.  Incontro di Animazione Missionaria
4.1. Laura GusellaCome ricordato e promesso vi presentiamo, riveduto e corretto dall’autrice, il testo della riflessione presentata domenica 6 maggio durante l’Incontro di Animazione Missionaria. Laura GUSELLA, monaca della Comunità Marana-thà, da anni nostra fedele collaboratrice, ha infatti trattato con competenza e, nello stesso tempo, con estrema accuratezza un tema piuttosto delicato: LA MESSE È MOLTA… lo sguardo femminile su Dio e di Dio. Buona lettura a tutte e a tutti voi.    Continua nell’ ALLEGATO

B.  Vanno e vengono…
I missionari sono come le rondini e quando arrivano ci portano la Primavera. In tutti i sensi! Attenzione che già cominciano ad avvicendarsi:
– sono tra noi:

  • Madre Pasqualina GENNARI, missionaria canossiana, impegnata in INDIA
  • Padre Francesco VALDAMERI, missionario monfortano, impegnato in ZAMBIA
  • Madre Angela SAMBUSIDA, missionaria canossiana, impegnata in AUSTRALIA

– sono in arrivo:

  • Padre Gigi MACCALLI, missionario SMA, impegnato in NIGER
  • Padre Walter MACCALLI, missionario SMA, impegnato in un anno sabbatico.
  • Padre Giovanni MARCHETTI, missionario Padre Bianco, impegnato in Congo

C . Suor Maria MARRONE ospite a Chieve
4.3. suor MarroneBambini, cause perse?? Non per Suor Maria!!
Suor Maria Marrone, di origini veronesi, classe 1954, è da oltre trent’anni missionaria comboniana in Uganda. Da circa dieci anni presta servizio missionario nel nord dell’Uganda, distretto e diocesi di Lira, quarta città più grande dell’Uganda, con i suoi 110 mila abitanti. Quest’area geografica, che per oltre vent’anni è stata teatro di uno dei più sanguinosi conflitti d’Africa, dove circa due milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case e 30.000 bambini sono stati rapiti, ora si trova a dover fronteggiare uno dei più gravi problemi lasciati dalla guerra: quello dei tanti  bambini abbandonati e trattati come schiavi perché sieropositivi, apparentemente irrecuperabili, che cercano un futuro di speranza dopo le tante violenze subite.
Sr. Maria, prendendosi cura di questi ragazzi orfani, ammalati di AIDS, vittime innocenti della guerra, sta cercando di offrire loro una diversa prospettiva di vita.
Sr. Maria sarà a Chieve il 17 giugno, dove durante la S. Messa delle 10.30 ci offrirà la sua testimonianza e ci illustrerà, attraverso le immagini, il suo “grest africano”, e le svariate attività che svolge a favore dei ragazzi ugandesi.

Recapito:
Suor Maria Marrone Comboni Missionary Sisters Kanawat  P.O. Box 7913 Kampala – Uganda;
c.c. postale N. 31086002 intestato a Istituto Pie Madri della Nigrizia Procura Missioni, con causale: per i bambini orfani di Sr Maria Marrone Lira Uganda.

D. Cena brasiliana per far conoscere e sostenere Casa do Sol (BRASILE)
4.4. Pina con Filò e Maristela eroine della cucinaSi è svolta sabato 26 maggio la cena brasiliana pensata e preparata per sostenere Casa do Sol, una istituzione senza fini di lucro che svolge la sua attività in Cajazeiras, un popoloso quartiere di Salvador (che conta ormai un milione di abitanti), con la missione di “offrire uno spazio formativo alla popolazione più sfavorita del quartiere, affinché nello sviluppo pieno delle sue capacità e nella conquista della partecipazione e dei diritti sociali, ogni persona diventi soggetto di trasformazione e costruzione di relazioni ugualitarie”.

Fu fondato nel 1997 da padre Luis LINTNER, un sacerdote fidei donum della diocesi di Bolzano-Bressanone. Padre Luis fu ordinato sacerdote nel 1966 e il 22 maggio del 1980, poco prima di compiere 40 anni, realizzò il sogno della sua vita: andare in missione in Brasile perché, disse, «dobbiamo liberare i crocifissi di oggi dalle loro croci, a rischio di finire crocifissi noi stessi». Coadiuvato da una volontaria italiana, Pina RABBIOSI, originaria di Morbegno in Valtellina, lavorò prima all’interno dello stato di Bahia a varie centinaia di chilometri dalla capitale, finché decisero di spostarsi a Salvador,  dove si dirigeva la maggior parte dei contadini, cacciati dalle loro terre dalla violenza dei grandi proprietari che con ogni mezzo cercavano di allargare le loro proprietà.    Continua nell’ ALLEGATO

E. Continua la Campagna “Abbiamo riso per una seria”
5.6. Abbiamo riso...E continua con successo! Dopo l’exploit della Comunità di S. Carlo in Crema, è stata la volta di Offanengo e di Crema Nuova che, in due distinte domeniche rispettivamente di maggio e di giugno, hanno consegnato, dietro la classica offerta di 5 euro a pacco, la bellezza di 100 Kg di riso ciascuna! Complimenti vivissimi per l’impegno!
Il buon esempio, si sa, è contagioso e domenica prossima 17 giugno, sarà la volta della Comunità di Castelnuovo ad offrire il riso, in concomitanza della FESTA DEI POPOLI.
Ricordiamo che questa Campagna, giunta alla 14a edizione, ha lo scopo di promuovere l’agricoltura familiare in Italia e nel mondo. L’agricoltura familiare è la risposta dei contadini italiani e del mondo alla fame e allo sfruttamento del lavoro, ai cambiamenti climatici e alle multinazionali dell’agroalimentare, ma è anche rispetto delle biodiversità, delle colture e delle culture dei diversi Paesi. Il riso, poi, è l’alimento più consumato in tutto il mondo e quello contenuto nel pacco, 100% italiano di qualità Arborio, è il simbolo dell’alleanza tra i contadini del Nord e del Sud del mondo.
Con i fondi che si ricaveranno quest’anno, il Movimento di Lotta contro la Fame nel Mondo (MLFM), una ONG di Lodi finanzierà un progetto il cui obiettivo è quello di dare un sostegno sia nutrizionale che sanitario a madri e bambini di Muyanza, in Ruanda, di cui beneficeranno 1500 nuclei familiari.
Per saperne di più cliccare: http://www.mlfm.it/progetti/rwanda/Buyoga.htm

F. Solidarietà con il Guatemala colpito dall’eruzione del Volcán de Fuego
4.6. Effetti Eruzione-vulcano-guatemala 748x420Il Volcán de Fuego, alto 3.763 metri, è un vulcano di tipo esplosivo che, come lo Stromboli, alterna fasi di grandi esplosioni a fasi di colate di lava fluida, ma l’eruzione del 3 giugno, la seconda delle 2018, è iniziata in sordina. La popolazione si è resa conto dell’eruzione solo quando in mattinata ha vista in cielo la densa nube di polveri e ceneri. Le stesse autorità, che già in quest’anno avevano contato 41 eruzioni, non hanno intravisto in quella attività un potenziale e imminente pericolo e quindi non hanno ritenuto necessario fare evacuare le comunità alle pendici del vulcano.
La tragedia si concretizzata nel pomeriggio dello stesso giorno quando una serie di violentissime esplosioni ha lanciato in cielo, a migliaia di metri d’altezza, una grande quantità di materiale, oltre 30 milioni di metri cubi di detriti vulcanici, che è poi ricaduta sui paesi che circondano la montagna. Si tratta dell’attività vulcanica più forte dal 1979.
Questo spiega l’alto numero di vittime e di dispersi che si è registrato in poche ore.
Nella città di Escuintla, per esempio, gli abitanti, in preda al panico, si sono precipitati nelle auto per fuggire causando un traffico caotico. La ricerca di corpi nelle aree di montagna distrutte dall’eruzione sta procedendo a rilento.
Questa tragedia tocca molto da vicino la nostra sensibilità, non soltanto umana, ma anche ecclesiale. Questa tragedia infatti ha colpito in modo particolare, come sopra ricordato, la regione di Escuintla, nella cui diocesi hanno prestato servizio per quasi 50 anni tanti nostri sacerdoti fidei donum.
Per questo ci sentiamo di chiedere a ciascuno di voi una preghiera per le vittime dell’eruzione e per i sopravvissuti affinché possano ritornare al più presto alla loro vita normale. Siamo anche in contatto con le autorità del Guatemala sia attraverso il vescovo Rosolino sia attraverso i nostri sacerdoti che sono stati missionari in quelle zone: don Erminio e don Roberto perché ci diano indicazioni su come poter aiutare le popolazioni colpite.
CONTIAMO SULLE LORO INFORMAZIONI E SULLA VOSTRA GENEROSITÀ

Per approfondire:http://www.meteoweb.eu/foto/vulcano-guatemala-eruzione/id/1105105/#0SIcczjf6uCJxjqR.99

————————————————————

L’UFFICIO MIGRANTES INFORMA…

A.  Messa Internazionale
IMG_4211_modDomenica 20 maggio, Festa di Pentecoste, è stata celebrata nella chiesa di S. Giacomo, la seconda Messa Internazionale di questo 2018, animata dalla comunità Latinoamericana. Riportiamo il saluto iniziale che la Comunità latinoamericana ha rivolto in lingua spagnola ai fedeli convenuti.

 

 

B. In famiglia per la famiglia. 10A edizione della Festa dei Popoli
Per la decima volta la Diocesi di Crema, attraverso l’Ufficio Migrantes, e in collaborazione con il Centro Missionario, la Caritas e la Cooperativa Koala, si fa promotrice della Festa dei popoli. Prima al Centro Giovanile S. Luigi, poi presso l’Oratorio della Parrocchia di Castelnuovo due occasioni preziose per conoscere, condividere e apprezzare espressioni culturali diverse dalla nostra, ma che da tempo vivono tra noi. La famiglia è il tema scelto per quest’anno, perché si tratta di una realtà in continuo divenire.

Una realtà consolidata

La Festa dei Popoli è ormai un consolidato appuntamento che la Diocesi di Crema organizza da dieci anni a questa parte. Una festa che di anno in anno si presenta sempre nuova perché è essa stessa una realtà “migrante” sia per il luogo che per la data. Per il luogo in quanto cerchiamo di coinvolgere una comunità Parrocchiale sempre diversa e che abbia come unico requisito la disponibilità a mettersi in discussione aprendo i propri spazi in nome di un’ospitalità che non ha confini e paure.   Continua nell’ ALLEGATO

C.  Ricominciamo dalla scuola

«I nostri studenti sono tutti quasi italiani e nessuno è disabile», si vantava un liceo classico romano. «I nostri hanno per tradizione una provenienza sociale più elevata rispetto alla media», rispondeva un ginnasio milanese.
Così, pochi mesi fa, due istituti scolastici pubblici si autopromuovevano sul portale Scuola in Chiaro (uno strumento creato dal ministero dell’Istruzione per aiutare nella scelta della scuola confrontando le diverse opzioni).
Altri presidi si vantavano di «non avere nomadi (zingari) nelle classi», altri ancora si compiacevano dell’«assenza di stranieri o di studenti con condizione socio-economica e culturale non elevata».
Le frasi shock hanno suscitato indignazione, solo l’intervento di censura della ministra ha placato le polemiche. La scuola dovrebbe preoccuparsi di promuovere l’inclusione dei soggetti svantaggiati, di favorire l’integrazione. Non possiamo permettere che razzismo e intolleranza si insinuino tra i banchi, e a partire “dall’alto”.
Nelle settimane scorse la nostra rivista (Africa n.d.r.) è entrata nel mondo della scuola italiana. Lo ha fatto su invito di insegnanti che hanno aderito a un progetto interdisciplinare, reso possibile dal sostegno di Brussels Airlines, volto a promuovere la conoscenza del continente africano. Un tentativo di decostruire i pregiudizi, un invito a guardare all’Africa con occhi nuovi. Abbiamo già tenuto un buon numero di incontri: in “blasonati” licei, in istituti professionali delle periferie più problematiche, in scuole di provincia occupate o autogestite. Dappertutto abbiamo trovato platee interessate e curiose. Ci siamo confrontati sui temi di attualità che scuotono e disorientano l’opinione pubblica: il fenomeno migratorio e il terrorismo di matrice jihadista (temi non collegati tra loro). Ma abbiamo conversato anche di musica rap, startup, moda, campioni di atletica… storie di riscatto, creatività, imprenditorialità. Lezioni interessanti, credo, per tutti. Sicuramente per me. Un’iniziativa da riprendere, e coinvolgendo intellettuali, artisti, attivisti africani.
Perché l’Africa (quasi ignorata dai programmi) ha bisogno di una nuova narrazione. Il grado di maturità di una società si misura dalla sua capacità di rapportarsi a ciò che è diverso per origine, cultura, religione. Noi continueremo a dare il nostro piccolo contributo nel cercare di decifrare le notizie che provengono dall’altra sponda del Mediterraneo. Ma il lavoro più importante, la responsabilità più grossa, grava sulle spalle dei docenti. Avrebbero bisogno di sostegno e stimoli da parte delle istituzioni, di maggiori opportunità di formazione, di corsi di aggiornamento. C’è bisogno, soprattutto, che sia rinsaldato il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. «Sa com’è complicato parlare in classe di accoglienza, dialogo, ius soli, società multiculturale, quando ogni giorno nelle case si alimentano paure e pregiudizi verso gli immigrati», mi ha confessato un’insegnante affranta. Ai suoi occhi l’Africa non è più un continente lontano ma la sua classe, composta per metà da alunni dalla pelle scura.   Marco TROVATO – AFRICA – n.3

————————————————————

IL MISTERO DI DIO CHE INCESSANTEMENTE CREA, REDIME E SANTIFICA (Papa Francesco – Angelus – 27/05/2018)

2. Angelus papaOggi, domenica dopo Pentecoste, celebriamo la festa della Santissima Trinità. Una festa per contemplare e lodare il mistero del Dio di Gesù Cristo, che è Uno nella comunione di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Per celebrare con stupore sempre nuovo Dio-Amore, che ci offre gratuitamente la sua vita e ci chiede di diffonderla nel mondo.

Le Letture bibliche di oggi ci fanno capire come Dio non voglia tanto rivelarci che Lui esiste, quanto piuttosto che è il “Dio con noi”, vicino a noi, che ci ama, che cammina con noi, è interessato alla nostra storia personale e si prende cura di ognuno, a partire dai più piccoli e bisognosi. Egli «è Dio lassù nei cieli» ma anche «quaggiù sulla terra» (cfr Dt 4,39). Pertanto, noi non crediamo in una entità lontana, no! In un’entità indifferente, no! Ma, al contrario, nell’Amore che ha creato l’universo e ha generato un popolo, si è fatto carne, è morto e risorto per noi, e come Spirito Santo tutto trasforma e porta a pienezza.    Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

LO SPIRITO SBLOCCA GLI ANIMI SIGILLATI DALLA PAURA (Papa Francesco -Pentecoste – 20/05/2018)

1. Lo Spirito sblocca gli animiNella prima Lettura della liturgia di oggi, la venuta dello Spirito Santo a Pentecoste è paragonata a «un vento che si abbatte impetuoso» (At 2,2). Che cosa ci dice questa immagine? Il vento impetuoso fa pensare a una forza grande, ma non fine a sé stessa: è una forza che cambia la realtà.

Il vento infatti porta cambiamento: correnti calde quando fa freddo, fresche quando fa caldo, pioggia quand’è secco… così fa. Anche lo Spirito Santo, a ben altro livello, fa così: Egli è la forza divina che cambia, che cambia il mondo. La Sequenza ce l’ha ricordato: lo Spirito è «nella fatica, riposo; nel pianto, conforto»; e così lo supplichiamo: «Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina». Egli entra nelle situazioni e le trasforma; cambia i cuori e cambia le vicende.    Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

QUELLO CHE LA RELIGIONE PUÒ OFFRIRE ALLA POLITICA (Adnane Mokrani)

3. Adnane-MokraniUn teologo musulmano ci spiega perché non si può identificare una religione con un sistema politico, economico o giuridico.

Riproponiamo la trascrizione integrale dell’intervento di Adnane Mokrani alla presentazione del numero 26 di Oasis a Tempo di Libri, il 10 marzo 2018 a FieraMilanoCity.

Nella mia comprensione, da teologo musulmano, la natura e la missione della religione sono prima di tutto educative: aiutare l’uomo a raggiungere una maturità umana e spirituale, realizzando e attualizzando il potenziale innato di umanità e di santità.   Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————

EBOLA IN CONGO: VACCINAZIONI A RISCHIO IN UN PAESE SENZA ELETTRICITÀ (Raffaele Masto)

Per fermare l’epidemia di Ebola, che ha già fatto registrare almeno 25 casi nella Repubblica Democratica del Congo, è partita la campagna di vaccinazione sperimentale lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

4. EbolaVa detto subito che per ora ci sono solo quattromila vaccini. Una disponibilità esigua rispetto alle necessità. L’OMS ha deciso di dare la priorità ad operatori sanitari e addetti alle pompe funebri, ma pare che già alcuni politici della provincia interessata abbiano cercato di ottenere delle dosi per se stessi e per le loro famiglie.
Il vaccino è prodotto da Merck e non è ancora stato autorizzato, ma è stato testato tra il 2014 e il 2016 in Guinea e pare che nessuno dei vaccinati si sia poi ammalato.
Ci sono due punti critici.
Il primo è che il vaccino va conservato ad una temperatura tra -40 e -80 gradi e nella regione di Mbandaka sono frequentissimi i black out che durano a volte intere giornate. Inoltre la regione colpita è veramente remota, non ci sono strade e vi si arriva solo con le moto. Il vaccino dunque inevitabilmente va conservato in loco e trasportato.
Il secondo punto critico è che l’utilizzo del vaccino, non essendo ancora approvato, dipende dal consenso informato che deve essere firmato da tutti i pazienti. Quindi dovranno essere coinvolti dei traduttori per facilitare la comunicazione tra operatori sanitari e comunità locali, un aspetto questo che rischia di allungare le operazioni e necessità di molto personale sanitario e sociale.
Intanto cresce la paura nelle aree colpite dal virus. Secondo alcune testimonianze, le persone hanno persino smesso di stringersi la mano. Bar, ristoranti e uffici a Mbandaka hanno iniziato a fornire sapone e bacinelle d’acqua per far sì che le persone si lavino le mani come mezzo per prevenire la diffusione della malattia.
Infine c’è la preoccupazione che Ebola possa arrivare ad assediare la capitale Kinshasa e i centri vicini. Sarebbe un disastro. Mbandaka, la città colpita, è un grande centro, ha oltre un milione di abitanti ed è un importante snodo sul fiume Congo sul quale, diversi chilometri a valle c’è anche Kinshasa. Ma non essendoci strade in tutto il paese il fiume è una sorta di autostrada che collega le due città. Ebola potrebbe arrivare attraverso il Grande fiume Congo.

————————————————————

IL NICARAGUA SI INFIAMMA (Piero Confalonieri)

5. Nicaragua_nel_cuoreDalla metà di aprile il Nicaragua è scosso da una serie di manifestazioni, espressioni di dissenso, aggressioni e interventi delle forze dell’ordine, che hanno prodotto almeno 76 vittime mortali (casi documentati e presentati alla Commissione interamericana dei diritti umani a oggi 19 maggio 2018), centinaia di feriti, arresti e detenzioni illegali (una decina le ‘sparizioni’ denunciate).

La protesta si è diffusa in tutto il Paese dopo la dura repressione delle forze dell’ordine contro gli studenti universitari, inizialmente scesi in piazza per questioni puntuali ma poi come reazione – appunto – all’uso di armi da fuoco contro i manifestanti da parte della polizia e alle violenze di gruppi filo-governativi (le ‘turbas’, da anni usate dal governo per smembrare le concentrazioni e manifestazioni di forze non affini al partito al potere). Gli eventi si sono sviluppati in modo molto accelerato, in larga misura spontaneo.   Continua nell’ ALLEGATO

————————————————————