07/05/2017. LA MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DI SENTIRSI AMATI DA GESÙ (Papa Francesco – Regina coeli)

7 MAGGIONel Vangelo di questa domenica (cfr Gv 10,1-10), detta “la domenica del buon pastore”, Gesù si presenta con due immagini che si completano a vicenda. L’immagine del pastore e l’immagine della porta dell’ovile.

 Carissimi Fratelli e Sorelle,

Il gregge, che siamo tutti noi, ha come abitazione un ovile che serve da rifugio, dove le pecore dimorano e riposano dopo le fatiche del cammino. E l’ovile ha un recinto con una porta, dove sta un guardiano. Al gregge si avvicinano diverse persone: c’è chi entra nel recinto passando dalla porta e chi «vi sale da un’altra parte» (v. 1). Il primo è il pastore, il secondo un estraneo, che non ama le pecore, vuole entrare per altri interessi. Gesù si identifica col primo e manifesta un rapporto di familiarità con le pecore, espresso attraverso la voce, con cui le chiama e che esse riconoscono e seguono (cfr v. 3). Lui le chiama per condurle fuori, ai pascoli erbosi dove trovano buon nutrimento.

                                                                                                               La riflessione continua nell’ ALLEGATO

SUD SUDAN: GUERRA, BUSINESS E NUOVE CAPITALI (Raffaele Masto)

19-1Costruire capitali differenti da quelle che lo sono sempre state è un vezzo africano. Pensate ad Abuja, in Nigeria, o a Yamsoukrou in Costa d’Avorio. Ma costruire capitali è anche un business: appalti, investimenti stranieri, grandi imprese di trasporti.

 Anche il Sud Sudan ha pensato a costruire una nuova capitale. Ci ha pensato quando raggiunse l’indipendenza, nel 2011, con un referendum dal risultato scontato ma accolto con grande esultanza e festeggiamenti. E ha continuato a pensarci fino ad oggi sebbene ci sia una delle più devastanti guerre civili del pianeta, con milioni di profughi, rifugiati, sfollati interni e milioni di bambini vittime della fame e della carestia, e altre migliaia arruolati come bambini soldato.                                                                                                                       L’articolo continua nell’ ALLEGATO

GLI «EX ERETICI» DON MILANI E DON MAZZOLARI (Roberto Beretta)

19-2Un elemento che unisce il Priore di Barbiana col parroco di Bozzolo è senz’altro l’allergia per l’ipocrisia e l’adulazione clericale, fatte per addormentare le coscienze e livellare gli slanci. Spero se ne tenga conto.

Essendo un cultore di don Milani e di don Mazzolari da almeno 40 anni (non ero ancora maggiorenne quando comprai una copia di Esperienze pastorali…), non posso che essere molto felice dell’inatteso apprezzamento espresso da Papa Francesco nei loro confronti e dall’annuncio di un simultaneo viaggio-omaggio sulle loro tombe il prossimo 20 giugno.                                                                                                                                                                                                 L’articolo continua nell’ ALLEGATO

IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA…(Redazione)

   ❶  Prossimo incontro di Animazione Missionaria con Laura GUSELLA
Si avvicina il prossimo incontro di ANIMAZIONE MISSIONARIA, rivolto ai Gruppi Missionari e a tutti coloro che, anche a titolo personale, sono interessati alle tematiche della missione e dell’evangelizzazione. L’incontro, previsto per domenica 21 maggio, si svolgerà presso l’Oratorio di Santa Maria della Croce dalle ore 15 alle 17:30. Per quest’ultimo incontro è prevista la partecipazione di una nostra “vecchia” e cara conoscenza: Laura GUSELLA, biblista e monaca della  Comunità Marana-thà di Piombino. Tema dell’incontro sarà una delle frasi chiave del pensiero di papa Francesco: IL TUTTO È SUPERIORE ALLA PARTE (cfr. Evangelii gaudium nn. 234 – 237). Laura svolgerà la riflessione partendo da un testo iniziale degli Atti degli Apostoli (1, 6–14), che mostra la prima Comunità riunita, dopo l’ascensione di Gesù,  come testimoni di Comunione nell’attesa del Signore.
Ringraziamo fin da ora le Amiche e gli Amici del Gruppo Missionario di Santa Maria della Croce, il parroco, don Armando e gli altri Missionari della Spirito Santo, per la splendida ospitalità che ci riserveranno.                                                                                                                                                                                                    Il programma dell’incontro nell’ ALLEGATO

  ❷  Vanno e vengono…
+ È sempre tra noi padre Renato RIBONI missionario della Consolata impegnato in Colombia.
+ È arrivato a Crema di Fratel Ivan CREMONESI, comboniano, originario della parrocchia di Crema Nuova, attualmente in servizio nella Repubblica Democratica del Congo. È a disposizione per incontri, testimonianze, riflessioni comunitarie al seguente numero di cellulare: 348.0968238. Quando ripartirà per l’Africa la sua destinazione sarà Butembo, nella regione orientale del Kivu, colpita dalla guerra per il controllo delle miniere di coltan.
+ Anche madre Amelia MARCHESINI, missionaria canossiana, attualmente impegnata in Brasile, ad Imperatriz (Maranhão), è rientrata da poco. È disponibile per incontri, testimonianze, riflessioni comunitarie anche con gruppi di giovani. Il suo numero di telefono è: 334.8570140.
+ È rientrato Padre Francesco VALDAMERI, missionario monfortano, da oltre quarantanni impegnato nello Zambia.
+ Da pochi giorni giunto tra di noi P. Alberto SAMBUSITI, missionario del PIME, dall’Algeria, per un periodo di vacanza e per un doveroso “tagliando” sanitario. È disponibile per incontri e momenti di riflessione: basta contattarlo al seguente numero di telefono: 329.4971692. A fine estate tornerà nell’amata Africa, esattamente in Cameroun.
+ Sono poi in arrivo per il mese di maggio altri missionari: P. Salvatore FORNER dal Mozambico; Sr. Elisabetta RIBONI dal Pakistan;  P. Innocenzo PACCHIONI dal Brasile.
+ P. Giuseppe MIZZOTTI dal Perù arriverà a luglio.
 

 Quaresima di Fraternità
Come sapete abbiamo deciso di sostenere il progetto di padre Walter MACCALLI (madignanese, missionario della  Società Missioni Africane, che opera in Angola), perché la morte di neonati e di mamme durante il parto è un fatto terribile e purtroppo quasi quotidiano. Inoltre la maternità più vicina si trova a 100 kilometri di distanza. Così dopo aver consultato l’equipe Pastorale di Nambuangongo, il Vescovo e la popolazione, sono giunti a una decisione comune: la costruzione di una Maternità per una dignitosa assistenza medica alle attuali e future mamme.
Tra non molto intendiamo inviare a PADRE WALTER il frutto del nostro IMPEGNO QUARESIMALE. Ricordiamo pertanto agli incaricati di portare in Curia quanto raccolto. GRAZIE da parte di padre WALTER.

  ❹  Campagna “Abbiamo RISO per una cosa seria”
19-3Anche quest’anno riparte la ben nota Campagna sulla offerta del riso nelle piazze e nelle Parrocchie della nostra Diocesi. Ci scusiamo per il ritardo, ma altre iniziative, altrettanto importanti, hanno richiesto la nostra attenzione.
Il riso è sempre italiano, qualità Roma, e il guadagno servirà a sostenere un progetto del Movimento Lotta contro la Fame nel Mondo (MLFM) di Lodi, con lo scopo di dare sostegno nutrizionale e sanitario a donne e bambini nel distretto di Muyanza (Ruanda).

L’UFFICIO MIGRANTES INFORMA…(Redazione)

  ❶ Messa Internazionale ovvero La sfida dell’incontro
Nella chiesa gremita della parrocchia di Castelnuovo, si è svolta domenica 14 maggio alle ore 11, la seconda MESSA INTERNAZIONALE di questo anno, animata dalla Comunità Latino americana. La liturgia è stata celebrata dal parroco don Giuseppe e da P. Alberto Sambusiti, che ha accettato di presiederla. Da segnalare l’importante contributo delle catechiste che, prima della celebrazione, hanno aiutato i bambini a capire l’importanza che modi diversi di vivere, giocare e mangiare possono benissimo andare d’accordo.
Un grazie sincero a don Giuseppe e a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento.                                                                                                                                                 L’intervento di apertura nell’ ALLEGATO

  ❷ Messa in lingua spagnola – Messa in lingua portoghese
Riprenderà al più presto la normale programmazione della altre Messe in lingua. Non appena ci comunicheranno le date, le pubblicheremo.

  ❸  Mostra MIGRANTS
Si è conclusa con un grande successo di pubblico e di critica l’evento curato dall’artista Adriano ROSSONI nella chiesa di S. Bernardino. Particolarmente seguiti ed apprezzati i due incontri pubblici con il sacerdote eritreo p. Mussie ZERAI, una vera e propria “stella polare” per migliaia di migranti, e con mons. Gian Carlo PEREGO, direttore nazionale uscente della Fondazione Migrantes. Con parole pacate hanno illustrato, in modo circostanziato, ma sereno, il fenomeno migratorio, evidenziando come le cause dipendano, il più delle volte, da scelte sconsiderate dell’Occidente e come la fuga di tanta gente, gestita in modo intelligente ed accogliente, non abbia niente a vedere con “un’invasione”.
Nei prossimi numeri della Comunicazione pubblicheremo una sintesi dei due interventi, mentre tra poco saranno a disposizione anche le registrazioni.
Significativa la presenza i mons. Gianotti ad entrambi gli appuntamenti.

MIGLIAIA DI VITE SALVATE AL LARGO (DALLE ONG) (Migrantes on line)

19-6Aveva solo 21 anni. Era partito dalla Sierra Leone e come molti altri suoi compagni di viaggio, sognava l’Europa. Gli hanno sparato alle spalle. Si era rifiutato di consegnare il suo cappellino da baseball al trafficante impegnato a traghettare il carico umano su uno dei tanti gommoni bianchi in partenza dalle coste della Libia.

I soccorritori del Moas lo hanno trovato così. Un corpo senza vita sul fondo del gommone, col fratello accanto a vigilare, ancora in lacrime. La salma è arrivata sabato mattina a Catania, sbarcata assieme a altri 394 migranti dalla nave Phoenix. Tra polemiche, accuse e proteste, le Ong continuano a salvare vite in mare. Anche sabato, come venerdì, 3mila persone soccorse.                                                                                                                                                                                                          L’articolo continua nell’ ALLEGATO

INSIEME SENZA MURI: L’APPELLO

19-7Milano il 20 maggio sarà attraversata da una mobilitazione festosa e popolare. Una mobilitazione carica di speranza. La speranza di chi crede nel valore del rispetto delle differenze culturali ed etniche. La speranza di chi ritiene che la società plurale sia un’occasione di crescita per tutti e che la logica dei muri che fomentano la paura debba essere sconfitta dalle scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza.
Quelle scelte che, a cominciare dall’Europa, sconfiggano il vento dell’intolleranza e che mettano al centro il principio dell’incontro tra i popoli e di un futuro fondato sul valore della persona senza che la nazione d’origine, la fede professata, il colore della pelle possano diventare il pretesto per alimentare nuove discriminazioni.
Quelle scelte che, a livello nazionale, ci portino a compiere, senza ambiguità, passi avanti reali, come l’effettivo superamento della Legge Bossi Fini, l’approvazione della Legge sulla Cittadinanza, la necessità di rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e le istituzioni, la trasparenza, la qualità, il sostegno ai soggetti più fragili (i minori, le donne, i vulnerabili), la cultura dei diritti e della responsabilità.
Milano è nata dall’incontro tra storie diverse e il suo sviluppo si è fondato, nei suoi momenti migliori, proprio sulla capacità di accogliere le diversità e di alimentare la coesione sociale. E come Milano, in svariati luoghi del mondo, chi crede nella società aperta, e non si fa incantare dalle sirene dell’odio, scommette con più certezza sulla propria crescita e sulla capacità di generare  lavoro, benessere ed opportunità.
Anche per questo il 20 maggio, in un giornata di impegno, musica, creatività, cultura, saremo in tante e in tanti. Perché, nel tempo in cui viviamo, sono in gioco i valori fondamentali per il futuro di tutti.

29/04/2017. NON ABBIATE PAURA DI AMARE TUTTI, AMICI E NEMICI. (Papa Francesco – Santa Messa a Il Cairo)

18-5Al Salamò Alaikum / la pace sia con voi!
oggi il vangelo, nella III Domenica di Pasqua, ci parla dell’itinerario dei due discepoli di Emmaus che lasciarono Gerusalemme. Un vangelo che si può riassumere in tre parole: morte, risurrezione e vita.

Carissimi Fratelli e Sorelle,
Morte. I due discepoli tornano alla loro vita quotidiana, carichi di delusione e disperazione: il Maestro è morto e quindi è inutile sperare. Erano disorientati, illusi e delusi. Il loro cammino è un tornare indietro; è un allontanarsi dalla dolorosa esperienza del Crocifisso. La crisi della Croce, anzi lo “scandalo” e la “stoltezza” della Croce (cfr 1 Cor 1,18; 2,2), sembra aver seppellito ogni loro speranza. Colui sul quale hanno costruito la loro esistenza è morto, sconfitto, portando con sé nella tomba ogni loro aspirazione.
Non potevano credere che il Maestro e il Salvatore che aveva risuscitato i morti e guarito gli ammalati potesse finire appeso alla croce della vergogna. Non potevano capire perché Dio Onnipotente non l’avesse salvato da una morte così ignobile. La croce di Cristo era la croce delle loro idee su Dio; la morte di Cristo era una morte di ciò che immaginavano fosse Dio. Erano loro, infatti, i morti nel sepolcro della limitatezza della loro comprensione.                                                                                                                                                                                                                    L’omelia continua nell’ ALLEGATO

LIBIA, LA PATTUMIERA DE MIGRANTI (Raffaele Masto)

18-4Proprio mentre l’Italia compie lo sforzo maggiore per perfezionare gli accordi con la Libia per espellere i migranti che non hanno diritto d’asilo e bloccare le partenze dalle sue coste, arrivano notizie inquietanti della situazione dei centri di detenzione in questo paese. Si tratta di un rapporto dell’Unicef che, precisa numeri e località,  ma sostanzialmente non dice nulla di più di ciò che si conosceva già.

In Libia ci sono 34 centri di detenzione. Il governo ne gestisce 24, mentre i restanti sono controllati dalle amministrazioni locali. Esistono però diversi campi di detenzione non ufficiali diretti dai gruppi armati e il cui numero è ignoto. Gli osservatori internazionali hanno accesso a solo la metà dei centri e solo a quelli riconosciuti. Sugli abusi e le violazioni compiuti in questi centri le testimonianze sono ormai tante. Un successo del piano italiano potrebbe significare per i migranti che vi sono rinchiusi essere sottoposti a livelli ulteriori di violenza.                                                                                                                                                 L’articolo continua nell’ ALLEGATO

PREGARE PER I MUSULMANI (Giorgio Bernardelli)

18-3Nel discorso di al Azhar sul dialogo tra cristiani e musulmani Francesco ci ha detto che la pace si costruisce pregando gli uni per gli altri. Siamo pronti a farlo davvero?

Senza cedere a sincretismi concilianti, il nostro compito è quello di pregare gli uni per gli altri domandando a Dio il dono della pace”. Nel  densissimo discorso tenuto l’altro giorno da papa Francesco all’università di al Azhar – che credo resterà a lungo un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo islamo-cristiano – c’è un passaggio che ci chiama in causa tutti in maniera diretta.                                                                                                                                                                                                                                                L‘articolo continua nell’ ALLEGATO