Notiziario

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“Se volessero affrontare davvero la crisi dei diritti umani in corso,
le autorità egiziane dovrebbero rilasciare immediatamente
e senza condizioni tutti coloro
che sono sotto processo
presso i tribunali d’emergenza
per aver esercitato pacificamente i loro diritti umani.
Questi tribunali dovrebbero cessare di funzionare del tutto,
dato che le loro procedure violano
i più elementari standard sui processi equi,
compreso il diritto degli imputati ad appellarsi a un tribunale
di grado superiore in caso di condanna”

AMNESTY INTERNATIONAL
– in occasione della liberazione di Patrick Zaki –

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Terza Domenica d’Avvento anno C – Lc 3,10-18 – Domenica Gaudete

«Con molte altre esortazioni, Giovanni evangelizzava il popolo» (v. 18). Dunque, nel versetto finale, il Precursore, quando esorta consolando (il vocabolo greco questo è), vale più di essere il Battista, in quanto porta già il lieto annuncio, che invece non poteva dare mediante il penitenziale battesimo d’acqua (cfr. v. 16).

Certo, sono parole quasi marginali rispetto al brano che, però, in fatto di “gaudio”, sarebbe carente senza il “lieto fine” della consolante evangelizzazione!

La III domenica ci prepara a vivere di nuovo lo stupore natalizio, cui ci guida il battesimo di gioia nello Spirito.

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Enrico e le Commissioni Missione e Migrantes

Carissime, Carissimi,

il rischio dei viaggi papali è che suscitino un gran clamore nel momento in cui avvengono, ma poi finiscano nel dimenticatoio, come succede alla maggior parte delle situazione che oggi viviamo. Se questo purtroppo avviene nella maggioranza dei casi, non significa che per forza debba diventare una norma. Per questo mi è sembrato giusto ripercorrere alcuni dei momenti salienti del viaggio che dal 2 al 6 dicembre papa Francesco ha compiuto a Cipro e in Grecia, cogliendo dai suoi discorsi alcune parole chiave che non vanno assolutamente dimenticate. La cosa infatti che sorprende di più in questi viaggi apostolici è che Francesco non dice mai niente di scontato o di generico. Anzi tutti i suoi riferimenti sono contestuali non solo alla situazione che sta vivendo, ma anche a quella, che pur a tanti chilimetri di distanza, stiamo vivendo noi.
Il primo grande riferimento è all’apostolo Barnaba nativo appunto di Cipro, che viene definito uomo della pazienza, perchè sa accompagnare senza fretta e con amore la giovane Chiesa di Antiochia, e della fraternità per la capacità che ha, pur riconoscendosi diverso, di valorizzare e di saper accompagnare, camminandogli a fianco, l’apostolo Paolo.          Continua nell’ ALLEGATO

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IL SIGNORE, PER COMPIERE MERAVIGLIE, HA BISOGNO DELLA NOSTRA UMILTÀ (Angelus, 08-12-2021)

1a. AngelusIl Vangelo della Liturgia di oggi, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ci fa entrare nella sua casa di Nazaret, dove riceve l’annuncio dell’angelo (cfr Lc 1,26-38). Tra le mura di casa una persona si rivela meglio che altrove. E proprio in quella intimità domestica il Vangelo ci dona un particolare, che rivela la bellezza del cuore di Maria.

L’angelo la chiama «piena di grazia». Se è piena di grazia, vuol dire che la Madonna è vuota di male, è senza peccato, Immacolata. Ora, a questo saluto Maria – dice il testo – rimane «molto turbata» (Lc 1,29). Non è solo sorpresa, ma turbata. Ricevere grandi saluti, onori e complimenti a volte rischia di suscitare vanto e presunzione. Ricordiamo che Gesù non è tenero con chi va alla ricerca dei saluti nelle piazze, dell’adulazione, della visibilità (cfr Lc 20,46). Maria invece non si esalta, ma si turba; anziché provare piacere, prova stupore. Il saluto dell’angelo le sembra più grande di lei. Perché? Perché si sente piccola dentro, e questa piccolezza, questa umiltà attira lo sguardo di Dio.          Continua nell’ ALLEGATO

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SINODO: QUALE GESTIONE DEL POTERE NELLA CHIESA? (1) (Gilberto Borghi)

2a. Gesù dà a Pietro le chiavi - PERUGINOIn molte diocesi del mondo stanno partendo la progettazione e le prime realizzazioni dei percorsi del sinodo, dal titolo “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. Un sinodo sul sinodo: come camminare insieme per imparare a camminare insieme.

Tema che porta sul tavolo la gestione del potere all’interno della Chiesa.
Nei punti 3, 6 e 8, delle dieci tracce contenutistiche su cui il sinodo dovrebbe muoversi, si chiede proprio di parlare di questo. La chiesa è guidata dallo Spirito Santo, certo (Chiesa popolo di Dio), ma essendo il Cristo oggi incarnato nell’umanità (Chiesa corpo di Cristo) una forma umana della gestione del potere, la Chiesa la deve avere! Perciò, per aiutare una riflessione seria, è bene chiedersi: storicamente, come ha vissuto, la Chiesa, le forme concrete di gestione del potere interno?
Agli albori, la Chiesa, nel suo complesso, si vive quasi come una democrazia della fede che richiede e fonda una oligarchia illuminata: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e Noi…” (At, 15,28). Dove il noi non è solo dei dodici, ma della comunità di Gerusalemme tutta (15, 4 e 22-23). In essa certamente i dodici hanno una preminenza, che però è fondata e riconosciuta dal resto dei fedeli, i quali non si sentono esclusi dalle prese di decisione e possono portare le loro esperienze e riflessioni affinché l’”oligarchia” sia maggiormente illuminata (At, 9,32; 10, 45; 1 Pt 5,12).          Continua nell’ ALLEGATO

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TRANSIZIONE O CONVERSIONE (A. Bonacina)

Conto alla rovescia per il mondo
Conto alla rovescia per il mondo

La grammatica della casa comune, il ministero della transizione ecologica, i fondi in arrivo dall’Europa sono dati importanti. Ma non bastano. Ci vorrebbe una mentalità, una cultura nuova…
Ecologia transizione o conversione. Nel patto costitutivo del governo attualmente in carica c’era l’impegno di istituire il Ministero della transizione ecologica, sulla scorta di esperienze già in atto in altri Paesi europei tra cui Spagna e Francia. Di fatto il Ministero è stato creato ed affidato al prof. Cingolani. Nel frattempo sono arrivati i primi fondi europei per la ripresa postpandemica e si è svolta la Cop26 di Glasgow, incentrata sulla lotta al cambiamento climatico. Sono test essenziali per verificare quale incidenza abbia questo nuovo ministero nel guidare la politica italiana verso la cosiddetta transizione ecologica o transizione verde.

Quale futuro immaginato dal governo
L’esperienza della Spagna e della Francia rivela alcuni limiti delle politiche, pur virtuose, messe in atto finora in quei Paesi. Riassumendo al massimo, pare di poter dire che, in misura diversa, ciò che è mancato è la possibilità di ricondurre tutte le scelte politiche nei vari settori, energia, mobilità, agricoltura, infrastrutture, ecc., ad un unico grande progetto integrato e coerente.          Continua nell’ ALLEGATO

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IN MORTE DI FRATEL JEAN-PIERRE SCHUMACHER, L’ULTIMO MONACO DI TIBHIRINE (Aurelio Boscaini)

4a. Papa-Francesco-e-Jean-Pierre-SchumacherIl religioso si è spento il 21 novembre nella solennità di Cristo re, a 97 anni, al monastero di Notre-Dame de l’Atlas di Midelt, in Marocco. La comunità dell’Ordine cistercense della Stretta osservanza (trappisti), presente in terra marocchina, è quella che mantiene vivo lo “spirito di Tibhirine”

Ancora mesi dopo l’uccisione dei suoi sette confratelli rapiti dal monastero di Tibhirine, in Algeria, nella notte fra il 26 e il 27 marzo 1996, fratel Jean-Pierre si chiedeva per quale ragione, insieme a fratel Amédée, fosse stato risparmiato. Scampò perché prestava servizio in portineria, in un edificio adiacente al monastero e ignorato dai rapitori.
«Ci sono dei fratelli ai quali è stato chiesto di testimoniare con il dono della vita, e altri, ai quali è chiesto di testimoniare con la vita»: così gli aveva scritto la madre badessa dell’Abbaye de la Fille-Dieu, un monastero cistercense situato vicino alla città di Romont, nel cantone svizzero di Friburgo e sito svizzero di importanza nazionale. Era la risposta alla sua domanda… e queste parole – come lui stesso aveva confessato ‒ lo avevano aiutavano a sollevarsi da tanti interrogativi.         Continua nell’ ALLEGATO

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MYANMAR, IL SILENZIO DEI DIRITTI UMANI (Redazione Atlante delle guerre)

5a. Aung-san-suu-kyiAung San Suu Kyi e l’ex Presidente Win Myint condannati a quattro anni di pena con accuse chiaramente montate, mentre alla Corte Penale Internazionale sono state depositate da una Ong le prove che accusano la giunta di tortura sistematica e programmata. Contemporaneamente uno sciopero nazionale in difesa dei Diritti Umani in occasione della Giornata mondiale per la loro tutela e un Convegno a Roma.
Il 6 dicembre scorso la magistratura della capitale del Myanmar ha condannato a quattro anni di carcere la leader deposta Aung San Suu Kyi agli arresti in luogo ignoto dal golpe del 1 febbraio scorso. Un portavoce dell’esercito birmano ha detto all’agenzia di stampa AFP che Aung San Suu Kyi è stata giudicata colpevole di incitamento e violazione delle regole Covid19 ai sensi di una legge sui disastri naturali. La Nobel, premier de facto che alle elezioni del novembre scorso ha registrato un aumento dei consensi, deve affrontare un totale di 11 accuse, che sono state ampiamente considerate montate e ingiuste. Ha ripetutamente negato ogni addebito.
Anche l’ex Presidente Win Myint è stato condannato alla stessa pena di quattro anni e con le stesse accuse. Non è chiaro però quando e dove i due leader della Lega nazionale per la democrazia saranno imprigionati. Anche il Presidente deposto è rinchiuso in luogo segreto.          Continua nell’ ALLEGATO

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Spaccati di vita quotidiana (Don Paolo Rocca)

6a. Don Paolo in uno dei vari incontri con la gente della sua ParrocchiaESSERE TUTTI DISCEPOLI MISSIONARI

Continua il racconto missionario di don Paolo in Uruguay. Questa settimana è la volta di un piccolo gruppo di giovani ragazze che, insieme alla propria formazione religiosa, hanno maturato l’esigenza di aiutare anche altre persone a seguire questo cammino. Sembrano piccoli passi, ma alla base ci sono scelte coraggiose.

Carissime e Carissimi tutti,
questa settimana vi presento il cammino che stanno facendo il gruppo ado-giovani di Ismael Cortinas.
Sono 5 ragazze: Camila, Nathalie, Tereza, María José e Micaela.
Da due anni e mezzo hanno ripreso il cammino della catechesi e nel dicembre 2019, tre di loro hanno ricevuto la Cresima, una la Prima Comunione e a una è stata consegnata la Bibbia per poter approfondire la Parola di Dio. Poi nel gennaio 2020 finalmente ha ricevuto anch’essa l’Eucaristia.
Gruppo affiatato che ha scelto di chiamarsi Menahem (deriva da un termine ebraico che vuol dire “colui che conforta”, “consolatore”), ha un santo protettore del gruppo: san Longino (secondo una tradizione cristiana, il nome del soldato romano che trafisse con la propria lancia il costato di Gesù crocifisso, per accertare che fosse morto, come riporta il vangelo secondo Giovanni) e si ritrova per la catechesi una volta ogni quindici giorni.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

RESTITUIRE ALL’AFRICA QUELLO CHE LE È STATO RUBATO

Lo chiamano “padiri”, un mix tra padre-donprete-fratello: una sola parola per spiegare in semplicità tutto ciò che don Giovanni Piumatti, fidei donum della diocesi di Pinerolo, è stato per la sua gente, nel nord Kivu (Congo) in 50 anni di missione.
In quel tratto della foresta tropicale, a 200 Km. dalla capitale, la sfida non è costruire, ma avere la forza e la pazienza di  ricostruire. È sempre rimasto nella diocesi di Butembo-Beni, ma nel 2004, circa 20 famiglie decisero di emigrare per un problema di sovrappopolazione e di carenza di terreni.
Lui, insieme ad altri volontari italiani, le accompagnò rivivendo in  qualche modo l’esperienza di Abramo. Sorse il villaggio di Muhanga, un villaggio invaso quasi subito, tra il 1995 e 1997, dai profughi ruandesi, con una crescita disordinata, ma come racconta don Giovanni, un’esperienza umana molto bella.
La paura di quegli attacchi la si può solo immaginare, ma lui preferisce raccontare la generosità delle famiglie che accoglievano altre famiglie. Nessun  aiuto internazionale.          Continua nell’ ALLEGATO

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