Notiziario

FARE UN PASSO ALLA VOLTA E SOPRATTUTTO STARE (don Paolo ROCCA )

4a. Articolo P. Paolo-Un momento della celebrazione delle Prime ComunioniQuesta la filosofia (tratta dall’esperienza di padre Gigi Maccalli) che anima l’impegno missionario di don Paolo, che approfitta del Natale per scriverci e fare il punto della situazione di un anno importante, anche se piuttosto difficile.

Delta del Tigre, 11/12/2020

Un caloroso saluto e augurio da questa parte del mondo!
Siamo giunti nuovamente a Natale e alla fine dell’anno. Qui oltre a concludere l’anno solare/civile si conclude anche quello pastorale ed è momento di tirare le somme. Un anno pastorale vissuto completamente con l’emergenza sanitaria del Covid-19 e come già vi dicevo nella lettera pasquale con paure e timori principalmente da parte dei parrocchiani più anziani.
Nonostante le limitazioni iniziali il protocollo d’intesa Stato-Chiesa ha permesso celebrazioni e riunioni varie (compresa la catechesi… i nostri numeri attuali lo permettono).
Abbiamo salutato il nostro Vescovo Arturo e accompagnato nella sua nuova Diocesi di Salto.
Il seminarista Emiliano Garcia, che ha ripreso gli studi teologici in seminario a Montevideo, condivide la vita con noi e la parrocchia solo nel fine settimana.
Come pianificato siamo riusciti a ricavare un orto, in un angolo del giardino di casa e, seguito da don Federico, ha già dato i suoi frutti.          Continua nell’ ALLEGATO

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NATALE È VICINO, ANCHE SE SI VIVE ALLA GIORNATA (Sr. Maria Marrone )

5a. Foto 1 5b. Foto 2Situazioni molto diverse dalle nostre quelle raccontate da suor Maria Marrone, comboniana che vive in Uganda… Quello che conta è la fraternità che si crea e la capacità di arrangiarsi. Sempre!

Carissimi, siamo all’inizio del mese di dicembre e già si sentono i canti di Natale risuonare nelle varie radio lungo le strade del nostro paesino. Anche se il Coronavirus cerca di opprimere l’animo della gente, questi canti danno tanta gioia. Stiamo ancora andando nelle famiglie a far visita ai loro bambini e la gioia di rivederci dopo tanti mesi, è una vera festa. I bambini si chiamano tra loro, chiamano gli altri fratelli…è festa, la gioia dell’incontro. I bambini sanno che stiamo andando a trovarli per Natale e portare loro qualcosina di bello, di utile e piacevole.
Ovviamente da noi in Europa non si pensa nemmeno che Babbo Natale porti un po’ di zucchero per il tè, riso, olio, sale sapone e un po’, di pesciolini secchi. Abbiamo anche qualche piccolo peluche rimasto indietro dall’anno scorso. Cercheremo di raggiungerli anche se lontani.          Continua nell’ ALLEGATO

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Il Centro Missionario informa…

 LE TESTIMONIANZE DEI MISSIONARI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE

CONSIGLIAMO LA VISIONE

NATALE 2020 – Messaggio di Padre Mizzotti
Natale passato o presente? Padre Giuseppe Mizzotti, missionario in Perù, ci racconta come il Natale sia una storia vera che si vive tutti i giorni.

https://youtu.be/4GODIfxelgA

Iscriviti al canale di youtube del “Centro Missionario Diocesi di Crema”, per essere avvisato ad ogni pubblicazione di un nuovo video. Link: https://www.youtube.com/channel/UCV1dJoWbFRA2sSAwpJTBpxg

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Non solo code per lo shopping!
Questa è la fila giornaliera in Viale Toscana a Milano
per ricevere un sacchetto di generi alimentari
dall’associazione «PANE QUOTIDIANO»
 Ricordiamoci anche di loro.

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, carissimi,

ci sono voluti giorni e giorni prima che un quotidiano di grande tiratura come il Corriere della Sera si decidesse a pubblicare nelle proprie pagine la fotografia che abbiamo usato come apertura. Per giorni e giorni ha fatto il giro del web, prima di essere presa in considerazione come l’altra faccia dell’Italia di oggi. Ci tranquillizza di più vedere gli assembramenti per gli acquisti che gli assembramenti per fame. In realtà è una fotografia che ci imbarazza, perché dimostra che la situazione è esplosa e ci sta sfuggendo di mano. Ci troviamo di fronte ad un modello di sviluppo che non è più sostenibile. In quelle file non ci sono soltanto stranieri, ma il numero degli italiani è aumentato enormemente in quest’ultimo anno. Spesso sono uomini espulsi dal mondo del lavoro, completamente senza risorse. Sono il simbolo di una società dell’eccesso che è cresciuta a dismisura lasciando indietro un numero di persone sempre maggiore. Arriva a casa nostra la stessa disuguaglianza che c’è nel mondo e che fatichiamo a capire ed accettare.

È giunto il momento di ripensare una società dove il consumo vale più del lavoro. Certamente i sussidi sono fondamentali in questo momento drammatico con tanta gente che non ha il necessario per arrivare alla fine del mese, ma vanno pensati e collocati in un quadro sociale diverso.          Continua nell’ ALLEGATO

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LA GIOIA, REGOLA PER I CRISTIANI (Angelus, 13-12-2020)

1a. AngelusL’invito alla gioia è caratteristico del tempo di Avvento: l’attesa della nascita di Gesù, l’attesa che viviamo è gioiosa, un po’ come quando aspettiamo la visita di una persona che amiamo molto, ad esempio un amico che non vediamo da tanto tempo, un parente…

Siamo in attesa gioiosa. E questa dimensione della gioia emerge specialmente oggi, la terza domenica, che si apre con l’esortazione di San Paolo «Rallegratevi sempre nel Signore» (Antifona d’ingresso; cfr Fil 4,4.5). “Rallegratevi!”. La gioia cristiana. E qual è il motivo di questa gioia? Che «il Signore è vicino» (v. 5). Più il Signore è vicino a noi, più siamo nella gioia; più Lui è lontano, più siamo nella tristezza. Questa è una regola per i cristiani. Una volta un filosofo diceva una cosa più o meno così: “Io non capisco come si può credere oggi, perché coloro che dicono di credere hanno una faccia da veglia funebre. Non danno testimonianza della gioia della risurrezione di Gesù Cristo”. Tanti cristiani con quella faccia, sì, faccia da veglia funebre, faccia di tristezza… Ma Cristo è risorto! Cristo ti ama! E tu non hai gioia? Pensiamo un po’ a questo e diciamo: “Io, ho gioia perché il Signore è vicino a me, perché il Signore mi ama, perché il Signore mi ha redento?”.          Continua nell’ ALLEGATO

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SE TU SQUARCIASSI I CIELI E SCENDESSI!

2a. Sr Luisa CiceriDomenica 29 novembre 2020, prima domenica davvento, si è tenuto il consueto Ritiro spirituale. Questanno, a causa delle ben note restrizioni, si è svolto on line, ma non ha perso nulla né in profondità né in interesse. Relatrice è stata suor Luisa  Ciceri, delle suore adoratrici del SS. Sacramento di Rivolta dAdda. Ne riportiamo una sintesi, curata dalla Comunità di Montodine, perché alla fine dellAvvento è utile ripensare alle riflessioni che lo hanno aperto e guidato.

Inizia un Nuovo Anno Liturgico, dono di Dio. Celebrare è fare memoria. Che cosa vogliamo e possiamo iniziare in questo tempo di pandemia? Tra l’altro anche Suor Luisa è in quarantena e, dunque, direttamente coinvolta. San Gregorio di Nizza diceva che la vita è fatta continuamente d “inizi”. Il passato è radice per un nuovo inizio.  Il Signore ci rivolge la sua Parola dove siamo e come siamo.
Il tema del ritiro parte da una espressione del Libro del Profeta Isaia: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi”. È Parola che rende la nostra impotenza e incertezza. È anche una delle preghiere più belle di Israele. Nasce nel tempo dell’esilio. Per Israele vengono meno i punti di riferimento essenziali: la terra, il tempio, ecc. C’è il rischio di non riconoscere più sé stessi e il volto di Dio. Anche per noi oggi sono venute meno tutte le nostre certezze. E allora come il popolo può recuperare le sue certezze? Con il ricordo. Voglio ricordare i benefici del Signore. Fondamentale è la scelta di voler ricordare e riportare nel cuore la storia del popolo e ricordare quali benefici il Signore ha fatto per me (Isaia 63,7). E’ la memoria di una relazione vitale con Dio Padre. Qui per la prima volta il Signore si chiama Padre. E Dio pensa che siamo suo popolo e non lo deluderemo perché Lui ci ha plasmato come argilla. Dio ci porta su di sé come su ali d’aquila. Il popolo, però, si è ribellato e si è allontanato. Tuttavia, sperimentando l’assenza di Dio, se ne desidera il ritorno. Sarebbe bello chiederci che nome diamo a Dio. Io so che Dio è presente e posso parlare con Lui, innalzare il mio grido al suo cospetto. Poco prima, al versetto 16, leggiamo che Dio è nostro Padre e non può sforzarsi nell’insensibilità.           Continua nell’ ALLEGATO

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THE ECONOMY OF FRANCESCO: PARTE SECONDA (Andrea Mobiglia)

3a. The economy...Dopo aver analizzato, in un primo articolo, alcuni degli aspetti presentati al convegno The economy of Francesco, pare importante procedere nel ragionamento e considerare una delle figure teoriche ipotizzate negli studi economici e da cui nasce anche una mentalità distorta e non veritiera della natura umana: l’homo economicus. Per uno sviluppo umano integrale, occorre andare oltre l’homo economicus,

L’ homo economicus è presentato in sintesi come un individuo che agisce solo per un proprio tornaconto personale, calcolando i benefici e i costi del proprio agire e usando esclusivamente questi come criteri per la sua vita; esso è una caricatura estremamente imperfetta e che non spiega la complessità della natura umana. Per smentire il concetto di homo economicus è sufficiente osservare meglio la realtà e porre ad esempio attenzione sulla famiglia, dove al contrario le scelte non avvengono sulla base dell’efficienza economica o su quella di un proprio tornaconto personale (estremizzando, per rendere più chiaro il concetto, si può concludere che per una coppia sposata la scelta più efficiente di carattere economico non è quella di prendersi cura dei figli ma, al contrario, di non farne[1]).          Continua nell’ ALLEGATO

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CON LA LEGGE SULLA LAICITÀ MACRON CREA NUOVI CONFLITTI (Luana Di Micco)

Europe, Religion, Integration: A Lecture by Olivier RoyIl terrorismo non si ferma così – spiega Olivier ROY, docente all’Istituto universitario europeo di Firenze – . L’Eliseo come Sarkozy fa la corte alla destra e confonde valori e principi: così è ideologia.
Il controverso disegno di legge sul separatismo diventato il cavallo di battaglia di Macron nella lotta al terrorismo, sarà discusso in assemblea da febbraio. Introduce obblighi e divieti, tra cui La neutralità dei servizi pubblici, la fine dei finanziamenti esteri dei culti, Ma l’ha anche l’obbligo scolastico dai tre anni, il divieto ai medici di rilasciare dei certificati di verginità e misure per evitare i matrimoni combinati. Alcuni giorni fa il politologo francese Olivier Roy, docente all’istituto universitario europeo di Firenze ha lanciato un appello, insieme ad altre personalità, perché il testo venga ritirato.

Professore, che cosa la preoccupa di più?
Intanto ritengo che questa legge non avrà nessun impatto nella lotta al terrorismo. Perché tornare a legiferare sulle prediche politiche e i discorsi di odio di certi Imam? La legge sulla laicità del 1905 e le leggi seguenti degli anni 80-90 già li condannano. Che rapporto c’è poi tra terrorismo e istruzione a domicilio? Tutti i terroristi hanno frequentato la scuola pubblica. Che rapporto con i certificati di verginità? Dalle jihadiste ci si aspetta che abbiano uno o più mariti. Perché legiferare sulla poligamia? È già vietata e nessun terrorista proviene da famiglie poligame. Le leggi esistenti sono sufficienti. Ma c’è anche un altro problema: si confondono valori e principi. La laicità è un principio giuridico-costituzionale. Il governo lo vuole trasformare in sistema di valori, in ideologia. Rimproveriamo alla Polonia di fare del cattolicesimo un’ideologia di Stato, ma facciamo lo stesso con la laicità. La legge va ritirata, è la solo opzione possibile.           Continua nell’ ALLEGATO

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PIZZAIOLO DONA PIZZE PER IL SUO COMPLEANNO (ANSA)

5a. Pizzaiolo dona pizzeFesteggia i propri 37 anni donando pizze ai bisognosi del paese.

È il generoso gesto di Gaetano Boccia, pizzaiolo di Somma Vesuviana (Napoli), che ieri sera per festeggiare il proprio compleanno ha indossato il grembiule ed ha informato 70 pizze da mezzo metro da distribuire alle famiglie in stato di bisogno del paese, donando un sorriso a grandi e piccini. Oltre alla pizza Gaetano ha regalato anche crocchè e Pepsi-cola, il tutto consegnato a domicilio dai volontari del nucleo di protezione civile “Cobra 2”.

“Sono fatto così – ha spiegato – non mi andava di festeggiare da solo. Sono dieci anni dall’apertura del mio locale, e pur non navigando nell’oro, non posso girarmi dall’altra parte se c’è qualcuno in difficoltà. Ho solo reso felice qualche bimbo ed arricchito il mio cuore. In questo momento di difficoltà dobbiamo essere tutti uniti”. Le pizze, condite con il pomodorino del piennolo del Vesuvio, sono state fatte da Gaetano, la moglie e la madre, con un occhio particolare per quelle destinate alle famiglie con bimbi piccoli, farcite anche con patatine fritte.
“Un grande cuore quello di Gaetano – ha commentato il sindaco Salvatore Di Sarno, che ha contribuito ad individuare le famiglie destinatarie del generoso gesto – è la testimonianza di ciò che sono i miei concittadini: generosi, genuini, veri. Oggi più di ieri dobbiamo dare sorriso a chi rischia di perderlo”. “Bello avere contribuito alla serenità di bambini, anziani, famiglie – ha detto il presidente del nucleo di protezione civile, Vincenzo Secondulfo – domenica tutte le sezioni territoriali della Protezione Civile saranno a Somma Vesuviana per ricordare anche le vittime del Covid dei vari comuni della zona, e disegneremo con i mezzi un enorme albero di Natale, liberando una luce per ognuno dei morti”.

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