CORRIDOI UMANITARI: OCCASIONE PER ACCOGLIERE
Notiziario
Il Centro Missionario informa…
LE TESTIMONIANZE DEI MISSIONARI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE
CONSIGLIAMO LA VISIONE
Kobra inaugura Memoriale della Fede in S. Paulo (Brasile)
Kobra, uno dei maggiori graffitisti del mondo, ha realizzato questa splendida opera in S. Paulo.
Link al video:
https://drive.google.com/file/d/15UFiC5JmzAvqeqkL7G0DeLIM72D3plvQ/view?usp=sharing
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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes
Carissime, Carissimi,
il 12 giugno scorso è stata ricordata la GIORNATA MONDIALE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE e, al di là dei bei discorsi di principio, è stata l’occasione per fare il punto su una reltà sempre molto scottante che spesso, dall’Africa all’India, dal Bangladesh all’America Latina, passando dall’Europa, occupa le prime pagine dei giornali.
Purtroppo i dati che ci vengono forniti dall’UNICEF e dall’ILO-OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) sono allarmanti. 160 milioni è la cifra assoluta, a livello mondiale, di bambini che lavorano e, per la prima volta, negli ultimi vent’anni, il loro numero torna a crescere, al punto che, dopo 18 mesi di isolamento e di chiusure più o meno totali, il loro numero è aumentato del 10%. Un’altra conseguenza della pandemia?
In primo luogo va chiarito che quando si parla di lavoro minorile non si tratta di far bagnare l’orto o di accudire gli animali domestici che possediamo. Si parla di Minori, spesso con poco più di 6 anni, che svolgono lavori pesanti e logoranti. Si tratta di bambini che saltano tutte le tappe del loro normale sviluppo fisico e psicologico per essere proiettati in un mondo che non è il loro, è popolato da adulti e in più è pericoloso. Continua nell’ ALLEGATO
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PER USCIRE BENE DALLA PANDEMIA, RICOSTRUIRE CON PAZIENZA E COSTANZA (Angelus, 13-06-2021)
Le parabole che oggi ci presenta la Liturgia – due parabole – si ispirano proprio alla vita ordinaria e rivelano lo sguardo attento di Gesù, che osserva la realtà e, mediante piccole immagini quotidiane, apre delle finestre sul mistero di Dio e sulla vicenda umana. Gesù parlava in modo facile da capire, parlava con immagini della realtà, della vita quotidiana. Così, ci insegna che anche le cose di ogni giorno, quelle che a volte sembrano tutte uguali e che portiamo avanti con distrazione o fatica, sono abitate dalla presenza nascosta di Dio, cioè hanno un significato. Allora, abbiamo bisogno pure noi di occhi attenti, per saper “cercare e trovare Dio in tutte le cose”.
Gesù oggi paragona il Regno di Dio, cioè la sua presenza che abita il cuore delle cose e del mondo, al granello di senape, cioè al seme più piccolo che ci sia: è piccolissimo. Eppure, gettato in terra, esso cresce fino a diventare l’albero più grande (cfr Mc 4,31-32). Così fa Dio. A volte, il frastuono del mondo, insieme alle tante attività che riempiono le nostre giornate, ci impediscono di fermarci e di scorgere in quale modo il Signore conduce la storia. Eppure – assicura il Vangelo – Dio è all’opera, al modo di un piccolo seme buono, che silenziosamente e lentamente germoglia. Continua nell’ ALLEGATO
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L’EUCARESTIA È PANE DEI PECCATORI, NON PREMIO DEI SANTI (Angelus, 06-06-2021)
Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo. Il Vangelo ci presenta il racconto dell’Ultima Cena (Mc 14,12-16.22-26). Le parole e i gesti del Signore ci toccano il cuore: Egli prende il pane nelle sue mani, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo porge ai discepoli, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo» (v. 22).
È così, con semplicità, che Gesù ci dona il sacramento più grande. Il suo è un gesto umile di dono, un gesto di condivisione. Al culmine della sua vita, non distribuisce pane in abbondanza per sfamare le folle, ma spezza sé stesso nella cena pasquale con i discepoli. In questo modo Gesù ci mostra che il traguardo della vita sta nel donarsi, che la cosa più grande è servire. E noi ritroviamo oggi la grandezza di Dio in un pezzetto di Pane, in una fragilità che trabocca amore, trabocca condivisione. Fragilità è proprio la parola che vorrei sottolineare. Gesù si fa fragile come il pane che si spezza e si sbriciola. Ma proprio lì sta la sua forza, nella sua fragilità. Nell’Eucaristia la fragilità è forza: forza dell’amore che si fa piccolo per poter essere accolto e non temuto; forza dell’amore che si spezza e si divide per nutrire e dare vita; forza dell’amore che si frammenta per riunire tutti noi in unità. Continua nell’ ALLEGATO
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LE OMBRE SULLE ELEZIONI UGANDESI (Susanna Tadiello e Giuseppina D’Amico)

Al potere del 1986, Yoweri Museveni, nei primi anni del suo mandato, fu accolto positivamente, sia a livello nazionale che internazionale, perché riuscì a dare stabilità politica all’Uganda. Fu capace, infatti, di riportare la pace dopo una brutale guerra civile durata oltre 20 anni, nelle regioni del centro-nord, e contrastò con successo la diffusione dell’HIV, portando una relativa prosperità economica.
Con il passare degli anni, tuttavia, molti lamentano che il suo governo sia diventato
sempre più autoritario. Nel paese, in cui l’80% della popolazione ha meno di 30 anni e il tasso di disoccupazione giovanile è elevatissimo, il malcontento per il crescente autoritarismo, la corruzione e le disparità sociali sono ormai in costante aumento.
Nonostante l’Uganda rimanga uno dei paesi più poveri al mondo, Museveni, 76 anni, ha riconfermato il suo sesto mandato, dopo aver più volte modificato la Costituzione per restare al potere e aver tentato di eliminare – in maniera non sempre lecita – tutti gli oppositori politici dalla competizione elettorale, compreso Bobi Wine. Continua nell’ ALLEGATO
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UN PRONOSTICO FACILE FACILE (Fulvio Scaglione)
Il 26 maggio 2021 si sono svolte in Siria le elezioni presidenziali. L’esito è scontato: riconferma del presidente “uscente” Assad. Il problema vero resta un altro: quanti passi indietro servono per voltar pagina
Mentre in Siria si vota per le elezioni presidenziali, azzardiamo un pronostico senza rischi: vince Bashar al-Assad, presidente in carica dal 2000. Questa volta, come nel 2014 e a differenza delle elezioni del 2000 e del 2007, se non altro non è il candidato unico. Non hanno alcuna possibilità i suoi due “rivali”, il ministro per gli Affari parlamentari Abdullah Salloum Abdullah o Mahmoud Ahmad Marie, sopravvissuti alla selezione della Corte Costituzionale che aveva eliminato altri 49 aspiranti.
Paesi come Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno già detto da tempo che non riconosceranno l’esito del voto. Il che è come non riconoscere l’acqua in un giorno di pioggia. Perché comunque Assad è lì. Era lì nel 2011, e continua a fare il presidente della Siria dopo dieci anni di una guerra in cui tutte le parti, la sua come quelle sponsorizzate dall’Occidente, si sono permesse atrocità senza nome e senza fine. Qualche idea in proposito? Continua nell’ ALLEGATO
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NON VOGLIAMO CHE I MILITARI UCCIDANO IL PROPRIO POPOLO (Albertina Soliani)
Myanmar
Albertina Soliani, già senatrice della Repubblica, è stata per molti anni presidente dell’Associazione Amici della Birmania e attualmente dirige l’Istituto Alcide Cervi. Da sempre amica personale di Aung San Suu Kyi, una delle principali figure dell’opposizione birmana, ci manda alcune notizie e soprattutto una testimonianza di prima mano sulla situazione sempre drammatica del Myanmar.
C’è emergenza di aiuti umanitari, ma non ci sono ancora canali sicuri e organizzati. I militari distruggono quello che intercettano, bruciano quintali di sacchi di riso. Il loro nemico è il popolo che resiste. A migliaia le persone sono fuggite nelle foreste, dai villaggi bombardati, senza cibo, medicine, aiuti di prima necessità.
Anche Aung San Suu Kyi è priva di mezzi di sussistenza. Ha chiesto ai suoi avvocati un po’ di contanti per la vita quotidiana sua e delle persone, alcune, che sono con lei. Non vuole avere a che fare con il denaro della giunta. Una specie di sciopero della fame, non sarebbe la prima volta. Anche nella precedente stagione degli arresti, dal 1989 al 2010, fece lo sciopero della fame e vendette i mobili di casa per mangiare. (…) Continua nell’ ALLEGATO
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NOTIZIE DALL’UFFICIO MIGRANTES (La Redazione)
Da inizio anno sbarcate 17.698 persone migranti
Sono 17.698 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Di questi 2.704 sono di nazionalità bengalese (15%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (2.627, 15%), Costa d’Avorio (1.417, 8%), Egitto (1.066, 6%), Eritrea (1.009, 6%), Guinea (952, 5%), Sudan (911, 5%), Marocco (632, 4%), Mali (572, 3%), Algeria (550, 3%) a cui si aggiungono 5.258 persone (30%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Sempre secondo il Viminale fino ad oggi sono stati 2.824 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.
Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 76.744 persone su tutto il territorio nazionale di cui 1.411 negli hot spot (1.194 in quelli della Sicilia e 217 in quelli della Puglia), 49.577 nei centri di accoglienza e 25.756 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 9.779 persone), seguita da Emilia Romagna e Sicilia (10%), Lazio e Piemonte (9%), Campania (7%), Toscana, e Puglia (6%). Continua nell’ ALLEGATO
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