QUEL RAZZISMO SUBDOLO CHE NON È MAI SCOMPARSO…(Raffaele Masto)

fermoVi ricordate Emmanuel, migrante fuggito con la moglie dalla Nigeria di Boko Haram, e ucciso a pugni e a calci per averla difesa dagli insulti da un italiano?

Quattro anni ottenuti con il patteggiamento davanti al giudice, arresti domiciliari, ma con il permesso di andare al lavoro tutti i giorni. È tutta qui la condanna per avere ucciso a pugni e calci un immigrato africano colpevole di avere difeso la sua compagna dagli insulti dello stesso assassino. E’ quanto è stato stabilito dalla sentenza che ha chiuso la vicenda riguardante l’uccisione di Emmanuel Chidi Nnamdi, l’immigrato nigeriano morto a Fermo il 5 luglio 2016 in seguito al pestaggio subito da Amedeo Mancini, ultrà della squadra locale di calcio, finito in carcere subito dopo l’episodio.      L’articolo continua nell’ ALLEGATO