Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

                              in un articolo comparso qualche giorno fa sulle pagine culturali del quotidiano “La Repubblica”, il filosofo Michele CILIBERTO sosteneva la necessità che si avverassero tra di noi un nuovo Umanesimo ed un nuovo Rinascimento. Il motivo di questa affermazione e semplice: Umanesimo e Rinascimento, soprattutto il secondo, non sono stati periodi storici sereni, dove regnava armonia e concordia, come certa storiografia ha cercato di farci credere. Al contrario sono stati anni particolarmente turbolenti se non addirittura caotici. Basti pensare alle continue guerre tra le Signorie italiane e alle successive invasioni francesi e spagnole. Tuttavia proprio in quel periodo così difficile i maggiori artisti italiani dell’epoca non si fecero travolgere dal pessimismo e tanto meno dal disfattismo, “ma reagirono, tentando di dominare con la forza delle idee e con la creatività il disordine, il mutevole. (…) La loro grandezza è nel non chiudersi mai nell’esistente. Anzi lo criticano. E rilanciano sempre, inventando qualche cosa di nuovo: Machiavelli il mito del principe, Michelangelo la Sistina, Campanella la Città del Sole, e così via. sono dei visionari”. Per questo, conclude il professor Filiberto, “mai come adesso gli straordinari pensatori della crisi cinquecenteschi possono insegnarci a non arrenderci, a sfidare il caos creando nuovi modelli di vita”.          Continua nell’ ALLEGATO

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