CORO DI NO AL PIANO CON LA LIBIA PER CHIUDERE LA ROTTA DEL MEDITERRANEO (Migrantes on line)

6-3Per chi è in prima linea a salvare vite e ad accogliere i disperati che fuggono dalle guerre e dalle discriminazioni, il piano che l’Europa intende sottoscrivere con il Paese in guerra è «inaccettabile».

«Chiudere la rotta del Mediterraneo centrale vuol dire costringere le persone a rimanere in una Libia non stabile, non sicura e soprattutto non in grado di rispettare i diritti umani e l’incolumità dei migranti. Si grida all’emergenza, si crea allarme nella società, si cavalca l’onda della paura per ottenere consenso politico. I migranti rischiano la vita in mare perché non hanno alternativa. Bloccare il passaggio nel Mediterraneo non vuol dire, come molti sostengono, evitare che le persone muoiano; al contrario, senza un’alternativa possibile per l’ingresso in Europa, i trafficanti sperimenteranno vie sempre più pericolose e mortali». È quanto sostiene padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli.          L’articolo continua nell’ ALLEGATO