CONTINUA IL FONDO SAN GIUSEPPE LAVORATORE – #CHIESACONVOI” (Claudio Dagheti)

2a. Continua il fondo S. Giuseppe...“Lorenzo è un giovane padre, vive con la moglie e la figlia. È un pizzaiolo, è stato in cassa integrazione da marzo a maggio, ha ripreso nei mesi estivi l’attività lavorativa ma con una riduzione dell’orario. Con il nuovo lockdown alterna la cassa integrazione a qualche giorno di lavoro a settimana. Alla moglie, operaia con contratto a tempo determinato, non è stato rinnovato il contratto perché il Covid ha provocato una diminuzione del lavoro nell’azienda.”

Carissimi,  ho scelto di aprire questa lettera di avvento con una delle tante storie che quotidianamente ascoltiamo al Centro di Ascolto diocesano e nei Centri di Ascolto parrocchiali, così da provare a narrare quello che sta accadendo dal punto di vista sociale (ed in parte economico) in questa seconda ondata di pandemia.

Il sostegno della diocesi di Crema
Il fondo “San Giuseppe lavoratore – #CHIESACONVOI” ha sostenuto, alla data in cui vi scrivo, 227 nuclei famigliari residenti nella diocesi di Crema ed entrati in difficoltà a causa della pandemia. Molti hanno perso il lavoro a causa di contratti a tempo determinato che non sono stati rinnovati, oppure si sono trovati costretti a chiudere partite iva o attività commerciali. Molti non hanno ricevuto la cassa integrazione per quattro, cinque o sei mesi e, quando hanno cominciato a riceverla si è rivelata intermittente e molto lontana dall’80% della retribuzione che ricevevano precedentemente (differenza dovuta alle modalità con il quale veniva generato lo stipendio). Il risultato è che molte persone hanno avuto la necessità di chiedere aiuto per sostenere l’affitto, il mutuo, le spese per le utenze e, purtroppo, anche per aiuti alimentari.           Continua nell’ ALLEGATO

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