Notiziario

CELEBREREMO IL NATALE, MA SENZA LA GIOIA E LA SERENITÀ DEGLI ALTRI ANNI

2a. S. Natale P. ZanchiPadre Zanchi ci racconta in questa breve, ma densa lettera, la difficile situazione che stanno vivendo in Bangladesh.                                                                 

Santo Natale 2020 –          

Carissimi Amici di Crema , cordiali saluti dalla missione di Suihari!
Abbiamo cominciato il nuovo anno con tanta buona volontà programmando tante iniziative, che purtroppo sono state bruscamente interrotte e cancellate per l’arrivo e per la diffusione della pandemia di Coronavirus.
Il governo ha dichiarato il lockdown il 18 marzo ’20 chiudendo scuole, università, uffici, industrie tessili, mezzi di trasporto, luoghi di culto…dando obbligatorie disposizioni sanitarie di prevenzione e di difesa dal coronavirus. Mentre alcune attività e ambienti sono stati poi parzialmente aperti, non così per la scuola, con grave danno per gli studenti, soprattutto di quelli che vivono nei villaggi.
Anche i ragazzi/e dei nostri due Ostelli sono tornati a casa. Non sappiamo ancora quando  e come potremo riprendere le nostre attività e la nostra scuola. Il Ministro dell’Istruzione continua a ripetere che non ci sono ancora condizioni favorevoli per una riapertura.          Continua nell’ ALLEGATO

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È NATALE: NASCE GESÙ, CONTINUA A NASCERE ANCHE QUEST’ANNO… (Gianni e Nancy)

3a. E' NataleRiportiamo questa riflessione inviataci da Gianni e Nancy Vaccaro, due volontari che operano in Perù, nell’estrema periferia meridionale di Lima. Hanno fondato   Yachay Wasi de Tablada, un’Associazione educativa senza fine di lucro finalizzata ad uno sviluppo integrale e solidale e che cerca di costruire insieme alla gente dei villaggi spazi di vita dignitosi, umani e di pace.

Gesù nasce, perché “Dio ascolta il grido del Suo Popolo..”.
Gesù nasce in una stalla, povero, debole e vulnerabile.
Però nasce ed attira i milioni di pastori erranti e profughi di oggi, nominati come i veri RE dal Dio della Vita, che non li vuole più esclusi e impauriti, per tutte le minacce di morte degli Erode di sempre.
Emigrante per scappare a tutte le violenze prodotte dagli Erodi di oggi, apparentemente invincibili, ci ricorda che la Vita, in armonia con tutti e con la creazione, vincerà.
E vincerà con l’unica forza della parola, che si trasforma in speranza, comunione e fraternità universale.
Così quest’anno Gesù nasce nelle stalle di tutte le povertà escludenti di oggi.
Nasce nei centri di terapie intensive o nei letti delle nostre case, perché non c’è posto per loro … nei reparti specializzati, agonizzando contro il coronavirus.          Continua nell’ ALLEGATO

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IL SORRISO DI AGITU IDEA GUDETA (Annalisa Camilli)

4a. GudetaAgitu Idea Gudeta era soprattutto il suo sorriso: un’espressione aperta, piena di fiducia che offriva come un sacchetto d’oro a chi la incontrava. Era una donna piena di vita, indipendente, colta, impavida. Per questo non riesco a pensare che sia morta. E la notizia che sia stata uccisa con un martello nella sua casa in Trentino provoca un dolore indicibile.

L’avevo incontrata per la prima volta nel 2016 a Trento e poi, da allora, molte altre volte in occasioni pubbliche in cui era invitata a parlare del suo impegno per i diritti umani e contro il land grabbing in Etiopia, ma anche della possibilità che si era inventata di fare l’allevatrice di capre nelle valli trentine e di mettere in piedi un’azienda casearia in cui riusciva a conciliare la sostenibilità ambientale e la qualità della produzione, recuperando le specie di capre autoctone che faceva pascolare nei terreni demaniali abbandonati. Ne aveva parlato anche nel 2017 al festival di Internazionale a Ferrara con i ragazzi di Occhio ai media.

Come aveva raccontato lei stessa era arrivata in Italia nel 2010 “con duecento euro in tasca”, dopo essere scappata dal suo paese, l’Etiopia, dove era perseguitata per il suo attivismo contro le speculazioni e gli espropri forzati dei latifondisti che costringono i piccoli agricoltori e gli allevatori ad abbandonare i loro terreni. Era venuta prima per studiare sociologia a 18 anni, aveva imparato molto bene l’italiano e per questo nel 2010 aveva chiesto l’asilo in Trentino, quando aveva capito che in Etiopia rischiava di essere uccisa. Invece è stata assassinata a Frassilongo, nel maso e nell’azienda che aveva fondato e che l’aveva fatta conoscere in tutto il paese per la qualità dei suoi formaggi. Avrebbe compiuto 43 anni il 1 gennaio.          Continua nell’ ALLEGATO

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ONLINE IL CIRCO DEI FRATELLI GRIONI (Luciano Zanardini)

5a. On line il circo GrioniUn’ora di circo online. La proposta arriva da Calcinato e precisamente dal Circo Grioni che in questi mesi sta cercando il modo di reggere all’urto della pandemia. Quest’anno, per evidenti motivi, non è possibile assistere agli spettacoli dal vivo, ma sul divano di casa si potranno trascorrere 60 minuti tra divertimento e stupore per la bravura degli artisti. Non mancheranno le più belle attrazioni: giocolieri, lanciatori di coltelli, maghi illusionisti e la sfilata degli animali della fattoria…

 Giorni, anzi anni, di allenamento per esprimere questa forma d’arte viaggiante che è stata codificata alla fine del Settecento. In questo caso parliamo di un’impresa familiare che coinvolge 18 professionisti (attualmente sono 13 perché in cinque hanno raggiunto le loro famiglie) e poggia sulle spalle del direttore artistico Marco Grioni, 39 anni. Figlio di Roberto, un docente di biologia e agente per il settore circense, Marco è sposato con quattro bambini. Il Circo fratelli Grioni ha tra i suoi protagonisti proprio i più piccoli del nucleo familiare: Matteo, 11 anni, clown e acrobata; Luca, 13, recordman nazionale di equilibrista su rullo oscillante (a gennaio lo vedremo anche a Italia’s got talent); Ylenia, 8 anni, più giovane equilibrista sul globo (la palla gigante) e, infine, Giada, quattro anni, truccata da clown. Matteo e Luca si sono formati all’Accademia del circo della famiglia Togni.          Continua nell’ ALLEGATO

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Il Centro Missionario informa…

 LE TESTIMONIANZE DEI MISSIONARI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE

CONSIGLIAMO LA VISIONE

Padre Gigi: condivisione del messaggio di Natale

“Ho avuto la gioia di riabbracciare la mia famiglia, la libertà…” così padre Gigi inizia il suo particolare ‘commento’ al Vangelo, in cui ripercorre quanto ha vissuto nel deserto dal 17 settembre 2018 all’ottobre 2020.
(da canale youtube de “Il Nuovo Torrazzo”)

https://youtu.be/EIBVZgM-hJc

Iscriviti al canale di youtube del “Centro Missionario Diocesi di Crema”, per essere avvisato ad ogni pubblicazione di un nuovo video. Link: https://www.youtube.com/channel/UCV1dJoWbFRA2sSAwpJTBpxg

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25 dicembre 2020 | Santo Natale | 7 gennaio 2021

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Gëzuar Krishtlindjet – Shèngdàn jié kuàilè – krisamas kee badhaee -щасливого Різдва – Maligayang Pasko – Feliz Navidad
Feliz Natal – Crăciun fericit – Joyeux Noël – Merry Christmas

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, carissimi,

                                      è davvero un Natale speciale quello che stimo vivendo quest’anno. Senz’altro difficile, ma ricco di sorprese. Per esempio non avrei mai pensato di ricevere biglietti di questo tenore:
In questo Natale così particolare è difficile, ho pensato di devolvere quanto avrei speso per i vostri regali al FONDO SAN GIUSEPPE perché le persone senza lavoro stanno vivendo un periodo ancora più duro del nostro…”
Questo sarà un Natale particolare, lo sentiamo dire ogni giorno… il Covid ci fa vivere nella paura della malattia e ha trascinato molte famiglie nell’incubo di difficoltà economiche sempre maggiori. Lo spirito del Natale è però uno spirito di speranza, di gioia, di pace e serenità ed è in nome di questo spirito che ho scelto di sostenere il FONDO SAN GIUSEPPE e la SAN VINCENZO del mio paese, donando loro quanto avevo destinato all’acquisto dei regali per parenti e amici…”          Continua nell’ ALLEGATO

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GESÙ PORTI PACE E SPERANZA NEL MONDO LOGORATO DA GUERRE E PANDEMIA

1a. Messaggio Urbi et OrbiMessaggio Urbi ed Orbi rivolto “alla città e al mondo” di papa Francesco in occasione del Natale 2020

Vorrei far giungere a tutti il messaggio che la Chiesa annuncia in questa festa, con le parole del profeta Isaia: «Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9,5).
È nato un bambino: la nascita è sempre fonte di speranza, è vita che sboccia, è promessa di futuro. E questo Bambino, Gesù, è “nato per noi”: un noi senza confini, senza privilegi né esclusioni. Il Bambino che la Vergine Maria ha dato alla luce a Betlemme è nato per tutti: è il “figlio” che Dio ha dato all’intera famiglia umana.
Grazie a questo Bambino, tutti possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo “Padre”, “Papà”. Gesù è l’Unigenito; nessun altro conosce il Padre, se non Lui. Ma Lui è venuto nel mondo proprio per rivelarci il volto del Padre. E così, grazie a questo Bambino, tutti possiamo chiamarci ed essere realmente fratelli: di ogni continente, di qualsiasi lingua e cultura, con le nostre identità e diversità, eppure tutti fratelli e sorelle.

Fraternità.  In questo momento storico, segnato dalla crisi ecologica e da gravi squilibri economici e sociali, aggravati dalla pandemia del coronavirus, abbiamo più che mai bisogno di fraternità. E Dio ce la offre donandoci il suo Figlio Gesù: non una fraternità fatta di belle parole, di ideali astratti, di vaghi sentimenti… No.          Continua nell’ ALLEGATO

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E’ POSSIBILE UN NATALE IN TEMPO DI PANDEMIA? (P. José MIZZOTTI)

2a. Articolo P. MizzottiÈ quello che si chiede, in questa sofferta lettera, P. Giuseppe Mizzotti. Inviata da Bergamo e non da Lima, dove P. Giuseppe sogna di ritornare, cerca di fare chiarezza sui luoghi comuni che da troppo tempo accompagnano il Natale

Bergamo, Natale 2020

Carissimi amici ed amiche,

da Bergamo vi scrivo, non da Lima… un primo segno di esilio prolungato, non voluto, sofferto, imposto da un virus invisibile ma implacabile… che ci obbliga tutti, in Perù ed in Italia, a celebrare queste feste a partire dalla nostra esperienza di fragilità che la pandemia ci fa sperimentare in tutta la sua tragicità.
La paura, l’insicurezza, il dolore di fronte a tanta sofferenza, l’impotenza per immunizzare il virus e per curare le ferite aperte nella nostra organizzazione sociale: l’orizzonte si fa scuro e non è facile guardare avanti con fiducia.
Tanto qui come in Perù, tutti, in questo contesto, soffriamo la fragilità…
Oltretutto la pandemia non fa distinzioni tra polmoni di ricchi e polmoni di poveri…
Ma poi la distinzione la facciamo noi, perché non è la stessa cosa essere povero o essere ricco di fronte all’aggressività del virus… i mezzi per proteggerci sono tremendamente differenti…          Continua nell’ ALLEGATO

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NATALE TEMPO PER TRASFORMARE LA FORZA DELLA PAURA IN FORZA DELLA CARITÀ E DELLA CONDIVISIONE (P. Angelo RIBOLI)

3a. P. Angelo RiboliCarissimi Amici di Crema,

stiamo vivendo  un momento molto particolare  della nostra vita. Stiamo lottando contro un nemico invisibile che ci sta distruggendo. Nessuna nazione, nessun popolo, nessuna cultura nessun potere è immune da questo virus che ci sta condizionando e annientando  giorno dopo giorno.
La Santa Pasqua è stata celebrata a porte chiuse. Ognuno ha vissuto il Triduo Pasquale in solitudine o in ambito familiare uniti in collegamento a mezzo computer con il resto della comunità Cristiana.
Anche noi in Kenya siamo stati condizionati dagli avvenimenti e delle restrizioni dal Coronavirus.
In un primo momento sono state chiuse le scuole di tutti I gradi di formazione. Di conseguenza le Chiese e i luoghi di culto; invitati ad evitare le uscite non necessarie; il coprifuoco dalle 7 di sera alle 5 del mattino.
Obbligo delle mascherine.          Continua nell’ ALLEGATO

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