Notiziario

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0001a. Illegali le armi nucleari

Dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il

 Trattato per la proibizione delle armi nucleari.

Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante

che vieta esplicitamente questi ordigni, il cui utilizzo ha un impatto

indiscriminato, colpisce in breve tempo una grande quantità di persone

e provoca danni all’ambiente di lunghissima durata.

Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone

a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie

per un mondo senza armi nucleari, contribuendo all’avanzamento della pace

e della cooperazione multilaterale, di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno.

PAPA FRANCESCO – UDIENZA GENERALE – 20.01.21

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

                                       finalmente una BUONA NOTIZIA davvero grande!
Come anticipato dall’immagine di copertina, venerdì scorso 22 gennaio è entrato in vigore il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN). Ciò significa che, grazie a questo nuovo trattato, le armi nucleari diventano illegali.
«È un evento storico che allontana il flagello della guerra nucleare dal mondo» è quanto afferma il Tavolo per la Pace di Cremona. È anche una vittoria della società civile che ha agito attraverso la campagna ICAN, che in inglese significa “io posso”, ma allo stesso tempo è l’acronimo di Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari che nel 2017 vinse appunto il Premio Nobel per la pace. Il TPAN è stato approvato proprio nel 2017 dall’Assemblea dell’ONU da 122 Paesi membri e ratificato da 50, mentre altri 30 paesi hanno in atto procedure di ratifica.
Sono 13.400 le testate atomiche esistenti nel mondo, in continua modernizzazione e con costi da capogiro: 140.000 dollari al minuto per un totale di oltre 70 miliardi di dollari solo nel 2019. «Se si calcolano anche i costi indiretti – prosegue il documento della Tavola per la Pace di Cremona –  come i danni ad ambiente e salute o la difesa missilistica per proteggere le testate nucleari, il costo supera i 100 miliardi l’anno. Cifre enormi e in costante crescita. Insopportabili e vergognose di fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale dovute alla pandemia oltre che alle cifre attuali della povertà e del sottosviluppo.         Continua nell’ ALLEGATO

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L’INCONTRO CON GESÙ NON SI DIMENTICA MAI (Angelus, 17-01-2021)

1a. AngelusIl Vangelo di questa seconda domenica del Tempo Ordinario (cfr Gv 1,35-42) presenta l’incontro di Gesù con i suoi primi discepoli. La scena si svolge presso il fiume Giordano, il giorno dopo il battesimo Gesù. È lo stesso Giovanni Battista a indicare a due di loro il Messia con queste parole: «Ecco l’agnello di Dio!» (v. 36). E quei due, fidandosi della testimonianza del Battista, vanno dietro a Gesù. Lui se ne accorge e chiede: «Che cosa cercate?», e loro gli domandano: «Maestro, dove dimori?» (v. 38).

Gesù non risponde: “Abito a Cafarnao o a Nazaret”, ma dice: «Venite e vedrete» (v. 39). Non un biglietto da visita, ma l’invito a un incontro. I due lo seguono e quel pomeriggio rimangono con Lui. Non è difficile immaginarli seduti a farGli domande e soprattutto ad ascoltarLo, sentendo che il loro cuore si riscalda sempre più mentre il Maestro parla. Avvertono la bellezza di parole che rispondono alla loro speranza più grande. E all’improvviso scoprono che, mentre intorno si fa sera, in loro, nel loro cuore, esplode la luce che solo Dio può donare. Una cosa che attira l’attenzione: uno di loro, sessant’anni dopo, o forse di più, scrisse nel Vangelo: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39), scrisse l’ora. E questa è una cosa che ci fa pensare: ogni autentico incontro con Gesù rimane nella memoria viva, non si dimentica mai. Tanti incontri tu li dimentichi, ma l’incontro vero con Gesù rimane sempre. E questi, tanti anni dopo, si ricordavano anche l’ora, non avevano potuto dimenticare questo incontro così felice, così pieno, che aveva cambiato la loro vita.         Continua nell’ ALLEGATO

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NEL MONDO POST-VACCINAZIONE MODELLI ALTERNATIVI PER IL FUTURO DELLA MADRE TERRA. (Leonardo Boff)

World environment day conceptPubblichiamo, in esclusiva per l’Italia, la seconda parte della riflessione dell’eco-teologo brasiliano Leonardo Boff sulle reali possibilità di una trasformazione dei rapporti con la Terra: dallo sfruttamento ad un uso rispettoso e filiale. Cinque ipotesi alternative a confronto.

Ecco alcune alternative, poiché i signori del capitale e della finanza sono in furiosa articolazione l’uno con l’altro per salvaguardare i propri interessi, fortune e potere politico.
Il primo sarebbe il ritorno al sistema capitalista neoliberista estremamente radicale. Lo 0,1% dell’umanità (i miliardari) userebbe l’intelligenza artificiale con miliardi e miliardi di algoritmi, in grado di controllare ogni persona sul pianeta, dalla sua vita intima, privata e pubblica, al dentifricio che sta utilizzando. Sarebbe un dispotismo di un altro ordine, cibernetico, sotto l’egida del controllo-dominio totale della vita delle persone. Ma dobbiamo contare sul fatto che ogni potere provoca sempre un contro-potere. Sicuramente ci sarebbe una grande resistenza e persino ribellioni causate dalla fame e dalla disperazione con migliaia e persino milioni di vittime.          Continua nell’ ALLEGATO

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LA SOLIDARIETÀ SEGNO DI VERA SPERANZA PER TUTTI (Pina Rabbiosi)

3a. La solidarietàCASA DO SOL – BRASILE

Pina Rabbiosi, storica volontaria del progetto educativo Casa do Sol a Bahia (Brasile) racconta come è passato questo anno difficile e come la clausura sia stata vissuta nelle periferie della città di Salvador. Non solo nessuno è stato o si è sentito abbandonato, ma le difficoltà hanno moltiplicato le energie per aiutare tutti coloro che avevano bisogno.

Dicembre 2020 –      Amiche e amici cari,
pur non essendo in Brasile, quest’anno la pandemia mi ha impedito di andare, voglio condividere con voi un poco della vita, delle vite, che Casa do Sol ha continuato a proteggere e alimentare. Anche in Brasile le scuole hanno dovuto chiudere. Lo stato della Bahia è stato il primo a imporre il lockdown disobbedendo a Bolsonaro, grazie alla preziosa collaborazione tra il Governatore dello Stato e il Sindaco di Salvador nonostante siano di partiti opposti, per questo l’epidemia non ha raggiunto le dimensioni allarmanti del resto del Paese.
Così anche Casa do Sol ha dovuto interrompere le sue attività. Ma questa interruzione è stata breve; rapidamente l’équipe locale, che ora la gestisce, e il gruppo di educatori si sono attivati per poter seguire i bambini, i ragazzi e le loro famiglie, che col protrarsi della crisi rischiavano anche di non avere più come alimentarsi. Essendo un’istituzione conosciuta e stimata per il suo lavoro, varie entità locali e la Segreteria dell’Educazione del Comune, hanno donato e fornito alimenti come avveniva durante le attività regolari.            Continua nell’ ALLEGATO

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LA SOLIDARIETÀ DEI VESCOVI ALLA GENTE DI BENI (Filippo Ivardi Ganapini)

4a. Solidarietà Vecsovi BeniMentre la società civile ha dichiarato due giorni di lutto per il 23 e 24 gennaio, una delegazione di presuli sta visitando le aree più colpite dalla violenza. Appello di mons. Ekanga: «Tornate ad essere umani»

«Tutta la Chiesa soffre a causa delle uccisioni che continuano di Beni». È il grido di monsignor Francois Xavier Maroy Rusengo, arcivescovo di Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu nell’est della Repubblica democratica del Congo. «I nostri cuori sanguinano per Beni», gli fa eco monsignor José Moko Ekanga vice presidente della Conferenza episcopale congolese (Cenco).
Questi richiami sono riecheggiati domenica scorsa nella parrocchia di Santa Teresa d’Avila di Beni, nel Nord Kivu, durante la messa in occasione della visita di una delegazione composta da rappresentanti della Cenco e dell’Associazione delle Conferenze episcopali dell’Africa centrale (Aceac), che, a partire da venerdì scorso, ha deciso di portare solidarietà alle popolazioni della regione, che da anni sono sotto tiro di gruppi armati.
I massacri nella zona si intensificano infatti in prossimità del periodo dei raccolti del cacao. Proprio per questo l’arcivescovo tuona contro i ribelli e i loro crimini: «Sono ladri che vengono a raccogliere là dove non hanno seminato». Ma sono soprattutto le ricchezze del sottosuolo a interessare un numero non definito di gruppi armati che giorno e notte seminano il panico tra la popolazione.
Si tratta di bande armate, ognuna con il proprio acronimo e la propria specificità etnica o religiosa, che occupando diversi lembi di terra controllano minerali come cassiterite, oro, diamanti, coltan nell’impunità quasi totale e si muovono con disinvoltura grazie a una fitta rete di complicità locali. Queste bande commettono crimini efferati costringendo la popolazione alla fuga o al silenzio.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE DAL CENTRO MISSIONARIO (La Redazione)

PREGARE SEMPRE PER I MISSIONARI

Riceviamo questa comunicazione dal Gruppo di Animazione Missionaria della U.P. S. Cuore-San Carlo-Mosi
Al termine del mese missionario, che ci ha visti impegnati ogni settimana con un’attività differente, ci siamo chiesti, nel momento della valutazione, come potevamo mantenere viva l’attenzione delle tre Comunità sul tema delle missioni, senza necessariamente ridurre tutto alla raccolta fondi. Alla fine ci è parso che la cosa più sensata fosse spostare l’attenzione nostra e di tutti dalla missione, che è un termine vago è un po’ generico, ai Missionari, alla loro persona e alla loro azione. Allo stesso tempo ci è sembrato importante non limitarci ai Missionari originari delle nostre parrocchie, ma a tutti i Missionari della nostra diocesi, Perché la missione, una volta definiti i suoi obiettivi, non fa alcuna distinzione e soprattutto, perché sia efficace, supera ogni confine.

Per questo abbiamo pensato, in accordo con il Consiglio Pastorale, di pregare di 15 in 15 giorni per un Missionario o una Missionaria della nostra Diocesi. All’inizio della quindicina viene letta, durante tutte le messe del sabato e della domenica, una scheda che presenta brevemente la vita del “nostro” Missionario: dalla nascita fino all’attuale attività, passando attraverso le tappe principali che hanno scandito la sua vita.          Continua nell’ ALLEGATO

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“Rinnovo l’appello ai responsabili politici e al settore privato affinché adottino le misure adeguate a garantire l’accesso ai vaccini
contro il Covid-19 e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati e tutti coloro che sono più poveri e più fragili
e duole constatare che, accanto a numerose testimonianze di carità e solidarietà,
prendono purtroppo nuovo slancio diverse forme di nazionalismo, razzismo, xenofobia
e anche guerre e conflitti che seminano morte e distruzione”.
FRANCESCO – Messaggio 54a Giornata Mondiale per la Pace

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

sono passati 10 mesi quando l’Italia divenne tutta intera e per la prima volta un’unica zona rossa. In quell’occasione la poetessa Mariangela GUALTIERI ci regalò la poesia “9 marzo duemilaventi” che terminava con queste parole:

“Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro”.

E da questa stessa parola, Adesso” comincia il suo nuovo dono poetico per l’inizio dell’anno 2021
che la poetessa ha voluto regalare alle monache e ai monaci della Comunità di Bose, che sul loro sito hanno aperto una sezione dedicata a Lo spazio della cura. In occasione del nuovo anno, infatti, hanno chiesto ad alcune amiche e amici di scrivere delle parole per questo futuro. Un’iniziativa per aiutare ad aprire prospettive, allargare lo sguardo, costruire insieme.
Ora, partendo dal Monastero di Bose, questa poesia vuole raggiungere tutti, donne e uomini,
anziani e giovani, persone che continuano a soffrire per la crisi della pandemia e per tutte le situazioni difficili, per aiutare tutti a guardare con più fiducia ai giorni che verranno.       Continua nell’ ALLEGATO

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ANCHE SE SBAGLIAMO DIO CI ACCAREZZA CON LA SUA MISERICORDIA (Angelus, 10-01-2021)

1a. AngelusOggi festeggiamo il Battesimo del Signore. Abbiamo lasciato, pochi giorni fa, Gesù bambino visitato dai Magi; oggi lo ritroviamo adulto sulle rive del Giordano. La Liturgia ci fa compiere un salto di circa trent’anni, trent’anni di cui sappiamo una cosa: furono anni di vita nascosta, che Gesù trascorse in famiglia – alcuni, prima, in Egitto, come migrante per fuggire dalla persecuzione di Erode, gli altri a Nazaret, imparando il mestiere di Giuseppe – in famiglia obbedendo ai genitori, studiando e lavorando. Colpisce che la maggior parte del tempo sulla Terra il Signore lo abbia passato così, vivendo la vita di tutti i giorni, senza apparire. Pensiamo che, secondo i Vangeli, sono stati tre gli anni di prediche, di miracoli e tante cose. Tre. E gli altri, tutti gli altri, di vita nascosta in famiglia. È un bel messaggio per noi: ci svela la grandezza del quotidiano, l’importanza agli occhi di Dio di ogni gesto e momento della vita, anche il più semplice, anche il più nascosto.

Dopo questi trent’anni di vita nascosta inizia la vita pubblica di Gesù. E comincia proprio con il battesimo al fiume Giordano. Ma Gesù è Dio, perché Gesù si fa battezzare? Il battesimo di Giovanni consisteva in un rito penitenziale, era segno della volontà di convertirsi, di essere migliori, chiedendo perdono dei propri peccati.          Continua nell’ ALLEGATO

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