Notiziario

“NON POSSIAMO PIÙ TACERE”! (La Redazione)

3a. Mappa CongoDa padre Elio FARRONATO, missionario comboniano in Congo, riceviamo un forte grido di denuncia. Una denuncia basata su fatti chiari e documentati che portano al vicino Rwanda…

 “Tutti in Italia – scrive padre Elio – avete saputo della morte del nostro ambasciatore Luca Attanasio: una persona squisita, altruista e capace; sapeva accogliere e mettere ciascuno a proprio agio.
Era anche lui un “missionario”: viveva tra noi qui in Congo non come un asettico funzionario burocrate, ma da vero cristiano con una “missione”, un servizio da compiere qui per questi suoi fratelli africani e non. La moglie Zakia Seddiki ha dichiarato che era stato tradito, e ci credo.
Stava infatti indagando su una tragedia nascosta dall’informazione mondiale ma che dura da oltre vent’anni: gente, proveniente soprattutto dal Rwanda e dai paesi vicini, continua impunemente a sgozzare, mutilare e seminare il terrore sulle contrade nell’est del Congo … perché la gente lasci spazio all’infiltrazione rwandese e allo sfruttamento anarchico di coltan e cobalto, elementi ormai essenziali all’informatica. … Non possiamo più tacere, il silenzio diventa complicità con questi seminatori di morte e terrore …”          Continua nell’ ALLEGATO

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TRASFORMARE QUESTA VIOLENZA IN UN ATTO DI FRATERNITÀ (La Redazione)

SUD SUDAN

4a. Trasformare questa violenza...È l’impegno di padre Carlassare, missionario e futuro vescovo di Rumbek, ferito in un attentato. In cura all’ospedale di Nairobi gestito da medici del CUAMM, sta migliorando in fretta. Sempre molto lucido e sereno, ha dichiarato fin dall’inizio di perdonare gli aggressori e ha chiesto di pregare per le persone di Rumbek che soffrono più di lui. All’origine della violenza quasi  sicuramente una questione tribale non risolta.

Nonostante padre Christian vivesse in un’altra regione e con un’altra etnia, quando l’8 marzo scorso il Papa lo ha nominato come vescovo di Rumbek, la gente ha reagito con grande gioia, anche perché la sede della diocesi era vacante dal 2011 quando morì l’allora vescovo Cesare Mazzolari, anch’egli  missionario comboniano. Da tempo aspettavano di ricevere il pastore e quando poi è arrivato il 16 aprile, lo hanno accolto con grande gioia anche per il fatto che padre Christian ha un grande talento per il contatto umano. Non solo, ma in questi giorni ci sono stati molti incontri con diversi gruppi, con il clero, con tutte le persone che sono attive intorno alla città di Rumbek e nella diocesi. Quindi i preparativi per la sua consacrazione stavano andando per il meglio. Poi purtroppo c’è stato questo atto di violenza. Un atto di violenza immediatamente stigmatizzato dal presidente del Paese, Salva Kiir, che si è fatto presente, chiedendo indagini chiare e nel più breve tempo possibile.                  Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE DAL CENTRO MISSIONARIO (La Redazione)

NOTIZIE DALLE MISSIONI

Dedichiamo questo spazio alle Missionarie e ai Missionari che pur inviando brevi scritti, ci lasciano comunque una preziosa testimonianza.

Grazie da parte di suor Anna Maria FUSAR BASSINI

Buon giorno Amici delle Missioni,
vengo a ringraziare di cuore per quanto ricevo da voi!
Non sono molto premurosa nello scrivere e nel ringraziarvi, ma vi assicuro del mio ricordo e delle preghiere mie e delle mie consorelle. Siamo state tutte in terra di Missione e il nostro cuore ritorna spesso indietro nel tempo, a volte con tanta nostalgia, a volte per offrire … aiuto, con la preghiera a chi ancora è all’opera. Ho letto anche la lettera del nostro Vescovo e amo sentire le testimonianze dei nostri Missionari. Di nuovo il mio sentito grazie e, auguri di fervorosa continuazione, del periodo Pasquale.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

LA VIA CRUCIS DEI ‘PICCOLI’ PARLA AL MONDO DEI GRANDI

Ci siamo sicuramente chiesti se con una pandemia in corso, e migliaia di morti ogni giorno, è stato logico dedicare la Via Crucis del Venerdì Santo ad una recita scolastica mancata e ad una partita di pallone andata male.
Abituati a giudicare, dimentichiamo che proprio sui piccoli-grandi dispiaceri dei bambini spesso si costruisce l’impalcatura del malessere adulto. Il loro linguaggio va accolto e ascoltandolo scopriamo che anche i bambini hanno delle croci che non sono né più leggere né più pesanti di quelle dei grandi e pesano anche di notte, impedendo di dare respiro ai loro sogni.
Le loro riflessioni parlano di bullismo, di solitudine, di nostalgia per gli amici, il dolore per la perdita di un nonno e i disegni che hanno illustrato la Via Crucis sono stati realizzati da bambini con alle spalle storie di abbandono e di paura.
I piccoli ci insegnano che correggere un fratello, anche se necessario, costa fatica, che donare dà più gioia che ricevere, che si sta male quando vieni preso in giro e non ti invitano alle feste.          Continua nell’ ALLEGATO

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Il Centro Missionario informa

IL PATRIARCA DEL POPOLO 

8a. Il-patriarca-del-popolo

Michel Sabbah si racconta è un incontro online che propone la prima visione italiana del film The People’s Patriarch, che documenta le vicende di un popolo sotto occupazione militare narrate dalla voce profetica del primo patriarca latino di Gerusalemme di origine palestinese.
Monsignor Michel Sabbah parteciperà al webinar promosso dalla campagna “Ponti e non muri” di Pax Christi Italia insieme alla produttrice del film Lily Habash, a Violette Khoury e a Omar Harami di Sabeel (Centro ecumenico della teologia della liberazione).
Abbiamo voluto sperimentare questa nuova modalità, un webinar trasmesso sulla piattaforma di EMI, più stabile e semplice da usare.

Online 15 maggio, ore 18

Basta iscriversi collegandosi a questo link:
https://www.emi.it/prodotto/il-patriarca-del-popolo/
Riceverete via mail la conferma di iscrizione ed in prossimità del webinar riceverete il link per collegarvi.

Vi aspettiamo.         (Rossana per lo Staff della Campagna Ponti e non Muri di Pax Christi Italia)

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,
avevamo programmato questo numero in un certo modo, ma due avvenimenti di indubbia gravità ci costringono a cambiare struttura. In primo luogo la notizia della morte di Nadia DE MUNARI, volontaria dell’Operazione Mato Grosso in Perù, sopravvenuta all’aggressione di sei giorni fa, poi questa mattina il ferimento di padre Christian CARLASSARE, comboniano e vescovo nominato di Rumbek in Sud Sudan. Sono due avvenimenti che ci interrogano profondamente sul nostro essere testimoni di speranza.
A questi due fatti abbiamo così dedicato uno spazio apposito all’interno della Circolare.
D’altra parte veniamo da una settimana nella quale abbiamo toccato con mano gli estremi di questa speranza/disperazione prima partecipando alla Beatificazione dei dieci martiri del Quiché in Guatemala, poi, quasi contestualmente, assistendo impotenti alla tragedia del naufragio di 130 donne, uomini e bambini, lasciati soli ad annegare nel Mediterraneo. Un mare che da tempo ha smesso di essere ponte tra le genti che si affacciano sulle rive, per diventare tomba per tanti innocenti, se non terreno di scontro tra persone completamente sorde e per di più cieche, perché incapaci di guardare in faccia una realtà, quella della migrazione, che è alla base non soltanto di disperati viaggi verso la vita, quanto di innumerevoli conflitti che si combattono a tutte le latitudini.          Continua nell’ ALLEGATO

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NON ESISTE UN CRISTIANESIMO A DISTANZA (Regina Coeli, 18-04-2021)

1a Regina Coeli.In questa terza domenica di Pasqua, ritorniamo a Gerusalemme, nel Cenacolo, come guidati dai due discepoli di Emmaus, i quali avevano ascoltato con grande emozione le parole di Gesù lungo la via e poi lo avevano riconosciuto «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ora, nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42).

C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello.        Continua nell’ ALLEGATO

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