Notiziario

GESÙ CI TRATTA DA AMICI E CI CHIEDE DI ABITARE NEL SUO AMORE (Regina Coeli, 09-05-21)

1a. Regina coeliNel Vangelo di questa domenica (Gv 15,9-17) Gesù, dopo aver paragonato Sé stesso alla vite e noi ai tralci, spiega qual è il frutto che portano coloro che rimangono uniti a Lui: questo frutto è l’amore. Riprende ancora il verbo-chiave: Ci invita a rimanere nel suo amore perché la sua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena (vv. 9-11). Rimanere nell’amore di Gesù.
Ci chiediamo: qual è questo amore in cui Gesù ci dice di rimanere per avere la sua gioia? Qual è questo amore? È l’amore che ha origine nel Padre, perché «Dio è amore» (1 Gv 4,8). Questo amore di Dio, del Padre, come un fiume scorre nel Figlio Gesù e attraverso di Lui arriva a noi sue creature. Egli dice infatti: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi» (Gv 15,9). L’amore che Gesù ci dona è lo stesso con il quale il Padre ama Lui: amore puro, incondizionato, amore gratuito. Non si può comprare, è gratuito. Donandolo a noi, Gesù ci tratta da amici – con questo amore –, facendoci conoscere il Padre, e ci coinvolge nella sua stessa missione per la vita del mondo.          Continua nell’ ALLEGATO

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TESTIMONI DI SPERANZA (Lettera del Vescovo Daniele)

2a. MessaggioGiovedì 13 maggio si è concluso il mese sacro dei Musulmani del Ramadan. In occasione dell’Id al-Fitr, che è anche un’importante Festa per il mondo islamico, il nostro Vescovo ha inviato, come del resto è tradizione da molti anni, un messaggio. Quello che riportiamo di seguito è stato letto al termine della celebrazione religiosa che ha avuto luogo presso la Colonia Seriana.

 Cari fratelli e sorelle di fede islamica abitanti a Crema e nel Cremasco
sono molto lieto di potervi far pervenire un messaggio di vicinanza e di augurio in occasione della cerimonia di Id al-Fitr, che concluderà il mese sacro del Ramadan 1442 H / 2021 A.D.
Anche quest’anno, il mese sacro del Ramadan è stato vissuto nel contesto della pandemia da Covid-19, che ancora continua a segnare questo nostro tempo, anche se, per la benevolenza divina, quest’anno non è stato così tribolato come l’anno scorso. In ogni caso, voglio ricordare nella mia preghiera tutti coloro che, membri della vostra comunità, sono stati in un modo o nell’altro colpiti dalla pandemia e dalle sue conseguenze, in modo particolare nella salute e nel lavoro.

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UNA PRESENZA DISCRETA (Madre Angela Sambusida)

3a. Madre Angela SambusidaE’ l’esperienza missionaria di madre Angela Sambusida, da tanti anni in Australia. Il contatto con gli immigrati italiani ormai anziani e bisognosi di cure, il catechismo in preparazione ai Sacramenti, l’accompagnamento dei genitori.

   Trebonne , martedì 23 marzo 2021

Carissimi Amici che amate le Missioni,

ecco come oggi lo Spirito Santo mi ha sorpreso aprendo la mail con il vostro invito a percorrere un cammino che non avevo pianificato: scrivervi rispondendo alle vostre richieste.
Come dire no allo Spirito? Cosi apro il mio lap top e, ascoltando il mio cuore, rispondo.
Farvi sapere qualche cosa della mia missione? Ora la definirei “ristretta” nella “grande” estensione del continente Australiano. Sì, sono al servizio della cura pastorale di una sessantina di anziani nella casa di riposo “OZ Care Magdalene Villa” in un piccolo villaggio del North Queensland, a 115 Km nord di Townsville nella direzione di Cains e della Barriera Corallina. Qui in queste grandi estensioni di canna da zucchero i nostri emigrati Italiani, la maggioranza Bresciani e Siciliani, durante gli anni  50 hanno lavorato e sudato per molti anni ed ora sono assistiti  durante i loro ultimi anni di vita.           Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE DAL CENTRO MISSIONARIO (La Redazione)

Momento di preghiera a Caravaggio con padre GIGI

4d. CaravaggioLunedì sera, 17 maggio, è stato celebrato, in una Basilica a dir poco affollata, nei limiti ovviamente consentiti dalla normativa, un momento di Preghiera particolarmente sentito, soprattutto perché richiesto proprio da Padre Gigi Maccalli. È stata un’occasione non solo di ringraziamento, ma soprattutto di ricordo e intercessione per le persone che ancora si trovano nelle mani dei rapitori.
Il Rosario e la Messa sono stati due momenti che si sono perfettamente integrati nel ricordare che le sofferenze di una persona sono anche le sofferenze di un intero Continente e non possiamo essere tranquilli sapendo che altri fratelli stanno soffrendo.
Sul prossimo numero della COMUNICAZIONE riporteremo tutte le testimonianze, a partire da quello della monache Clarisse di Sarzana che hanno offerto un cero votivo e, a seguire, quelle del vescovo Daniele e di padre Gigi.
Riportiamo qui la lettera, letta dal Vescovo all’inizio della Messa, che padre Gianni ZANCHI, missionario in Bangladesh, ha scritto per ricordare come lui, insieme a tantissimi altri missionari sparsi nel mondo, abbiano sempre partecipato a quella che è stata per due anni la preghiera collettiva di un’intera Chiesa.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

CORRIDOI UMANITARI: UNA SOLUZIONE POSSIBILE, BASTA VOLERLA

5a. I corrodoi umanitariÈ stato firmato a Parigi, dai ministri dell’Interno e degli Esteri, dai responsabili della Comunità S. Egidio e dalle Semaines Sociales de France, il rinnovo del protocollo per il progetto “Corridoi Umanitari”, che stabilisce le condizioni di identificazione, accoglienza e integrazione in Francia, nei prossimi due anni, di 300 rifugiati, attualmente in Libano, provenienti dall’Iraq e dalla Siria, con priorità ai più vulnerabili.
Avviati in Italia nel febbraio 2016, i “Corridoi Umanitari” hanno già accolto in Europa ( Italia, Francia, Belgio e Andorra) oltre 3.500 rifugiati in fuga da Siria, Iraq, Libia, Etiopia e Lesbo, ai quali è stato garantito un percorso sicuro di integrazione, salvandoli anche dal rischio di cadere nelle  mani dei trafficanti di esseri umani.
Soprattutto in questo tempo di pandemia, pieno di difficoltà di ogni tipo, è importante non lasciare soli tanti profughi che attendono, con le loro famiglie, una risposta di solidarietà.          Continua nell’ ALLEGATO

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La pandemia di Covid-19 ci ha ricordato
ciò che è veramente importante nelle nostre vite:
la nostra salute,
il nostro rapporto con la natura,
le nostre relazioni con gli altri esseri umani,
la reciproca solidarietà e la collaborazione.

Essa ha sollevato degli interrogativi
sul modo in cui viviamo le nostre vite.
Ha mostrato i punti di forza dell’integrazione europea,
così come le sue debolezze.

Di tutto ciò è necessario parlare.

Dalla Lettera ai cittadini europei firmata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme ad altri Capi di Stato, per la “Giornata dell’Europa”.

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, carissimi,

domenica scorsa è stato beatificato nel Duomo di Agrigento il giudice Rosario LIVATINO, assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990. Riportiamo alcune parti del Messaggio che i Vescovi di Sicilia hanno diffuso per l’occasione. Sono parole significative per la presa di coscienza del problema mafioso che quella Chiesa ha maturato e importanti per noi perché ci indicano quale comportamento dobbiamo mantenere. Purtroppo il problema mafioso non è più una questione regionale, ma nazionale e mondiale, essendosi è lentamente insinuato anche nel nostro tessuto sociale.
«Amati figli e figlie delle Chiese di Sicilia, il Signore ha benedetto ancora questa nostra terra!
L’ha benedetta in uno di noi, cresciuto in una comunissima famiglia delle nostre e in una delle nostre città, dove ha respirato il profumo della dignità e dove ha appreso il senso del dovere, il valore dell’onestà e l’audacia della responsabilità.
L’ha benedetta nella sua giovinezza, che la forza della fede e gli ideali del Vangelo hanno trasfigurato di una bellezza straordinaria, impregnandola di amore per il bene comune, di passione per la verità e di sete della giustizia.             Continua nell’ ALLEGATO 

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RIMANERE IN GESÙ, CON LUI POSSIAMO TUTTO (Regina Coeli, 02-05-2021)

1a. Regina coeliNel Vangelo di questa quinta Domenica di Pasqua (Gv 15,1-8), il Signore si presenta come la vera vite e parla di noi come i tralci che non possono vivere senza rimanere uniti a Lui. Dice così: «Io sono la vite, voi i tralci» (v. 5). Non c’è vite senza tralci, e viceversa. I tralci non sono autosufficienti, ma dipendono totalmente dalla vite, che è la sorgente della loro esistenza.
Gesù insiste sul verbo “rimanere”. Lo ripete ben sette volte nel brano evangelico odierno. Prima di lasciare questo mondo e andare al Padre, Gesù vuole rassicurare i suoi discepoli che possono continuare ad essere uniti a Lui. Dice: «Rimanete in me e io in voi» (v. 4). Questo rimanere non è un rimanere passivo, un “addormentarsi” nel Signore, lasciandosi cullare dalla vita. No, non è questo. Il rimanere in Lui, il rimanere in Gesù che Lui ci propone è un rimanere attivo, e anche reciproco. Perché? Perché i tralci senza la vite non possono fare nulla, hanno bisogno della linfa per crescere e per dare frutto; ma anche la vite ha bisogno dei tralci, perché i frutti non spuntano sul tronco dell’albero.          Continua nell’ ALLEGATO

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