Notiziario

“NON SONO ‘L’IVORIANO’, MA UN ATTIVISTA SOCIO-SINDACALE” (A. Soumahoro)

7a. aboubakar-soumahoro-ansaSiamo in piena campagna elettorale e non mancano le polemiche. L’ultima riguarda il titolo, decisamente infelice per non dire offensivo, scelto dal quotidiano “Libero”, diretto da Alessandro Sallusti, per presentare le candidature di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro con l’Alleanza Verdi Sinistra. “La Sinistra imbarca la Cucchi e l’ivoriano”. Non si è fatta attendere la replica di Soumahoro, che così ha prontamente risposto su Facebook.

“Gentile Direttore di Libero, Dott. Alessandro Sallusti, mi chiamo Aboubakar Soumahoro (e non “l’ivoriano” come mi chiamate in questo articolo) e sono felicemente un italiano di origine ivoriana, laureato in sociologia, che lotta da 20 anni per i diritti civili e per i diritti sociali di tutte e tutti, senza distinzione.          Continua nell’ ALLEGATO

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ADDIO, A DOMANI (Tamara MALLEO)

8a. sabrina-efionayi-addio-a-domaniAddio, a domani di Sabrina Efionayi è un romanzo dal sapore fortemente autobiografico.
Pubblicato da Einaudi, racconta una storia che dovrebbe essere letta da molte persone.

Questa storia avrei voluto scriverla dicendo: io. Perché è la mia. A mano a mano che ci entravo, però, mi sono resa conto di non riuscirci-troppo difficile, troppo doloroso. Avevo bisogno di prendere le distanze, di guardarmi dall’esterno, come se quella che stavo raccontando non fosse la vita mia, ma di qualcun altro.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria Parrocchiale

 EMILCE CUDA, LA TEOLOGA ATTENTA AI TEMI SOCIALI

L’argentina Emilce Cuda è dallo scorso febbraio la responsabile della Pontificia Commissione per l’America Latina.
La sua nomina ha richiamato l’attenzione non solo per il fatto di essere una donna, ma anche per la sua formazione in teologia morale sociale, in particolare sul tema del lavoro e per la sua comprensione globale della Teologia del popolo, base del Pontificato di papa Francesco.
Nata nel 1965 a Buenos Aires, all’età di dieci anni si imbatte in un libro di Platone e da allora non abbandona più il pensiero riflessivo.          Continua nell’ ALLEGATO

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CHIEDO PERDONO…

Ripenso al dramma subito da tanti di voi,
dalle vostre famiglie, dalle vostre comunità;
a ciò che avete condiviso con me sulle sofferenze patite nelle scuole residenziali.

Quando i coloni europei vi arrivarono per la prima volta,
c’era la grande opportunità di sviluppare un fecondo incontro tra culture, tradizioni e spiritualità.
Ma in gran parte ciò non è avvenuto.

Sono qui perché il primo passo di questo pellegrinaggio penitenziale in mezzo a voi
è quello di rinnovarvi la richiesta di perdono
e di dirvi, di tutto cuore, che sono profondamente addolorato:
chiedo perdono per i modi in cui, purtroppo, molti cristiani hanno sostenuto
la mentalità colonizzatrice delle potenze che hanno oppresso i popoli indigeni.

Sono addolorato.

Molti di voi e dei vostri rappresentanti hanno affermato
che le scuse non sono un punto di arrivo.
Concordo perfettamente: costituiscono solo il primo passo, il punto di partenza.
Sono anch’io consapevole che, guardando al passato,
non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato
e che, guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa
per dar vita a una cultura capace di evitare
che tali situazioni non solo non si ripetano,
ma non trovino spazio

FRANCESCO – Incontro con le popolazioni indigene first nations, métis e inuit – Canada – 25 luglio 2022

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

“Carissime, Carissimi,

                              mi stavo apprestando a scrivere qualche nota sul viaggio del Papa e del nostro Vescovo, casualmente partiti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, con mete ed obiettivi molto diversi tra loro, ma uniti da un unico tratto quello dell’UMILTÀ, inconfondibile segno di una Chiesa attenta agli altri, quando sono arrivate, per mano del vescovo Daniele, le prime note di Diario dal Guatemala. Sono freschissime e vanno gustate come una primizia…          Continua nell’ ALLEGATO

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LA PAROLA DI GESÙ È LA PARTE MIGLIORE (Angelus, 17-07-2022)

papaIl Vangelo della Liturgia di questa domenica ci presenta un vivace quadretto domestico con Marta e Maria, due sorelle che offrono ospitalità a Gesù nella loro casa (cfr Lc 10,38-42). Marta si dà subito da fare per l’accoglienza degli ospiti, mentre Maria si siede ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Allora Marta si rivolge al Maestro e gli chiede di dire a Maria che l’aiuti. La lamentela di Marta non sembra fuori luogo; sentiamo anzi di darle ragione. Eppure Gesù le risponde: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10,41-42). È una risposta che sorprende. Ma Gesù molte volte ribalta il nostro modo di pensare. Chiediamoci perché il Signore, pur apprezzando la generosa premura di Marta, afferma che l’atteggiamento di Maria è da preferire.
La “filosofia” di Marta sembra questa: prima il dovere, poi il piacere. L’ospitalità, in effetti, non è fatta di belle parole, ma esige che si metta mano ai fornelli, che ci si dia da fare in tutto ciò che occorre perché l’ospite possa sentirsi ben accolto.     Continua nell’ ALLEGATO

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VIAGGIO APOSTOLICO DEL PAPA IN CANADA (Angelus, 24-07-2022)

2a. Angelus, 24.07.22Buona domenica a tutti, benvenuti! Grazie di questo servizio e anche di questa compagnia: io la vivo come una compagnia… Grazie per il vostro lavoro. Mi piacerebbe salutarvi come sempre. Credo che ce la faccio a girare, possiamo andare.
Stiamo attenti in questo viaggio: come ha detto [Matteo Bruni], è un viaggio penitenziale, facciamolo con questo spirito. Do il benvenuto anche alla “decana” [la giornalista messicana Valentina Alazraki]: è tornata, dopo alcuni viaggi in cui non c’era…
Buona domenica! Io vorrei che oggi… Non c’è l’Angelus, ma facciamolo qui, l’Angelus.            Continua nell’ ALLEGATO

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SICCITÀ, LEZIONI DALLE OASI DEL SAHARA (F. Monica)

La siccità che sta colpendo duramente l’Italia mette in discussione, oltre al nostro modello di sviluppo, la gestione collettiva e individuale delle nostre risorse idriche. In un quadro preoccupante che vede all’orizzonte razionamenti e restrizioni potrebbe essere utile guardare all’Africa e specialmente a quei contesti in cui l’acqua è da sempre una risorsa preziosissima da salvaguardare.
La crisi idrica che stiamo vivendo, con i primi razionamenti e le ordinanze che limitano l’uso per bisogni non prioritari, ci ricorda con forza quanto l’acqua sia una risorsa sempre più fragile e preziosa.
La comodità dei rubinetti sempre a disposizione ci ha portato forse a dare per scontata e inesauribile una risorsa così fondamentale, senza considerare le implicazioni di sprechi e comportamenti quotidiani poco attenti.         Continua nell’ ALLEGATO

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