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Notiziario – Buone notizie

VIVA GLI SPOSI

Tra la partenza e il traguardo in mezzo c’è tutto il resto. 3096-viaggi-di-nozze.s
E tutto il resto è giorno dopo giorno.
E giorno dopo giorno è silenziosamente: costruire”

Con queste parole tratte da una canzone del cantautore Niccolò Fabi, Anna TOSETTI, volontaria IPSIA e CARITAS, ma da sempre e per sempre SCOUT, ha annunciato le sue nozze con Daniele GARBETTA di Padova. La cerimonia si è svolta ieri, sabato 14 maggio, a Chieve, nella chiesa di S. Giorgio Martire. Il Centro Missionario che ha avuto modo di apprezzare in tante occasioni la disponibilità, la generosità verso tutti di Anna, si unisce a tutti coloro che in questi giorni hanno augurato ogni felicità alla coppia.

RIFUGIATA SIRIANA CORRERÀ CON LA TORCIA OLIMPICA A BRASILIA

staffettaHanan Dacka, rifugiata siriana di 12 anni che vive in Brasile dallo scorso anno, correrà oggi a Brasilia portando la torcia olimpica. A seguito di un’accordo con l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, il Comitato Organizzatore dei Giochi olimpici di Rio 2016 ha selezionato Hanan per partecipare alla prima giornata della staffetta della torcia sul territorio brasiliano. Porterà la torcia lungo la Esplanada dos Ministérios poco dopo che la Fiamma olimpica lascerà il Palazzo Presidenziale. In un momento in cui il numero di persone costrette a lasciare la propria casa a causa di conflitti e persecuzioni è il più alto dalla seconda guerra mondiale, il fatto che Hanan porterà la torcia Olimpica attraverso Brasilia – spiega una nota dell’agenzia Onu – rappresenta un gesto di solidarietà verso i rifugiati in tutto il mondo.  Il tratto brasiliano della staffetta della torcia, cominciato il 3 maggio, durerà per quasi 90 giorni, concludendosi con la cerimonia inaugurale prevista per il 5 agosto nello Stadio di Maracana, dove sarà accessa la pira olimpica.

Hanan, che è arrivata in Brasile nel febbraio del 2015, vive con la sua famiglia a San Paolo. Prima viveva nella città di Idlib, nel nord-est della Siria. Quando è scoppiata la guerra, sono fuggiti dal paese e hanno cercato protezione in Giordania, dove hanno vissuto per due anni e mezzo nel campo per rifugiati di Za’atari. La famiglia ha deciso di lasciare la Giordania ed è arrivata in Brasile nell’ambito del programma di visti umanitari speciali che consente ai sopravvissuti ai conflitti di viaggiare verso il più grande paese dell’America Latina e presen- tare lì richiesta di asilo. Ad oggi, circa 8.700 sono i visti speciali rilasciati dalle autorità brasiliane, e di questi oltre 2.000 vengono dalla Siria.                Migrantes on line – 03.05.16

ANCHE I RIFUGIATI POSSONO FARE SQUADRA

calcioDa alcuni decenni nell’unità pastorale delle tre parrocchie di Villacidro (diocesi di Ales-Terralba – Medio Campidano in Sardegna) opera una  frequentata quotidianamente da una quarantina tra bambini e ragazzini impegnati in diverse discipline sportive. Sotto la guida di Mario Sardu, pensionato 67enne, chi non può permettersi di pagare la quota delle società sportive presenti in paese trova spazio e tempo per giocare a costo zero a pallamano, basket e calcetto.

Da qualche mese si è aggiunto anche un gruppo di rifugiati destinati alla zona del Medio Campidano, con i quali è stata formata una squadra inserita nel campionato Open del Csi. Prima di poterli iscrivere sono state fatte tutte le visite del caso, grazie alla disponibilità dei medici e, come sempre accade, la generosità delle persone e il sostegno della parrocchia hanno permesso di portare avanti l’attività, anche se per accompagnare i ragazzi dall’oratorio ai campi di gioco sarebbe urgente riuscire ad avere un minibus. La pratica sportiva ha così permesso di aiutare i rifugiati a trascorrere il tempo in maniera diversa, anche se la loro fuga verso l’Italia in condizioni tutt’altro che favorevoli ha indebolito alcune parti del corpo come le ginocchia, zona spesso interessata da infortuni. L’attività di questi anni ha consentito a molti di praticare una disciplina sportiva e ad alcuni anche di accedere a società locali blasonate. Il fine resta però quello aggregativo per tutti, anche per chi è in attesa di lasciare l’Italia verso altre mete in cerca di un futuro meno precario.        Migrantes on line – 14.04.2016

PROGETTO CASA DO SOL BRASILE

Anche quest’anno, prima in tante scuole poi per tre settimane in altrettanti Grest, sarà con noi il percussionista brasiliano NOMINHO. Non è una novità, perché è il sesto anno che viene in Italia, tuttavia è altamente significativa la sua presenza sia per la singolarità della sua presenza che per l’importanza del progetto che intende sostenere. casa do sol

La singolarità dell’esperienza consiste nel fatto che non siamo noi ad andare in Brasile per conoscere, ma è il Brasile, cioè Nominho, che viene da noi e si fa conoscere. Nominho infatti, affermato percussionista, dedica il suo tempo all’educazione e alla formazione di tantissimi ragazzi di Salvador de Bahia che, senza il suo lavoro, sarebbero risucchiati senza scampo dalla strada. Nello stesso tempo si fa portavoce del Progetto “Giovani: diritto alla vita ed alla felicità”, promosso e gestito, nei quartieri periferici della grande città brasiliana, da CASA DO SOL, un’Associazione brasiliana da oltre vent’anni impegnata in ambito educativo. A sostegno di questo ambizioso progetto, la Siembra e il Centro Missionario, la sera di sabato 16 aprile, organizzano presso la Cascina Arcobaleno (Capergnanica) una cena brasiliana.                           Casa do sol vedi  ALLEGATO

    Cena vedi LOCANDINA

LA VISITA DEL PAPA A LESBO. È UN GESTO ECUMENICO E UN SEGNO PROFETICO DI MISERICORDIA

“La visita a Lesbo di Papa Francesco, con il Patriarca Bartolomeo I e l’arcivescovo Hieronimus II il 16 aprile prossimo è un’altra tappa dei viaggi della misericordia che il Papa ha realizzato a partire dal viaggio di Lampedusa nel 2013, con un’attenzione particolare al mondo dei migranti e dei rifugiati”. E’ quanto afferma Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes dopo l’annuncio della visita dato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede.PapaLampedusa

Dopo Lampedusa, nel luglio del 2013, il Papa ha incontrato e condiviso le sofferenze dei rifugiati e richiedenti asilo al Centro Astalli di Roma, al confine tra Messico e Stati Uniti, al Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, “richiamando sempre il dovere della accoglienza, del rispetto e della tutela della dignità di ogni persona costretta a migrare, ricordando anche le cause di chi oggi è in fuga e bussa alle porte dell’Europa: le guerre, i disastri ambientali, le persecuzioni politiche e religiose, la miseria”.

 

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INTEGRAZIONE: SINDACO DI RIACE SULLA RIVISTA “FORTUNE”

DOMENICO-LUCANOLa prestigiosa rivista “Fortune” lo ha inserito tra i 50 personaggi più influenti al mondo. Ed il bello è che è l’unico italiano di questa “top 50”. Si chiama Domenico Lucano, e da tre mandati è sindaco di Riace, paesino calabrese di poco più di duemila abitanti che deve la sua notorietà al ritrovamento dei celebri bronzi. È finito fianco a fianco con Angela Merkel, papa Francesco e l’ad di Apple, Tim Cook, ma non per il suo conto in banca o il suo patrimonio immobiliare: il sindaco di Riace s’è aggiudicato la nomination per il suo impegno concreto nel campo dell’immigrazione. Il piccolo comune calabro, 1.820 abitanti, da quando Lucano è primo cittadino ha dato ospitalità ad oltre 6mila immigrati che, tra l’altro, hanno avviato anche una serie di attività artigianali ed imprenditoriali che hanno determinato la rivitalizzazione della cittadina.

Il primo sbarco avvenuto nel 1998 ha avuto un significato profondo per il paese calabrese, situato nella zona meridionale della costa jonica. Fino a quel momento Riace aveva conosciuto soltanto i flussi migratori in uscita, con i paesani che abbandonavano il loro ruolo di braccianti per andare a lavorare nelle industrie del nord. “Quella barca nel 1998 ha incontrato una comunità con un destino segnatoracconta Lucano – le case erano vuote e l’economia locale era paralizzata. Con un gruppo di amici, compagni di molte attività politiche e sociali, abbiamo fondato l’associazione ‘Città Futura’ e formato una giunta per trasformare Riace nella città dell’accoglienza. Sognavamo una cittadina basata sugli stessi valori della cultura locale, incontaminata dal capitalismo e dal consumismo. Una cultura dell’ospitalità, che trova sempre il modo e lo spazio per accogliere dei forestieri. Qui non ci sono centri d’accoglienza, qui ai migranti diamo una casa vera”. Così conclude il sindaco, che nella sua giovinezza ha fatto l’emigrato a Torino, prima di ritornare nei suoi luoghi natii. Hanno riaperto laboratori di ceramica e tessitura, alcuni bar, panetterie e persino la scuola elementare. Ci voleva poco, forse, a ben vedere: quella di ripopolare con immigrati i luoghi da cui sono partiti gli immigrati è l’uovo di Colombo, ma nessuno aveva avuto le sue intuizioni e il suo coraggio. Nessuno, a quanto pare, nel mondo.

CORRIDOI UMANITARI PER I PROFUGHI

corridoio Al termine dell’Angelus di domenica 6 marzo il Papa espresse «ammirazione per l’iniziativa dei corridoi umanitari per i profughi, avviata ultimamente in Italia. Un progetto-pilota, che unendo solidarietà e sicurezza, consente di aiutare persone che fuggono dalla guerra e dalla violenza, come i cento profughi già trasferiti in Italia, tra cui bambini malati, persone disabili, vedove di guerra con figli e anziani. Mi rallegro anche perché questa iniziativa è ecumenica, essendo sostenuta da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Chiese Valdesi e Metodiste». Sulla rivista on line VITA, abbiamo trovato questo articolo che spiega in modo dettagliato questo progetto pilota.

“Di fronte alle stragi del Mediterraneo, la Federazione delle Chiese evangeliche e la Comunità di Sant’Egidio lanciarono una proposta: aprire nei Paesi da cui partono i migranti un canale dedicato, per ottenere visti per motivi umanitari. Come finanziare la proposta? Con l’8×1000 della Chiesa valdese e di Sant’Egidio”.Dopo mesi di preparazione e di dialogo costruttivo con le autorità interessate, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e la Comunità di Sant’Egidio annunciano l’apertura di corridoi umanitari verso l’Italia dal Libano, dal Marocco e dall’Etiopia.

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Approvato lo “IUS SOLI SPORTIVO”

È stato approvato dal Senato, lo scorso 14 gennaio 2016, lo “Ius Soli Sportivo“. Con il DDL 1871 infatti si introducono “ Disposizioni per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva” . La legge permetterà il tesseramento di minori stranieri residenti in Italia (dal compimento del decimo anno di età) nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. Il tesseramento resta valido anche dopo il 18° anno di età, fino al completamento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana, da parte di chi abbia presentato tale richiesta.

Centro Culturale MONDINSIEME – Cremona – 24.02.2016

PARLARE AI BAMBINI DI INTERCULTURA CON UN VIDEOGIOCO EDUCATIVO

La formazione all’Intercultura è una dimensione irrinunciabile dell’educazione dei bambini e sempre più necessaria per un sano e positivo confronto con le altre culture nella nostra società globalizzata

. Il progetto educativo ‘Il MONDO IN GIOCO’, promosso dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con l’associazione MamApulia, vuole educare all’incontro con l’altro, ed è destinato ai bambini di età compresa tra i 4 e i 7 anni, utilizzando metodologie e finalità proprie per questa fascia di età. Insegnare a scuola ad accogliere la differenza e porre le basi della consapevolezza al rifiuto di ogni forma di intolleranza e discriminazione, per comprendere i grandi temi globali sociali, cercando di suscitare atteggiamenti empatici nei bambini diviene doveroso oggi, perché la scuola rappresenta il luogo nel quale i bambini sperimentano e vivono le differenze culturali, di lingua, tratti somatici, riferimenti religiosi, tradizioni, gesti e modi del linguaggio non verbale. Con il progetto “MONDO IN GIOCO”, la Fondazione Migrantes ha inteso inaugurare, accanto ai già consolidati ambiti di ricerca e di intervento, un nuovo fronte di approfondimento e di supporto all’educazione interculturale: che favorisce una ‘cultura dell’incontro’, spesso richiamata da Papa Francesco.   migrantes on line

Migrantes on line – 5 gennaio 2016