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Carissime, Carissimi,
il 7 ottobre si è concluso al Colosseo l’incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nello spirito di Assisi: “Popoli fratelli, terra futura”. Alla presenza di molti Capi religiosi è stato ricordato con forza l’impegno delle religioni per camminare insieme verso la pace. «Siamo all’appuntamento di un mondo nuovo, decisi a far tesoro della lezione sofferta della storia delle donne e degli uomini del nostro tempo, decisi a costruire la pace con tutti, specie i poveri e i giovani», ha esordito Andrea RICCARDI, storico fondatore della Comunità, mentre Papa FRANCESCO, nel suo intervento, sprona contro l’indifferenza ricordando che «Il dolore degli altri non mette fretta» come se non potesse capitare anche a noi.
Al termine, prima che il Patriarca BARTOLOMEO invitasse tutti a scambiarsi un segno di pace, è stato letto un APPELLO PER LA PACE che riportiamo integralmente. Continua nell’ ALLEGATO
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Nel Vangelo della Liturgia di oggi vediamo una reazione di Gesù piuttosto insolita: si indigna. E quello che più sorprende è che la sua indignazione non è causata dai farisei che lo mettono alla prova con domande sulla liceità del divorzio, ma dai suoi discepoli che, per proteggerlo dalla ressa della gente, rimproverano alcuni bambini che vengono portati da Gesù. In altre parole, il Signore non si sdegna con chi discute con Lui, ma con chi, per sollevarlo dalla fatica, allontana da Lui i bambini. Perché? È una bella domanda: perché il Signore fa questo?
Ci ricordiamo – era il Vangelo di due domeniche fa – che Gesù, compiendo il gesto di abbracciare un bambino, si era identificato con i piccoli: aveva insegnato che proprio i piccoli, cioè coloro che dipendono dagli altri, che hanno bisogno e non possono restituire, vanno serviti per primi (cfr Mc 9,35-37). Chi cerca Dio lo trova lì, nei piccoli, nei bisognosi: bisognosi non solo di beni, ma di cura e di conforto, come i malati, gli umiliati, i prigionieri, gli immigrati, i carcerati. Lì c’è Lui: nei piccoli. Ecco perché Gesù si indigna: ogni affronto fatto a un piccolo, a un povero, a un bambino, a un indifeso, è fatto a Lui. Continua nell’ ALLEGATO
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“Il missionario deve essere l’immagine di Gesù, conformarsi a Gesù, esteriormente ed interiormente attraverso l’imitazione” scrive p. Andrea Mandonico, Archivista Generale della Società per le Missioni Africane.
L’occasione è la celebrazione, lunedì 20 settembre, del premio letterario degli Ambasciatori presso la Santa Sede 2021 per il libro ‘Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld’ di cui è autore il missionario SMA.
“Questa identificazione – prosegue p. Mandonico – è possibile solo se si prende sul serio il Vangelo e si è radicati in esso, dove la santità non è facoltativa ma il fondamento irrinunciabile della missione. Il lavoro del missionario non è quindi fare tante opere ma piuttosto vivere, essere presente tra questi popoli, e mostrare loro cos’è la vita alla sequela di Cristo e la gioia di vivere semplicemente, ma con impegno, il Vangelo.” Continua nell’ ALLEGATO
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Durante il viaggio in Slovacchia, papa Francesco ha incontrato i gesuiti del paese, a Bratislava. Come sempre accade, padre Spadaro ha dato un resoconto del dialogo tra il pontefice e i confratelli, edito nella sua interezza su “Civiltà Cattolica”. Il discorso – che ha fatto un poco di scalpore riguardo al riferimento ad alcuni prelati che “preparavano il conclave” – è in realtà uno dei più belli di quelli tenuti dal Papa nell’ultimo periodo.
Sono parole informali, nate da un confronto in un clima di serenità e amicizia, ma c’è un punto su cui mi piace ritornare perché credo tocchi sia la vita della Chiesa, sia delle singole comunità, sia dei singoli fedeli e riguarda quello che Bergoglio definisce la «tentazione di tornare indietro», definendo tale tentazione «una ideologia che colonizza le menti». Basta avere sott’occhio, anche distrattamente, certe cronache ecclesiali per renderci conto davvero come serpeggi questo fenomeno del voler guardare al passato, del voler riportare indietro le lancette dell’orologio. E da buon maestro spirituale il Papa coglie bene l’origine della tentazione, che è nella paura, la paura della libertà, diventando di fatto una paura della vita: «La vita ci fa paura. Ripeto una cosa che ho detto già al gruppo ecumenico che ho incontrato qui prima di voi: la libertà ci fa paura». Continua nell’ ALLEGATO
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ASSEMBLEA DEI GRUPPI DI ANIMAZIONE MISSIONARIA
Confesso che provo un po’ di emozione pensando all’incontro di domani.
Domani pomeriggio infatti, Sabato 9 ottobre, dalle ore 15.30 alle 17.30, nella Sala polifunzionale dell’Oratorio di Montodine si terrà, dopo un anno di assenza, l’Assemblea dei Gruppi di Animazione Missionaria.
Come abbiamo sempre sostenuto, riprendendo non solo la parola del Papa, ma tutta la tradizione degli Apostoli e dei Discepoli di Gesù, la Missione è movimento, è andare verso, è soprattutto uscire da… Per questo riprendendo la vecchia e buona consuetudine di muoverci sul territorio della Diocesi, andremo a Montodine.
È la prima volta che andiamo in questo bel paese e oltre l’emozione, anche la gioia si fa presente. Se sarà una bella occasione per conoscere un territorio nuovo, sarà anche un momento privilegiato per rivederci, rinfrancarci, riprendere con coraggio e fantasia tante iniziative che covano e potrebbero finalmente vedere la luce. Continua nell’ ALLEGATO
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Carissime, Carissimi,
Iniziamo con la GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO che si è subito trasformata, grazie al sostegno e al contributo della Caritas Cremasca, in una vera e propria Settimana del Migrante e del Rifugiato che, iniziata sabato scorso con la Messa Internazionale, celebrata a S. Carlo in Crema, si articola in tre importanti appuntamenti:
dal 25 settembre al 3 ottobre è visitabile presso l’oratorio di Crema Nuova la mostra ROTTE: in viaggio nelle scarpe dei migranti. Si tratta di una presentazione interattiva delle due principali “rotte” migratorie: quella balcanica e quella mediterranea. Un’esperienza adatta sia agli adulti, come ai ragazzi delle scuole medie e alle classi di catechismo.
Giovedì 30 settembre, alle ore 21 presso il S. Luigi, si terrà un incontro sul tema molto attuale dei CORRIDOI UMANITARI: dialogo con il vescovo Daniele, Alessandra Morelli (UNHCR), Giorgio del Zanna di S. Egidio e operatori della Caritas in Niger.
Domenica 3 ottobre si ricorderà la GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’IMMIGRAZIONE. Un’occasione perché ogni parrocchia possa ospitare la testimonianza di un migrante. Continua nell’ ALLEGATO
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