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Notiziario
Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes
Carissime, carissimi,
so che a molti non è piaciuto che la Veglia missionaria, così come da anni siamo abituati a viverla, sia stata “annacquata” in un’altra Veglia, quella che ha dato il via a un Sinodo che ha e avrà risonanza mondiale. Spesso abbiamo l’impressione che tutto quanto viene da Roma sia per forza un’imposizione, una fatica in più che mette scompiglio nei nostri programmi, fin troppo precisi ed articolati.No, non credo che sia così! Non credo che il Papa sia così crudele da caricare di un altro fardello le nostre spalle già affaticate… Credo che Francesco abbia scelto questo momento storico, contrassegnato da una profonda crisi umana, politica e religiosa per spingerci a fare tesoro delle tante riflessioni che sono fiorite all’interno delle nostre comunità e che non devono andare perdute, sotto la spinta di una malintesa ripresa che vuole riportare tutto a com’era prima della pandemia. Non si tratta di fare un lavoro in più, quanto di rileggere quanto già stiamo facendo alla luce di un cammino comune, cioè sinodale, che deve contraddistinguere la vita delle nostre Chiese in tutte le suddivisioni: Diocesi, Unità Pastorali, Parrocchie, piccole Comunità. Continua nell’ ALLEGATO
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FARE SINODO SIGNIFICA CAMMINARE INSIEME PER INCONTRARE, ASCOLTARE, DISCERNERE
Omelia di papa Francesco durante la Messa per l’apertura del Sinodo dei Vescovi il 10 ottobre 2021
Un tale, un uomo ricco, va incontro a Gesù mentre Egli «andava per la strada» (Mc 10,17). Molte volte i Vangeli ci presentano Gesù “sulla strada”, mentre si affianca al cammino dell’uomo e si pone in ascolto delle domande che abitano e agitano il suo cuore. Così, Egli ci svela che Dio non alberga in luoghi asettici, in luoghi tranquilli, distanti dalla realtà, ma cammina con noi e ci raggiunge là dove siamo, sulle strade a volte dissestate 21 della vita. E oggi, aprendo questo percorso sinodale, iniziamo con il chiederci tutti – Papa, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli laici –: noi, comunità cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità? Siamo disposti all’avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del “non serve” o del “si è sempre fatto così”?
Fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme. Guardiamo a Gesù, che sulla strada dapprima incontra l’uomo ricco, poi ascolta le sue domande e infine lo aiuta a discernere che cosa fare per avere la vita eterna. Incontrare, ascoltare, discernere: tre verbi del Sinodo su cui vorrei soffermarmi. Continua nell’ ALLEGATO
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DALL’AMBIZIONE ALLA COMPASSIONE (Angelus, 17-10-2021)
Il Vangelo della Liturgia odierna (Mc 10,35-45) racconta che due discepoli, Giacomo e Giovanni, chiedono al Signore di sedere un giorno accanto a Lui nella gloria, come se fossero “primi ministri”, una cosa del genere. Ma gli altri discepoli li sentono e si indignano. A questo punto Gesù, con pazienza, offre loro un grande insegnamento: la vera gloria non si ottiene elevandosi sopra gli altri, ma vivendo lo stesso battesimo che Egli riceverà, di lì a poco, a Gerusalemme, cioè la croce. Che cosa vuol dire questo? La parola “battesimo” significa “immersione”: con la sua Passione, Gesù si è immerso nella morte, offrendo la sua vita per salvarci. La sua gloria, la gloria di Dio, è dunque amore che si fa servizio, non potere che ambisce al dominio. Non potere che ambisce al dominio, no! È amore che si fa servizio. Perciò Gesù conclude dicendo ai suoi e anche a noi: «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore» (Mc 10,43). Per diventare grandi, dovrete andare sulla strada del servizio, servire gli altri. Continua nell’ ALLEGATO
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LAVORIAMO INSIEME PER UNA CHIESA DIVERSA
Due domeniche fa, 10 ottobre, il Papa ha aperto solennemente, con la celebrazione della Messa in S. Pietro, il Sinodo che, per i prossimi due anni fino al 2023, coinvolgerà tutte le Chiese del mondo. Un Sinodo particolare che ha come tema proprio la sinodalità, cioè la capacità di camminare insieme verso obiettivi comuni. Il titolo infatti è proprio Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione.
Domenica 17 ottobre, è stata celebrata in tutte le Chiese locali l’apertura del Sinodo, ma è stata preceduta, almeno nella nostra diocesi, da una solenne Veglia che si ha avuto luogo, sabato 16, in Cattedrale. Si è svolta in concomitanza con la Veglia Missionaria, e ha dato inizio ad un tempo di approfondimento e di riflessione per prepararci ad un momento ecclesiale che coinvolgerà profondamente le nostre Chiese. Un momento che, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Papa, dovrà partire dal basso. Continua nell’ ALLEGATO
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SINODO OVVERO UN’ESPERIENZA DI CHIESA MISSIONARIA CAPACE DI COINVOLGERE TUTTI (don Federico Bragonzi)
Riportiamo il testo della comunicazione di don Federico Bragonzi dall’Uruguay. Una esemplare esperienza di sinodalità che ci arriva da una Missione
Un saluto a tutti voi da parte di don Paolo e mia. Ci sentiamo in comunione con la nostra diocesi, in questa veglia di preghiera per la missione della Chiesa e per l’inizio del cammino sinodale.
Anche noi questa mattina abbiamo vissuto una intensa assemblea per dare inizio alla fase parrocchiale e diocesana del Sinodo. Ci siamo trovati con i rappresentanti delle comunità, i religiosi e le religiose, i tre seminaristi, noi preti e il vescovo Fabián. Fino all’ora della messa, verso mezzogiorno, abbiamo riflettuto sul senso della sinodalità e in piccoli gruppi abbiamo fatto degli esercizi di sinodalità, su temi diversi, per avere una indicazione di metodo e per continuare nelle parrocchie l’esperienza del Camminare insieme. Continua nell’ ALLEGATO
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GENEROSITÀ MISSIONARIA
Quaresima 2021: raccolti 26mila euro (A cura del Centro Missionario Diocesano)
In occasione della Giornata Mondiale Missionaria ecco il bilancio dell’impegno quaresimale. Durante la Quaresima, infatti, avevamo proposto, come Centro Missionario, di sostenere quattro missionari impegnati in altrettanti progetti di promozione umana. Ad essi sono andati i fondi raccolti equamente ripartiti. Dalle loro parole ecco come questi fondi sono stati impiegati. Continua nell’ ALLEGATO
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VIA PER SPEZZARE LE CATENE (Benedetta Capelli)
MACCALLI E LA PREGHIERA PER SUOR GLORIA
Padre Gigi, missionario in Niger rilasciato un anno fa in Mali dopo una prigionia durata due anni, si sofferma sulla liberazione di suor Gloria Cecilia Narvaez che ieri, nella Basilica di San Pietro, ha salutato Papa Francesco. Due situazioni simili nella drammaticità del sequestro, diventato poi esperienza profonda di fede.
“Gioia, gioia, gioia”. Lo ripete per ben tre volte padre Gigi Maccalli quando gli si chiede di esprimere cosa ha provato alla notizia del rilascio di suor Gloria Cecilia Narvaez, 59enne missionaria colombiana della Congregazione delle Suore Francescane di Maria Immacolata, rapita in Mali il 7 febbraio del 2017. Un entusiasmo che colpisce visto il suo carattere mite, i toni sempre pacati e riflessivi. In quelle parole c’è anche tutto il suo vissuto, l’aver ripercorso i giorni nel deserto, il silenzio e il pianto, le catene che hanno liberato il suo spirito, come ha confessato in un’intervista al Corriere della Sera, presentando il suo libro: “Catene di libertà. Per due anni rapito nel Sahel”, edito da Emi: “Mi dicevo: i piedi sono incatenati, il cuore no, Si è aperto uno spazio che mi ha portato a vivere la missione in modo nuovo. Il mio cuore camminava” Continua nell’ ALLEGATO
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ELENCO MISSIONARI 2021
IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA… (La Redazione)

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