Notiziario

Il Centro Missionario informa…

 LE TESTIMONIANZE DEI MISSIONARI SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE

CONSIGLIAMO L’ASCOLTO

Carlo Angela, il dottore eroe che salvò gli ebrei dai lager.
Tra i 525 giusti delle nazioni allo Yad Vaschem, il museo dell’olocausto, c’è un italiano non ebreo che rischiò di essere fucilato, per salvare la vita a centinaia di ebrei. Lui si chiamava Carlo Angela, era il papà di Piero Angela e nonno di Alberto.

www.youtube.com/watch?v=0AEZ-K-NMnk

Iscriviti al canale di youtube del “Centro Missionario Diocesi di Crema”, per essere avvisato ad ogni pubblicazione di un nuovo video. Link: https://www.youtube.com/channel/UCV1dJoWbFRA2sSAwpJTBpxg

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43a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

background, hope concept

La libertà non è il fine, ma lo “strumento”
per raggiungere il bene proprio e degli altri.
Un bene strettamente interconnesso.
 Dal Messaggio dei vescovo italiani

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

domenica prossima, 7 febbraio, sono tante le ricorrenze che si affollano. Oltre alla GIORNATA PER LA VITA, che verrà ricordata anche in altro luogo, sarà anche l’anniversario della morte del Beato Alfredo CREMONESI e sicuramente sarà ricordato nel corso delle Messe domenicali. Tuttavia di fronte all’improvviso aggravarsi della crisi politica italiana, abbiamo pensato utile dedicare una piccola, ma necessaria riflessione.
Partiamo da due documenti che certificano in modo inequivocabile la gravità del momento attuale:
l’intervento del presidente MATTARELLA che porta alla svolta attuale e l’intervento del professor DRAGHI in risposta all’invito.

Ho il dovere di sottolineare, come il lungo periodo di campagna elettorale – e la conseguente riduzione dell’attività di governo – coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia.
Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti…
Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento tra lo Stato e le Regioni.
Sul versante sociale – tra l’altro – a fine marzo verrà meno il blocco dei licenziamenti e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un Governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale..         Continua nell’  ALLEGATO

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ASCOLTIAMO LA PAROLA AUTOREVOLE DI GESÙ, PORTANDO UN VANGELO SEMPRE CON NOI (Angelus, 31-01-2021)

1a. AngelusL’odierno brano evangelico (cfr Mc 1,21-28) racconta una giornata-tipo del ministero di Gesù, in particolare si tratta di un sabato, giorno dedicato al riposo e alla preghiera, la gente andava in sinagoga. Nella sinagoga di Cafarnao, Gesù legge e commenta le Scritture. I presenti sono attirati dal suo modo di parlare; la loro meraviglia è grande perché dimostra un’autorità diversa da quella degli scribi (v. 22). Inoltre, Gesù si rivela potente anche nelle opere. Infatti, un uomo nella sinagoga gli si rivolta contro interpellandolo come l’Inviato di Dio; Lui riconosce lo spirito maligno, gli ordina di uscire da quell’uomo e così lo scaccia (vv. 23-26).

Si vedono qui i due elementi caratteristici dell’azione di Gesù: la predicazione e l’opera taumaturgica di guarigione: predica e guarisce. Entrambi tali aspetti risaltano nel brano dell’evangelista Marco, ma il più evidenziato è quello della predicazione; l’esorcismo viene presentato a conferma della sua singolare “autorità” e del suo insegnamento. Gesù predica con autorità propria, come chi possiede una dottrina che trae da sé, e non come gli scribi che ripetevano tradizioni precedenti e leggi tramandate. Ripetevano parole, parole, parole, soltanto parole – come cantava la grande Mina –. Erano così: soltanto parole. Invece in Gesù, la parola ha autorità, Gesù è autorevole.           Continua nell’ ALLEGATO

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DIECI TWEET DI DON BOSCO PER GLI EDUCATORI DI OGGI (Marco Pappalardo)

2a. dieci-tweet...Don Bosco ha vissuto tempi non meno duri (epidemia inclusa!); con il suo “sistema preventivo” ha affrontato le intemperie e dato una risposta a livello internazionale all’emergenza educativa. Cosa dice agli educatori oggi?

Ci troviamo da anni nell’emergenza educativa e ogni giorno, purtroppo, la cronaca nera lo conferma. Qualcuno dà la colpa alla pandemia, ma tutt’al più ha solo amplificato la difficile situazione. Le emergenze ci sono state e ci saranno, tuttavia, se coprono decenni, si fa fatica a definirle tali. Per affrontarle non ci vogliono convegni su convegni, dibattiti su dibattiti, denunce su denunce, bensì un metodo chiaro e ispirato, uno stile acquisito, un modello – anche del passato – da attualizzare.
In questo periodo viene in mente Don Bosco (il cui ricordo è il 31 gennaio) che tra la metà e la fine dell’Ottocento ha vissuto tempi non meno duri (epidemia inclusa!); con il suo “sistema preventivo” ha affrontato le intemperie e dato una risposta a livello internazionale all’emergenza educativa. E ciò non vale solo per la Chiesa, lo sanno bene gli studenti e gli studiosi di pedagogia, nonché le istituzioni laiche che vi si ispirano, persino in Paesi dove i cristiani sono in minoranza! Cosa dice agli educatori di oggi?          Continua nell’ ALLEGATO

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IL MEDICO BARTOLO A LIPA: “LÌ SEMBRA AUSCHWITZ, HO PIANTO” (Giorgio Saracino)

3a. Bartolo-Bosnia-SD-750x391I migranti vorrebbero attraversare il confine e fare domanda d’asilo: “Ho visto l’inferno”

“Se le descrivo ciò che ho visto, capisce a cosa mi stia riferendo”, dice a Nextquotidiano Pietro Bartolo, l’europarlamentare medico di Lampedusa, che per quasi 30 anni è stato responsabile delle prime visite ai migranti che sbarcano nel porto Siciliano. Il 29 gennaio è partito per una missione in Bosnia con i colleghi democratici di Bruxelles Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino e Alessandra Moretti. Sono arrivati a Lipa, dove in centinaia (forse migliaia), stanno cercando di oltrepassare il confine croato per fare domanda di asilo politico. Dopo un’ora di viaggio in macchina, attraversando strade sterrate e innevate a temperature sotto lo zero, i parlamentari arrivano al campo. Un’ultima curva e: “L’inferno, ho visto l’inferno”.

Si spieghi.
“Siamo arrivati in questa radura, un freddo glaciale, neve ovunque. Davanti a noi abbiamo visto un recinto metallico con all’interno delle tende. In fila indiana, uno dietro l’altro, c’erano un centinaio di persone che aspettavano di ricevere un tozzo di pane. Alcuni di loro erano senza vestiti, con indosso solo una copertina che lasciava parti del corpo scoperte; altri erano senza scarpe, con le infradito – continua a raccontare Bartolo, lasciando trasparire emozione -. Mi sono tornate alla mente le immagini dei campi di concentramento. È stato un pugno nello stomaco così forte che ho vomitato. E – non mi vergogno a dirlo – ho pianto”.          Continua nell’ ALLEGATO

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BIRMANIA, IL GOLPE “LEGALE” DELL’ESERCITO (Gabriele BATTAGLIA)

4a. Etnie_Birmania_correttaBIRMANIA, IL GOLPE “LEGALE” DELL’ESERCITO  CONTRO AUNG SAN SUU KYI: MA ENTRAMBI FANNO PARTE DELLA MAGGIORANZA DISCRIMINATRICE. E “L’UNIONE” RESTA LONTANA

I militari ha giustificato il golpe citando arbitrariamente due articoli della Costituzione. Che, però, si riferiscono a “un’Unione” che il Myanmar, ennesimo lascito avvelenato del colonialismo britannico, non ha mai realizzato. I militari e il partito del premio Nobel rappresentano il 68% della popolazione, e hanno agito insieme per la pulizia etnica Rohingya. Ma nonostante la politica discriminatoria all’interno del suo Paese, dopo il colpo di Stato “The Lady” potrebbe tornare a essere il punto di riferimento dell’Occidente

I militari hanno arrestato Aung San Suu Kyi e i vertici della Lega Nazionale per la Democrazia, quindi preso il potere annunciando che lo terranno per un anno. Hanno giustificato il golpe citando gli articoli 417 e 418 della Costituzione del 2008, articoli in base ai quali si stabilisce che se si verifica una situazione che rischia di “disintegrare l’Unione o disintegrare la solidarietà nazionale o causare la perdita di sovranità”, il presidente deve proclamare lo stato d’emergenza (art. 417) e questo stato d’emergenza si traduce automaticamente nel “trasferimento dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dell’Unione al comandante in capo dei servizi di difesa per consentirgli di attuare le misure necessarie per ripristinare rapidamente la situazione originaria nell’Unione” (art.418).               Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE DAL CENTRO MISSIONARIO:   LIBERTÀ, COMPITO E DOVERE DI TUTTI

5a. Riflessione per la Giornata per la vitaIn occasione della 43° GIORNATA PER LA VITA, il Centro di Aiuto alla vita e il Movimento per la vita ci offrono questa riflessione partendo dal documento pubblicato dai vescovi italiani

L’impossibilità di vivere come eravamo abituati a fare, l’impossibilità di incontrarci, di salutarci con una stretta di mano, l’impossibilità di stare vicini, ci ha fatto capire concretamente nella vita quotidiana come la libertà ci sia necessaria: non possiamo fare a meno di avere contatti con le altre persone.
I bambini, i giovani, gli anziani, tutti abbiamo sentito come la libertà sia un elemento che ci fa stare bene e la impossibilità della vicinanza, dell’incontro, ancora adesso, ci mette di fronte alla nostra libertà diminuita, ma anche alla responsabilità verso noi stessi e verso gli altri.
Siamo stati portati a pensare alla libertà come a una scelta che non può però valere solo individualmente, per se stessi; dobbiamo imparare a metterla insieme alla responsabilità; abbiamo bisogno di tenere questo sempre presente per imparare gradualmente a migliorare l’esistente e migliorare la situazione in cui si nasce  e si cresce.          Continua nell’ALLEGATO

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PREGHIAMO PER IL MYANMAR

In occasione della memoria del Beato Cremonesi, ecco il Messaggio del Vescovo per ricordare, insieme al Martire, anche il Myanmar vittima pochi giorni fa di un colpo di stato.

Mons. Daniele ha scritto un messaggio alle Comunità cristiane della Diocesi, affinché venga ricordata la memoria del Beato Alfredo Cremonesi, anche a ragione della drammatica situazione nella quale si trova il Myanmar, Paese del martirio del nostro beato, a causa  del colpo di stato dello scorso 1 febbraio.
Proprio un anno fa un gruppo di pellegrini, guidati da Vescovo, si trovava in quella Terra, sulle tracce del beato Alfredo.
Per questo motivo suggerisce un’intenzione da inserire nella Preghiera dei fedeli, con la più ampia libertà di modificarla o di sostituirla con un’altra ritenuta più adatta.

Preghiamo per le comunità cristiane e per il popolo del Myanmar, vittima nei giorni scorsi di un colpo di stato militare. Ricordando oggi il martirio del beato padre Alfredo Cremonesi, invochiamo la sua intercessione per questo Paese, al quale ha donato la sua vita: possa ritornare presto alla libertà e alla vita democratica, in un cammino autentico di riconciliazione e di pace. Preghiamo

Buona domenica!

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CONSIGLIAMO L’ASCOLTO

Monica Maggioni intervista padre Pier Luigi Maccalli    –  Sette storie 01/02/2021
Un’intervista esclusiva a padre Pier Luigi Maccalli, liberato in Mali dopo il rapimento in Niger e due anni di prigionia, nelle mani di un gruppo di terroristi.

www.youtube.com/watch?v=uJ-w3GCtlYM

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