Notiziario

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ECONOMIA SENZA TRATTA DI PERSONE

 L’immagine ispiratrice è di Timothy Schmalz, l’artista canadese che ha creato la scultura di Santa Bakhita “Let the Oppressed go free”

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone 2021 accende i riflettori su una delle principali cause della tratta di persone: il modello economico dominante, i cui limiti e contraddizioni sono acuiti dalla pandemia COVID-19. Infatti il principale promotore della tratta di persone è proprio il neoliberalismo in quanto promuove incessantemente il presupposto secondo cui la creazione di ricchezza, per quelle imprese e individui che sono già benestanti, “scivolerà verso il basso” favorendo le fasce di popolazione disagiate. Più e più volte si è rivelato falso e mentre i ricchi godono di lucri immensi, per i poveri aumentano le probabilità contrarie.
La tratta di persone è parte integrante di “questa economia”: le persone vittime della tratta
sono inserite come “merci” negli ingranaggi di una globalizzazione governata dalla
speculazione finanziaria e dalla concorrenza “sottocosto”. E i profitti derivanti dalle vittime della tratta di persone sono enormi, specialmente nei settori dell’estrazione mineraria, dell’agricoltura, del turismo, dell’industria manifatturiera, dell’edilizia, dei lavori domestici, della prostituzione e dei trapianti di organi.
Serve quindi una visione “strutturale e globale” della tratta per scardinare tutti quei meccanismi perversi che alimentano l’offerta e la domanda di “persone da sfruttare”, perché è il cuore dell’intera economia ad essere malato.          Continua nell’ ALLEGATO

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LA MISSIONE DELLA CHIESA È LA VICINANZA (Angelus, 07-02-21)

1a. AngelusUn’altra volta in Piazza! Il Vangelo di oggi (cfr Mc 1,29-39) presenta la guarigione, da parte di Gesù, della suocera di Pietro e poi di tanti altri malati e sofferenti che si stringono a Lui. Quella della suocera di Pietro è la prima guarigione di ordine fisico raccontata da Marco: la donna si trovava a letto con la febbre; nei suoi confronti, l’atteggiamento e il gesto di Gesù sono emblematici: «Si avvicinò, la fece alzare prendendola per mano» (v. 31), annota l’Evangelista. C’è tanta dolcezza in questo semplice atto, che sembra quasi naturale: «La febbre la lasciò ed ella li serviva» (ibid.). Il potere risanante di Gesù non incontra alcuna resistenza; e la persona guarita riprende la sua vita normale, pensando subito agli altri e non a sé stessa – e questo è significativo, è segno di vera “salute”!
Quel giorno era un sabato. La gente del villaggio aspetta il tramonto e poi, finito l’obbligo del riposo, esce e porta da Gesù tutti i malati e gli indemoniati. E Lui li guarisce, ma vieta ai demoni di rivelare che Lui è il Cristo (cfr vv. 32-34). Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito.          Continua nell’ ALLEGATO

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“CHIEDIAMO AI RAPITORI DI LIBERARE IL PIÙ PRESTO POSSIBILE SUOR GLORIA” (Ag. FIDES)

2a. SuorGloria_73093141AFRICA/MALI

“La Congregazione delle Suore Francescane di Maria Immacolata sta celebrando una speciale novena di preghiera per la liberazione di suor Gloria Cecilia Narváez. Il 7 febbraio si compiranno quattro anni dal suo sequestro in Mali. Purtroppo finora gli sforzi per la sua liberazione non hanno avuto successo”.

Lo racconta all’Agenzia Fides suor Noemi Quesada, ex superiora generale della Congregazione di suor Gloria, che alla vigilia del quarto anniversario del sequestro lancia questo appello: “Chiediamo urgentemente ai rapitori di liberarla il prima possibile, perché non sta bene in salute. Suor Gloria soffre tanto, come la Congregazione e la sua famiglia. Dio, che è il Padre di tutti, ci aiuti in questa richiesta. Nel nostro dolore ci sentiamo impotenti di fronte a questo rapimento senza precedenti, e chiediamo alla comunità cristiana la sua preghiera e alla comunità internazionale di non dimenticare che nel rapimento di una persona viene sequestrata una parte della nostra umanità”.
“Ho conosciuto suor Gloria Cecilia Narváez quando ha iniziato la sua vita religiosa – racconta a Fides suor Noemi – . Fin da giovanissima ha dimostrato le sue qualità di educatrice e come tale si è preparata al servizio in questo campo. Sono state molte le istituzioni educative in cui ha lavorato. Il Collegio di Samaniego, nel sud della Colombia è stato l’ultimo istituto di cui è stata direttrice, poi i suoi primi passi come missionaria li ha fatti nel sud del Messico, ad Apatzingán, Michoacán.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOI SIAMO IL MYANMAR (Albertina Soliani)

3. Noi siamo iò MyanmarIn merito agli eventi in atto in Myanmar, riceviamo e pubblichiamo la testimonianza della senatrice Albertina Soliani, già Presidente dell’Associazione Parlamentare Amici della Birmania e vicepresidente nazionale dell’Anpi, raccolta dal quotidiano  FarodiRoma.

Sono passati tre giorni dal colpo di stato in Myanmar e sono come trent’anni. Una distanza abissale dal tempo che stiamo vivendo, l’irruzione di un corpo estraneo nella nostra vita. Scene già viste nell”88 e nel 1990: cancellazione del Parlamento appena eletto, messa agli arresti di Aung San Suu Kyi, arrestati migliaia di dirigenti politici, attivisti, giornalisti, artisti. Tutto come allora. Colpisce la ripetitività, e la temerarietà di mettersi contro il mondo e contro la storia.
All’alba del 1 febbraio, a Naypyidaw, qualche ora prima dell’insediamento del nuovo Parlamento, il Tatmadaw, l’Esercito di 500.000 persone, ha arrestato il Presidente della Repubblica U Win Myint e la Consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, confinando i parlamentari. Oggi i parlamentari dell’NLD, disobbedendo, si riuniscono a Naypyidaw per costituire il nuovo Governo.
Un colpo di stato vero, con i militari e i loro mezzi che occupano tutto, sbarrano le strade, bloccano le comunicazioni. Chiudono il Paese al mondo, di nuovo. A due mesi dalle elezioni stravinte dal NLD, il partito di Aung San Suu Kyi. Si capisce bene che i capi militari avevano cominciato a temere che adesso si facesse sul serio, che sarebbe stato ridimensionato il loro potere politico ed economico, la loro presa sul Paese.          Continua nell’ ALLEGATO

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RD CONGO: DENTRO IL CAOS, AL FIANCO DELLA GENTE

4a. mappa-congoLa Chiesa si muove

Cresce l’insicurezza, anche alimentare, nel nordest del paese. La Chiesa è la sola istituzione capace di camminare a fianco della popolazione colpita. La testimonianza del missionario comboniano Trasparano Di Vincenzo

L’Onu lancia l’allarme in Repubblica democratica del Congo: servono urgentemente 1.9 miliardi di dollari per proteggere e assistere la popolazione nelle regioni orientali sotto la minaccia di indefiniti gruppi ribelli che controllano il territorio, si spartiscono le terre e gestiscono nel caos la rete di traffici illeciti di minerali.
Lo scorso 5 febbraio l’ennesimo attacco nel villaggio di Mabule, nel settore di Ruwenzori vicino a Beni nel Nord Kivu: il bilancio è di 15 civili uccisi e molti dispersi nel panico generale. Tre giorni dopo nel villaggio di Halungupa, sempre nella stessa zona, l’incursione verso sera: cinque morti di cui tre donne a colpi di machete e d’arma da fuoco.
Diverse case sono state saccheggiate e incendiate. Le accuse della popolazione e della società civile vanno al gruppo ribelle di derivazione ugandese Adf (Forze democratiche alleate), ma i dubbi restano.
Perché a regnare è il caos, come sottolinea monsignor Muyengo, vescovo di Uvira: «Non sappiamo più con chi abbiamo a che fare. Ci sono gruppi che attaccano sotto una bandiera di giorno e la notte cambiano casacca. Siamo spaesati e non sappiamo più di chi possiamo fidarci».          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE DAL CENTRO MISSIONARIO (La Redazione)

NOTIZIE FLASH DAL MONDO

È il titolo di un’altra interessante iniziativa messa in atto, ormai da diversi anni, dal Gruppo di Animazione Missionaria di Scannabue. Notizie raccolte da varie riviste missionarie nella convinzione che l’attività di un Gruppo Missionario non si esaurisce solo in preghiere, rosari, aiuti concreti, ma anche in informazioni per non chiudersi nel proprio orticello. E poi fa parte proprio della logica missionaria l’impossibilità a tenere per sé quanto si legge, si vede e si ascolta.
Come supporto cartaceo viene normalmente utilizzato il foglio degli avvisi settimanali sia per evitare ulteriore consumo di carta,sia perché chi va a Messa lo prende sempre.
“Per cercare di sensibilizzare la nostra comunità parrocchiale ai vari problemi del mondo missionario e non – così dice una nota esplicativa comparsa sul Notiziario – il Gruppo Missionario Parrocchiale ha pensato di far conoscere notizie dal mondo. Non si tratta solo di eventi drammatici ma anche, se pur minori, di belle iniziative o di esperienze positive. Mettiamo queste notizie racchiuse dal titolo “Notizie flash dal mondo” sul retro del foglio settimanale degli avvisi. Questa iniziativa è nata nel gennaio 2018 e tutt’ora prosegue. Come se dal nostro paesello ci fosse una finestra aperta, attenta a ciò che accade nel mondo lontano, ma a volte anche molto vicino a noi. Non sappiamo esattamente quanti leggano questi “flash” ma sappiamo che qualcuno dopo averli letti li conserva. Vorremmo trovare sempre più notizie positive per cercare di portare una ventata di speranza, ma, in ogni caso, NON DEMORDIAMO e continuiamo, nel nostro piccolo, questo lavoro di informazione”.          Continua nell’ ALLEGATO

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