PADRE GIOVANNI MARCHETTI

Foto 2 P. Marchetti

Frequenta il seminario di Crema (medie, liceo e teologia) fino all’ordinazione avvenuta nell’87.

1987 ordinazione e viene nominato curato a Sergnano.

1989 lascia l’incarico in diocesi per dedicarsi alle missioni ed inizia il percorso coi Padri Bianchi.

Vive con loro un anno di vita comunitaria durante il quale fa viaggi in Mali ed in Burkina Faso per familiarizzare con la realtà africana e frequenta corsi del CUAMM, ed altri, per la formazione alla partenza.

L’ anno seguente, il 1990, è l’anno dedicato al noviziato dei Padri Bianchi ed alla spiritualità.

1991 anno della partenza per lo Zaire. Si troverà in seguito ad essere missionario in Congo, pur non avendo cambiato missione, perché l’allora Presidente Kabila diede allo Zaire la denominazione di Repubblica Democratica del Congo. Dal suo arrivo in terra di missione Giovanni Marchetti non cambierà mai Paese: svolge la sua missione in diverse parrocchie all’interno di questa grande realtà geografica, ma resterà sempre in Congo.
Appena arrivato in Congo viene inviato a Wamaza, diocesi di Kasongo, in zona di savana. Vi resta per 6 anni. In questa zona vi è una presenza mussulmana legata agli antichi percorsi delle carovane degli schiavi.

1997 viene spostato nella cittadina di Bukavu perché gli viene affidato il compito di Vice Provinciale in Congo. Vi resta per 6 anni.

2003 ritorna nella diocesi di Kasongo, ma passa alla parrocchia di Mingana, in foresta, quindi con presenza animista, dove rimane per 3 anni prima di essere richiamato in Italia come Provinciale.
In queste zone si muove soprattutto in moto per raggiungere le varie comunità.Marchetti

2006 al 2011 unica assenza da quelle terre è il periodo dal in cui presta il suo servizio come Provinciale italiano dei Padri Bianchi presso la sede di Treviglio.

2011 al suo rientro in Congo gli viene cambiata destinazione: da zone di foresta/savana, quindi realtà rurali, passa alle periferie di grosse città.
2011 – 2013 è a Goma, in una parrocchia di questa grande e tristemente famosa città (profughi del genocidio nel vicino Ruanda). In questo periodo ha problemi fisici che limitano il suo poter fare. Viene infine operato di ernia al disco con tutta la convalescenza che ne consegue.

Dal 2013 è a Lubumbashi.

LUBUMBASHI
E’ una grossa città ,anche sede vescovile, del sud del Congo, vicina al confine con lo Zambia, capoluogo della provincia dell’Haut Katanga.
E’ la sencoda città del Congo dopo la capitale. Conta 2 milioni d’ abitanti. E’ suddivisa in una cinquantina di parrocchie.
La zona affidata ai Padri Bianchi comprende 3 parrocchie, gestite da un’ equipe di sacerdoti che vivono comunitariamente.
La comunità è attualmente composta da 4 preti, i 3 parroci più un curato in comune per i vari giovani. Spesso vi sono accolti anche 1 o 2 seminaristi in stage.

La parrocchia affidata a padre Marchetti è un quartiere che prima era periferia (a 6 km dal centro), ma ora, con l’ espandersi della città, altre zone sono diventate più periferia.

La presenza cattolica è significativa. Presenti anche diverse confessioni protestanti. Pochi i mussulmani. Numerosissime invece le sette sincretiche: in questa parrocchia se ne contano circa 180.

A sud della parrocchia sono presenti diverse miniere sfruttate dalle multinazionali (rame, cobalto, carbone, ecc). Ora, con l’ esaurirsi dei minerali in miniera si sta tornando a vagliare gli scarti di molti anni prima perché con le tecnologie più moderne si riesce ad estrarre ancora del materiale utile. Questo però comporta un grande inquinamento di polveri e prodotti chimici perché si stà demolendo e ricostruendo la grande collina formata dagli scarti.

A livello sociale la parrocchia gestisce:
+ un complesso scolastico che accoglie gli alunni dall’ asilo alle superiori. I corsi, dopo l’ asilo, sono suddivisi secondo l’ organizzazione scolastica locale, che riprende l’organizzazione francese: 6 anni di primaria, 6 anni di secondaria (2 di orientamento comune simile per tutti gli indirizzi più 4 specifici secondo il ramo scelto). Negli anni finali questa scuola propone 3 diversi indirizzi di formazione (pedagogico, scientifico e ragioneria-informatica).
+ un dispensario e una maternità dove prestano servizio delle suore (serve di San Giuseppe) di origini spagnole e latino americane, unitamente alle loro novizie (postulandato presente proprio in questa parrocchia).
Le suore inoltre, in base anche al carisma, previsto dal loro istituto, di servizio educativo alle donne più povere, si occupano esclusivamente loro anche di un laboratorio di taglio e cucito dedicato soprattutto alle donne analfabete perché possano crearsi un’ attività.

In parrocchia è presente anche una clinica oftalmologica realizzata grazie ai fondi offerti da una dottoressa oculista belga. E’ situata nella parrocchia, ma è gestita direttamente dalla diocesi. Vi lavorano medici congolesi, sostenuti da un organismo belga (anche economicamente).

A livello comunitario in parrocchia operano vari e numerosi gruppi: diverse realtà dedicate a Maria (es. Armèe bleu/Armata blu, Legio Mariae, ecc), vari foyer per le famiglie, Rinnovamento carismatico, “caritas”, vari movimenti giovanili, scout, comitati vocazionali, ecc…
Dato il numero elevato, in generale, delle diverse presenze, a livello diocesano è stato costituito un comitato di coordinamento dei vari movimenti.

La parrocchia è organizzata in una ventina di comunità ecclesiali (corrispondenti alle varie suddivisioni del quartiere).
Sono le SHIRIKA = comunità di base.
Un giorno alla settimana si ritrovano, ospitati delle diverse famiglie che mettono a disposizione la loro abitazione, per incontri su temi biblici o sociali. Si organizzano anche per la gestione della carità in parrocchia.

L’ offertorio della domenica è curato a turno dai vari gruppi che preparano l’ occorrente per le necessità dei poveri ( sacchi di farina, legumi, olio, carbone, ecc).
Dopo la comunione viene invece fatto un secondo offertorio, definito di ringraziamento, dove si porta del denaro destinato alle opere parrocchiali.
Per la chiesa locale e i Padri Bianchi è motivo d’ attenzione che le comunità cristiane si facciano anch’esse parte del sostegno alle attività ed alle opere parrocchiali.