Enrico con le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

                                      come ormai saprete, il 23 aprile prossimo con una solenne Cerimonia, che anche noi vivremo in contemporanea nella Celebrazione presieduta dal nostro vescovo Daniele nella Basilica di Santa Maria della Croce, verranno beatificati DIECI MARTIRI nella cattedrale di Santa Cruz del Quiché, vera e propria primizia delle migliaia che, in quella spaventosa repressione che investì quella Terra del Guatemala tra il 1970 e il 1990, hanno dato la loro vita.

Per questo lascio spazio ai Vescovi del Guatemala che, nel loro Messaggio per la Beatificazione dei 10  Martiri, con parole semplici e sincere, tratteggiano la personalità e la fede di questi uomini tanto umili quanto profondamente innamorati del Vangelo.

“La loro convinzione che il cristiano non può disinteressarsi della realtà in cui vive, né tanto meno chiudersi in un individualismo egoista incapace di vedere i grandi bisogni che vive la gente in quel preciso momento storico, li aiutava a considerare la vita come un tempo di grazia che li spingeva a vivere in una tensione continua verso l’eternità, senza però dimenticarsi di stare con i piedi per terra.         Continua nell’ ALLEGATO

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NON VIVIAMO UNA FEDE A METÀ, RICEVENDO SENZA DARE

Riportiamo l’omelia di papa Francesco tenuta nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia l’11 aprile scorso, II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia.

1a. Regina coeliGesù risorto appare ai discepoli più volte. Con pazienza consola i loro cuori sfiduciati. Dopo la sua risurrezione, opera così la “risurrezione dei discepoli”. Ed essi, risollevati da Gesù, cambiano vita. Prima, tante parole e tanti esempi del Signore non erano riusciti a trasformarli. Ora, a Pasqua, succede qualcosa di nuovo. E avviene nel segno della misericordia. Gesù li rialza con la misericordia – li rialza con la misericordia – e loro, misericordiati, diventano misericordiosi. È molto difficile essere misericordioso se uno non si accorge di essere misericordiato.
1. Anzitutto vengono misericordiati, attraverso tre doni: dapprima Gesù offre loro la pace, poi lo Spirito, infine le piaghe. In primo luogo dà loro la pace. Quei discepoli erano angosciati. Si erano chiusi in casa per timore, per paura di essere arrestati e di fare la stessa fine del Maestro. Ma non erano chiusi solo in casa, erano chiusi anche nei loro rimorsi. Avevano abbandonato e rinnegato Gesù. Si sentivano incapaci, buoni a nulla, sbagliati. Gesù arriva e ripete due volte: «Pace a voi!». Non porta una pace che toglie i problemi di fuori, ma una pace che infonde fiducia dentro. Non una pace esteriore, ma la pace del cuore. Dice: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20,21). È come se dicesse: “Vi mando perché credo in voi”.        Continua nell’ ALLEGATO

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NON ABBIAMO TACIUTO!

A cura di don Roberto Sangiovanni e del Centro Missionario Diocesano

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli  (Mt 5,10)

Venerdì 23 aprile saranno solennemente proclamati Beati tre sacerdoti della congregazione  dei Missionari del Sacro Cuore e sette laici che operavano nelle parrocchie della Diocesi del Quiché in Guatemala. Ci uniamo a mons. Rosolino Bianchetti, vescovo di quella diocesi, e a tutti i cristiani del Quiché per esprimere la nostra gioia e la nostra partecipazione a un evento tanto importante che ci coinvolge profondamente, ricordando i nostri missionari che hanno lavorato in Guatemala.         Continua nell’ ALLEGATO

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NON C’E AMORE PIÙ GRANDE CHE DARE LA VITA (Oswaldo Curuchich)

6a. RosolinoMons. Rosolino Bianchetti, vescovo del Quiché in Guatemala, è originario della Diocesi di Crema. Ordinato sacerdote nel 1974, cinque anni dopo partì missionario prima in Venezuela e poi in Guatemala. Il prossimo 23 aprile saranno beatificati 10 martiri, tre sacerdoti spagnoli Missionari del Sacro Cuore e 7 laici di cui un bambino di appena 12 anni; i Martiri del Quiché furono uccisi “per odio alla fede” durante il conflitto armato interno durato 36 anni. El Quiché è tristemente noto quale “epicentro” del suddetto conflitto. Mons. Bianchetti, e il suo predecessore, il guatemalteco mons. Julio Cabrera, sono anche “amici di Charles de Foucauld”; Cabrera ha accolto le Piccole Sorelle del Vangelo quando era vescovo di Jalapa. Bianchetti ci ha rilasciato l’intervista che qui condividiamo.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di Scannabue

7a. Il miracolo della gentilezzaIL  “MIRACOLO”  DELLA  GENTILEZZA

Sr. Rosangela Ratti ci scrive: “La lettura dell’enciclica Fratelli Tutti ha illuminato alcune mie semplici esperienze di vita missionaria in questa terra tunisina, terra dove non possiamo fare l’annuncio diretto del Vangelo e quindi sono prioritari la testimonianza di vita e l’incontro informale con le persone.

La mia prima esperienza è ambientata sulle strade del mercato di frutta e verdura che frequento quasi ogni giorno un po’ per necessità, un po’ per incontrare la gente. E’ così che ho incontrato un venditore di uova, musulmano, con il quale poco a poco si è costruito un rapporto di cordialità. Dopo un periodo di assenza dal mercato è ritornato molto provato fisicamente e triste. Mi ha raccontato che aveva perso due sorelle in un incidente stradale. Piangeva e ripeteva che era troppo duro da accettare anche se il credo musulmano dice che se Dio ha stabilito così è per un bene.           Continua nell’ ALLEGATO

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Il Centro Missionario informa

Incontro in preparazione alla 49a Settimana sociale

In preparazione alla 49a Settimana Sociale – in programma dal 21 al 24 ottobre prossimi a Taranto –
su IL PIANETA CHE SPERIAMO: AMBIENTE, LAVORO, FUTURO #TUTTOÈCONNESSO,
la Commissione Diocesana per la Pastorale sociale e del lavoro propone,
lunedì 26 aprile prossimo,
un secondo incontro informativo.
Relatore sarà don Bruno BIGNAMI,
(direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei)
sul tema:
“L’Italia che speriamo. Verso la 49a Settimana sociale: ambiente, lavoro, futuro”Continua nell’ ALLEGATO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime. Carissimi,

al termine dell’omelia di Pasqua in Papa ci invita “a superare le barriere, vincere i pregiudizi, avvicinare chi ci sta accanto ogni giorno, per riscoprire la grazia della quotidianità”. Questo significa rivolgere la nostra attenzione anche ad altri vicini, con i quali probabilmente condividiamo momenti di lavoro od occasioni di incontro, per fermarci un momento a riflettere che anche loro vivono, come abbiamo fatto e stiamo facendo anche noi, intensi momenti di preghiera. Mi riferisco alla Comunità Musulmana.
È interessante notare come quella stessa luna che, prima piena dopo l’equinozio di primavera, ci ha portato la Pasqua, ora, terminato il suo ciclo, riparte nuova per avviare il mese di RAMADAN martedì prossimo 13 aprile. Il Ramadan è un tempo fondamentale per i fedeli musulmani. Infatti
secondo i cinque pilastri dell’Islam, durante il Ramadan i musulmani devono rispettare il digiuno (nella loro lingua Sawm) dall’alba al tramonto, per ricordare quando Maometto ha rivelato per la prima volta il Corano. Oltre ad acqua e cibo, i fedeli devono privarsi nell’arco della giornata anche del sesso, del fumo e di tutti i loro vizi.           Continua nell’ ALLEGATO

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