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Senza diritti umani
– universali e interdipendenti –
non esistono né libertà né giustizia,
né pace duratura né sviluppo sostenibile.
Sergio MATTARELLA
L’impegno per i diritti umani non è mai finito!
A questo proposito, sono vicino a tutti coloro che,
senza proclami, nella vita concreta di ogni giorno,
lottano e pagano di persona
per difendere i diritti di chi non conta.
Papa FRANCESCO

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

                  anche quest’anno è iniziato l’Avvento, un momento prezioso per ripensare la nostra fede nel momento in cui ricordiamo e celebriamo una volta di più la venuta di Gesù, Dio fatto uomo, per meglio rivelarci l’essenza di Dio. Si fa sempre fatica a concentrarci su questo fatto eccezionale. Troppe le distrazioni che ci circondano…

Ecco allora venirci in aiuto una breve, ma densa riflessione proposta dalla Redazione di VINO NUOVO, un blog che settimanalmente ci offre riflessioni sui temi d’oggi, secondo la logica, insegnata da Gesù stesso, che il vino nuovo va messo in otri nuovi.     Continua nell’ ALLEGATO

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COLTIVIAMO L’ATTESA DI GESÙ SENZA LAMENTELE O DISTRAZIONI INUTILI (Angelus, 3 dicembre 2023)

1a. AngelusOggi, prima domenica di Avvento, nel breve Vangelo che la liturgia ci propone (cfr Mc 13,33-37), Gesù ci rivolge per ben tre volte un’esortazione semplice e diretta: «Vegliate» (vv. 33.35.37).
Il tema è dunque la vigilanza. Come dobbiamo intenderla? A volte si pensa a questa virtù come a un atteggiamento motivato dalla paura di un castigo imminente, come se un meteorite stesse per precipitare dal cielo e minacciasse, se non ci scansiamo in tempo, di travolgerci. Ma non è certo questo il senso della vigilanza cristiana!        Continua nell’ ALLEGATO

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IL BILANCIO DELLA VIOLENZA (M. Serra)

2a. Lancio fioriPoche e chiare parole per esprimere il disagio sempre crescente nei confronti per quanto sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza.

Ammesso (e ampiamente concesso) che Hamas sia un movimento che professa il suprematismo religioso e la cancellazione violenta di Israele, cosa che autorizza a considerarlo un movimento razzista, rovinoso per la causa palestinese nonché sperperatore dei miliardi ricevuti dai governi arabi; le domande che farei, se fossi il governo israeliano, sono due.
La prima: è giusto e legittimo, per combattere Hamas, spianare Gaza, uccidere migliaia di civili, distruggere il precario riparo che un popolo prigioniero ed espropriato abita per obbligo ben più che per scelta?        Continua nell’ ALLEGATO

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ESPULSIONE E GUERRA

3a. Espulsione e guerraTrentottesima preghiera – 3 Dicembre 2023    58° giorno di guerra.

Signore, dopo una breve tregua, dopo un breve ritorno all’umanità, la guerra è ripresa.
Questa è la guerra: un insulto all’uomo e un insulto a te, Signore e Creatore di tutti.
Signore, che la morte cessi a Gaza, le sofferenze, la paura
Ma chi è tua creatura non dovrebbe fare la guerra. I tuoi figli sono stati creati per amare, con il tuo stesso amore.
E la forza non è per uccidere e demolire ma per amare e per vivere insieme.
Signore, ristabilisci l’uomo nella sua capacità di amare. Spegni la sua presunzione e l’orgoglio.
Assistiamo all’espulsione forzata di due milioni di persone, tutti i tuoi figli.
Signore, ci vogliono cuori nuovi, a Gaza e in tutta la Palestina.
Signore ricorda al mondo la sua umanità.

Michel SABBAH, patriarca emerito di Gerusalemme, 3 Dicembre 2023

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MISSIONE: LASCIARSI STUPIRE DAL SIGNORE CHE LAVORA OLTRE NOSTRA IMMAGINAZIONE ( P. Masolo)

4a. MasoloRiportiamo la riflessione che padre Masolo, missionario del PIME in partenza per il Myanmar, ci ha lasciato durante la Veglia Missionaria del 19 ottobre, quarto anniversario della beatificazione di p. Alfredo Cremonesi.

Mi piace condividere tre parole del Vangelo di Emmaus intorno al quale stiamo meditando in questa Veglia: occhi, cuore, piedi.
Gli occhi di questi due discepoli smarriti che si aprono stupiti, dopo l’incontro con il Signore. Lo stesso stupore che hanno provato i miei occhi quando ho incontrato le persone che mi hanno aiutato a credere davvero. Avevo 17 anni. Si tratta di Mariella e di  Maria Teresa, persone di Fede, semplici, normali, maestre con la loro famiglia. In particolare ricordo un incontro con Maria Teresa che mi ha fatto sentire questo dono di vedere davvero un po’ oltre. Mi sono visto quindi come se mi conoscesse meglio di me stesso. E questo mi ha fatto scoprire che davvero il Signore è vivo e c’è, per me, qui ed ora. E lì ho incominciato a credere per davvero.        Continua nell’ ALLEGATO

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SI INTENSIFICANO I COMBATTIMENTI NEL MYANMAR (La Redazione)

I combattimenti nel nordest della Birmania, dove alla fine di ottobre un’alleanza di gruppi etnici ribelli ha lanciato un’offensiva contro la giunta militare al potere, hanno costretto quasi cinquantamila persone a lasciare le loro case, come affermato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha).

5a. Combattente Esercito liberazione popolo TaangIl conflitto nello Stato Shan, nordest della Birmania, si è intensificato nelle ultime settimane con l’Operazione 1027 lanciata dall’alleanza tra tre milizie etniche dell’opposizione alla giunta militare alla fine ottobre. In queste zone di confine della Birmania sono attivi più di dieci gruppi etnici ribelli, alcuni dei quali sono in lotta con l’esercito da decenni.       Continua nell’ ALLEGATO

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NÜSHU, LA LINGUA CHE DIEDE VOCE ALLE DONNE ( C. Zappa)

Nata tre secoli fa nel Sud della Cina, in un mondo femminile oppresso dal patriarcato, dal 25 novembre è raccontata fino al 10 febbraio 2024, da una mostra al Museo Popoli e Culture del Pime.

6b. Nushu la lingua che diede voce alle donne “Tutte le donne del mondo appartengono alla stessa famiglia”, si legge su una moneta di bronzo risalente alla metà del XIX secolo e rinvenuta nella Cina meridionale. I caratteri del testo, tuttavia, non sono in cinese, ma in nüshu, l’unica lingua scritta al mondo inventata e utilizzata esclusivamente da donne.           Continua nell’ ALLEGATO

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CARI MASCHI, COMINCIAMO DA NOI, STOP ALLA CULTURA DELLA VIOLENZA (G. Cecchettin)

Riproponiamo il discorso che il papà di Giulia Cecchettin ha rivolto ai presenti. Un insegnamento coraggioso e pieno di speranza pur in una situazione tanto tragica. Abbiamo tutti da imparare.

8a. gino-cecchettin-1280x748Carissimi tutti,
abbiamo vissuto un tempo di profonda angoscia: ci ha travolto una tempesta terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai. Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio. Mia figlia Giulia, era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria. Allegra, vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma. Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma.        Continua nell’ ALLEGATO

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