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Categoria per articoli generici, privi di altra classificazione

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0001a. bielorussia

Il mio pensiero va anche alla cara Bielorussia.

Seguo con attenzione la situazione post-elettorale in questo Paese

e faccio appello al dialogo,

al rifiuto della violenza

e al rispetto della giustizia e del diritto.

Affido tutti i bielorussi alla protezione della Madonna, regina della pace.

Papa FRANCESCO – Angelus 16 agosto 2020

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

                                     il 30 giugno scorso è stato ricordato il 60° anniversario dell’indipendenza della Repubblica Democratica del Congo. Un avvenimento abbastanza comune, perché nell’arco di due anni quasi tutti i Paesi africani celebreranno lo stesso anniversario di indipendenza. Tuttavia il caso del Congo, sia per motivi storici che geografici, assume un’importanza particolare e ci porta ad abbozzare qualche riflessione sul COLONIALISMO.
In primo luogo le dimensioni della Repubblica Democratica del Congo e la sua posizione geografica ne fanno uno dei Paesi più significativi del Continente africano. La sua storia coloniale poi ha dell’incredibile in quanto la Conferenza di Berlino del 1885 sancì il Congo come “proprietà personale” del re del Belgio Leopoldo II. E continuò ad essere tale fino al 1908, quando il re, anche a causa delle pressioni di un’opinione pubblica internazionale che non accettava né questa anomalia giuridica né le brutalità di cui si macchiò in oltre vent’anni di dominio assoluto, fu costretto a cedere il “suo” Congo allo stato belga.        Continua nell’ ALLEGATO

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0001a. Laudato sì'
E oggi anche è il quinto anniversario dell’Enciclica Laudato si’, con la quale si è cercato di richiamare l’attenzione al grido della Terra e dei poveri.
Grazie all’iniziativa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale,
la “Settimana Laudato si’”,
che abbiamo appena celebrato, sboccerà in un
Anno speciale di anniversario della Laudato si’,
un Anno speciale per riflettere sull’Enciclica,
dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno.
Invito tutte le persone di buona volontà ad aderire, per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili.
Sul sito verrà pubblicata la preghiera dedicata a questo Anno.
Sarà bello pregarla.

Papa FRANCESCO Regina Coeli 24 maggio 2020

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Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così.

Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche

e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare

ed è allora che la stragrande maggioranza

preferisce lamentarsi piuttosto che fare.

 

L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno,

l’importante è saper convivere con la propria paura

e non farsi condizionare dalla stessa.

Ecco il coraggio è questo,

altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.

 

Chi tace e chi piega la testa

muore ogni volta che lo fa,

chi parla e chi cammina a testa alta

muore una volta sola.

 GIOVANNI FALCONE

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Enrico e le Commissioni Missionaria e Migrantes

Carissime, Carissimi,

nel lungo e denso documento che il nostro Vescovo ha dedicato al ritorno dei fedeli alla celebrazione della Messa, dal significativo titolo Tornare a Messa: un bell’impegno, mons. Gianotti fa un’affermazione che un po’ sintetizza il senso di un’azione troppo spesso considerata una semplice abitudine: “«Trasformarci in Cristo»: a questo punta, né più né meno, il nostro «andare a Messa». E trasformarci in modo che traspaia in noi anche il suo agire, il suo operare, testimoniato in tutti i Vangeli”.
E poco più avanti declina in modo esplicito il significato profondo del riconoscere il Corpo di Cristo. “A Messa potremo ancora una volta, con sguardo di fede, «riconoscere il Corpo di Cristo» nell’Eucaristia, adorarlo, nutrircene… Ma saremo capaci di fare al tempo stesso, quell’altro indispensabile «riconoscimento», quello che ci fa vedere e «toccare» il Cristo nella «carne» del fratello, del malato, dell’indigente, del carcerato, dello straniero? Noi che condividiamo il pane del cielo, sapremo anche condividere il pane di questa terra e i beni di cui disponiamo, pensando anche alla crisi drammatica che la nostra società sta attraversando?”
Attenzione, non si tratta di una premessa, quanto di un’affermazione fondamentale, di un richiamo radicale al secondo Comandamento di Gesù che non si limita ad una generica solidarietà, quanto ad AMARE IL PROSSIMO COME TE STESSO.       Continua nell’ ALLEGATO

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EID MUBARAK, FRATELLI MUSULMANI! (+ Daniele Gianotti, Vescovo di Crema)

2a. Fine RamadanIn occasione della celebrazione della fine del Ramadan, che si è svolta domenica scorsa 24 maggio, il nostro Vescovo, mons. Daniele, ha voluto inviare un messaggio di vicinanza e di condoglianze, oltre che di augurio alla Comunità musulmana che vive nella nostra diocesi.

Cari fratelli e sorelle di fede islamica abitanti a Crema e nel cremasco,

mentre si avvicina la conclusione del mese sacro del Ramadan 1441 H. / 2020 A.D. desidero farvi arrivare anche quest’anno una parola di vicinanza e di augurio.

Il Ramadan di questo anno resterà nella vostra memoria per le forti limitazioni che l’emergenza sanitaria CoViD-19 ha imposto alla sua celebrazione: limitazioni simili a quelle che hanno impedito ai credenti cristiani di celebrare in modo pieno, secondo l’abitudine, i tempi principali della loro fede: la Quaresima, la grande festa di Pasqua e il tempo che segue alla Pasqua, fino alla Pentecoste del prossimo 31 maggio.

Mi auguro che anche per voi, come spero sia stato anche per i cattolici, le limitazioni imposte alle celebrazioni esteriori siano state occasione per una crescita nella nostra adesione interiore a Dio nella preghiera, nella nostra fedele dedizione a Lui e nel mettere nelle Sue mani ogni nostra miseria e tribolazione.       Continua nell’ ALLEGATO

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L’UMANITÀ È UN’UNICA COMUNITÀ (Redazione)

1a. Parole del papaA pochi giorni di distanza papa Francesco ha rilasciato due interviste ad altrettanti quotidiani: La Repubblica e La Stampa. Se nella prima sottolinea l’importanza dei piccoli gesti e di una comunicazione vera, nella seconda richiama l’importanza di una fede in un Dio che soccorre sempre e la necessità di ricostruire l’umanità su quattro concetti chiave: radici, memoria, fratellanza, speranza. Di seguito una ricostruzione ragionata delle affermazioni del Papa.

Prepararsi alla Pasqua
Il tempo di preparazione alla Pasqua, con la preghiera e il digiuno, ci allena a guardare con solidarietà gli altri, soprattutto coloro che soffrono. In attesa del bagliore di quella luce che illuminerà di nuovo tutto e tutti. E va vissuto con penitenza, compassione e speranza. E umiltà, perché tante volte ci dimentichiamo che nella vita ci sono le “zone oscure”, i momenti bui. Pensiamo che possano capitare solo a qualcun altro. Invece questo tempo è oscuro per tutti, nessuno escluso. È segnato da dolore e ombre, che ci sono entrate in casa. È una situazione diversa da quelle che abbiamo vissuto. Anche perché nessuno può permettersi di stare tranquillo, ognuno condivide questi giorni difficili.      Continua nell’ ALLEGATO

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P. GIGI, OGGI, UN MISSIONARIO CONTEMPLATIVO (Piero e Rosetta Versura)

GIGIIn occasione della celebrazione dell’ultima Veglia per la liberazione di P. Gigi Maccalli il 17 marzo scorso, è stata letta questa testimonianza di due amici che hanno conosciuto bene il nostro missionario.

Era il 17 settembre 2018 quando un evento imprevisto ha sconvolto la vita di p. Gigi e noi ci ritroviamo ancora una volta per pregare per lui. Ogni volta speriamo che sia l’ultima e che la volta successiva potremo ritrovarci per una preghiera di ringraziamento. Perché è questa speranza che ha sostenuto e continua a sostenere la nostra preghiera.
Riandiamo spesso alla mattina nella quale ci è arrivata la notizia. Rapimenti ce n’erano stati, ma chissà perché pensiamo sempre che certi fatti non debbano toccarci. Quante domande: perché?
Perché lui? Dove lo avranno portato? Come starà?      Continua nell’ ALLEGATO

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GIORNATA MONDIALE DEI POVERI (dal messaggio di Papa Francesco)

39-13“Non amiamo a parole, ma con i fatti”. È questo l’eredità più significativa che ci è stata lasciata dall’Anno della Misericordia che si concludeva il 13 novembre dello scorso anno. Affinché l’Anno Santo straordinario non terminasse con l’oblio degli impegni più volte ricordati e delle promesse più volte ripetute, ecco che papa Francesco spiazzò  tutti istituendo la Giornata Mondiale dei Poveri. É una grande occasione affichè, come dice lo slogan, non ci limitiamo a parlare dei poveri, ma soprattutto impariamo a prendercene cura.
Di seguito alcuni brani significativi tratti dal lungo Messaggio che    il Papa ha reso pubblico per l’occasione.

«Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Queste parole dell’apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere. La serietà con cui il “discepolo amato” trasmette fino ai nostri giorni il comando di Gesù è resa ancora più accentuata per l’opposizione che rileva tra le parole vuote che spesso sono sulla nostra bocca e i fatti concreti con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L’amore non ammette alibi: chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d’altronde, è ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere.                                                                               Continua nell’ ALLEGATO

IL CENTRO MISSIONARIO INFORMA… (Redazione)

❶ Vanno e vengono…
+ È sempre tra noi padre Renato RIBONI missionario della Consolata impegnato in Colombia.
+ Stiamo aspettando a giorni l’arrivo a Crema di Fr. Ivan CREMONESI, comboniano, attualmente in servizio nella Repubblica Democratica del Congo.

 + Sta proseguendo a pieno ritmo il percorso di riabilitazione cardiaca, presso  l’ospedale di Rivolta d’Adda, di don Francesco RUINI, recentemente rientrato in Italia. Sarà un percorso lungo che, per la sua completa riuscita, dovrà essere accompagnato anche da un salutare riposo. Per questo i medici dell’ospedale pregano amici e conoscenti di sospendere momentaneamente le visite.

In questo momento possiamo e dobbiamo essere uniti a lui con la preghiera.
+   È  previsto infine per il 1 di aprile il rientro, per ferie, di madre Amelia MARCHESINI, missionaria canossiana, attualmente impegnata in Brasile, ad Imperatriz (Maranhão)

❷ Riflessioni di Quaresima
7-6Finalmente la Diocesi ritorna creativa! Accade per la prossima Quaresima.Rispondendo all’appello della Pastorale Giovanile, altri uffici di Pastorale, tra cui il nostro, hanno accettato di preparare brevi riflessioni per ogni giorno sia della Quaresima che del Tempo Pasquale. Per tre mesi, dal 1 marzo, Mercoledì delle Ceneri, al  4 giugno, Pentecoste, la scatoletta che vedete riprodotta a fianco, conterrà ogni giorno un pensiero che vi accompagnerà dovunque andrete. Per richiedere la Scatoletta della Quaresima basta contattare la Pastorale Giovanile al seguente numero di telefono: 0373.250291 o alla seguente mail: info@pgcrema.it    Il costo è di 4 euro. Anche il Centro Missionario può fornire piccoli  quantitativi di Scatolette della Quaresima. Contattateci!

Prossimi appuntamenti
È ormai alle porte il prossimo Incontro di  Animazione Missionaria. Si svolgerà domenica 26 marzo dalle ore 15 alle 17:30 presso la Casa Parrocchiale di Offanengo. Ospite d’onore sarà suor Paola VIZZOTTO, della Congregazione della  Immacolata Concezione (PIME), missionaria in Cameroun, oggi impegnata nel reparto femminile del carcere romano di Rebibbia. Come sempre l’incontro è aperto a TUTTI/E.

❹ Missione è uscire da se stessi
Pensiamo di fare cosa gradita riportare una sintesi dell’intervento di Monica SEVERGNINI, tenuto durante l’ultimo Incontro di Animazione Missionaria a S. Michele il 18 febbraio scorso.
Monica, originaria di Izano, di professione insegnante, è partita, pur restando in  Italia, per Assisi, come membro della Comunità Papa Giovanni XXIII. Tuttavia anche  per lei la missione era cominciata molto tempo prima.  Infatti, già prima aveva vissuto esperienze “missionarie” che l’hanno aiutata a capire che missione vuol dire: ANDARE FUORI DA TE. Non solo: vuol dire anche ESSERE MANDATI, con un COMPITO, uno scopo, un servizio da svolgere.  Quando si riceve una missione, si “accetta” quindi un incarico da qualcuno, che si considera più autorevole e non ci concentriamo più su cosa vogliamo noi.   La riflessione di Monica continua nell’ ALLEGATO

❺ Non abbiate paura: La Giornata dei Missionari martiri

 A motivo della coincidenza, il 24 marzo, della Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri e della iniziativa mondiale “24_Ore per il Signore” che nella nostra Diocesi si svolge nella Parrocchia dei Sabbioni e considerato che il Vescovo Daniele  non ha ancora fatto ingresso in Diocesi,

la Parrocchia di Chieve organizza

come evento parrocchiale

la VIA CRUCIS CON I MISSIONARI MARTIRI,

venerdì 24 marzo 2017 alle ore 21.00 in chiesa parrocchiale

e apre la condivisione di questa preghiera ai Gruppi Missionari delle Parrocchie e a tutte le persone che vorranno partecipare.Saranno particolarmente venerate le reliquie dei Beati Vincenzo PRENNUSHI e compagni, Martiri albanesi. Al termine della preghiera esse saranno accompagnate alla chiesa di San Martino, luogo dedicato alla preghiera ai Martiri del ‘900.     Il ricordo dei Martiri Albanesi all’ ALLEGATO

Quaresima di fraternità
8-4Come potete vedere dal manifesto a fianco, sia la Caritas che il Centro  missionario sono impegnati nel sostenere progetti di Promozione  umana.
Per quanto ci riguarda abbiamo deciso di sostenere il progetto di  padre Walter MACCALLI, madignanese, missionario della   Società Missioni Africane, che opera in Angola, per la costruzione di una   maternità che garantisca l’assistenza medica alle attuali e future mamme.
UNA MATERNITÀ CHE SIA SPERANZA DI NOME E DI FATTO

La morte di neonati e di mamme  durante il parto è un fatto terribile,  ma quasi quotidiano, nella parrocchia  di Nambuamgongo e nella regione circostante dell’entroterra angolano,     dove opera da diversi anni padre Walter  Maccalli. Con questo articolo lanciamo una piccola campagna a sostegno della Maternità che si vuol costruire, nella speranza che la generosità dei cremaschi vada oltre i termini della Quaresima.

 “Alcuni mesi fa, ho accompagnato una giovane mamma, (al suo primo parto), al dispensario più vicino; purtroppo il neonato che non riusciva a venire alla luce, era già morto. Grazie a Dio, sono riusciti a salvare la vita della giovane”. A questo punto Padre Walter non ha più avuto esitazioni e senza perdere altro tempo prezioso…  L’articolo continua nell’  ALLEGATO